"Stetti una settimana in balia della confusione. Non sapevo se credere alla storia dei paranormals,ma tutto sembrava combaciare alla perfezione. Tutto aveva acquistato un senso. Ma non era un senso logico.
Secondo i miei genitori, io avevo bisogno di protezioni. Avevo bisogno di essere allontanato da chiunque. Il nemico poteva nascondersi ovunque e da nessuna parte. E per avere una vita sicura, rinunciavo a una vita felice.
A volte mi soffermavo a pensare cosa si provasse ad avere un amico. Uno solo, ma di fiducia. Una persona con la quale puoi essere te stesso senza paura di essere giudicato, una persona in cui riponi tutta la tua fiducia. Forse non lo saprò mai. Ma forse ,se i miei genitori si fossero comportati diversamente, ugualmente non avrei nessuno. Magari non sarei nemmeno qui.
Poi immaginai quella scena. Tutti quei ragazzi attaccati a macchine, le braccia ricoperte di fili. La loro crudele fine. Infine, vidi me stesso incatenato. Io ero diverso dagli altri?
Troppi punti interrogativi ai quali ero sicuro che non avrei risposto tanto facilmente. Nemmeno i miei genitori sapevano molto a riguardo. Solo che ero in pericolo. E questo a loro bastava. Ma a me no. Avrei scoperto la verità per me e per tutti quelli che sarebbero venuti dopo."
Chiudo il libro e mi appoggio con la schiena sulla sedia scomoda
dell' ospedale.
Ho alternato i momenti in cui leggevo "Seer" con i momenti in cui scrivevo la mia storia personale.
Sono giunta alla conclusione che io e Thomas abbiamo vite completamente differenti e non siamo simili.
SIAMO UGUALI.
Abbiamo le stesse riflessioni e osservazioni ed entrambi abbiamo sofferto molto. Ma sinceramente, credo che la mia storia sia molto più deprimente della sua.
Lui non ha mai avuto amici.
Io ne ho avuto uno che mi ha abbandonata e tradita.
Per fortuna, quando mi giro ci sono le figure di Jasmine, Edward e Tracy a smentire i miei pensieri.
Loro sono qui per me. Per darmi forza. Non sono sola.
Tracy incrocia il mio sguardo e mi sorride, aspettandosi che io non ricambi.
E infatti non lo faccio.
La mia attenzione viene catturata dalla carrozzella che mi passa davanti.
<<Sei sicura di voler rimanere qui?>> Chiede la nonna alla piccola Jessy.
Lei annuisce e l' anziana signora si siede accanto a me.
Ancora una volta sono come catturata dall' aura di serenità che emana la bambina.
Forse sono semplicemente curiosa di sapere cosa la faccia sorridere sempre e comunque...
All' improvviso ho una strana idea. Non so perché stia pensando di fare una sciocchezza del genere, forse ho solo letto troppo.
Poggio una mano su quella della bambina. Le accarezzo il palmo con noncuranza e guardo altrove, come se l' avessi sfiorata per sbaglio.
Chiudo gli occhi, ma non succede niente. Nessuna visione.
Eppure ne ho avute. Ho visto
l' incendio quando Max mi ha chiesto se ho mai fatto del male a qualcuno. Ho visto gli uomini incappucciati quando ero stretta dalle sue braccia. Ho visto le pagine di "Seer" muoversi da sole e la scena in cui mia zia leggeva il libro. Ho visto il vaso dove Marta aveva nascosto le chiavi.
Cosa può significare tutto questo?
Guardo l' orologio appeso alla parete.
Sabrina è dentro da quella che sembra un' eternità. Non ne posso più!
Voglio VEDERLO anch' io!
Non m' importa se non mi sente o non mi vede, sento il bisogno di guardarlo e immaginarmi che stia solo dormendo perché è stanco.
Di entrare lì dentro e illudermi che si possa svegliare e che la prima cosa che veda sia il mio volto.
Poi io gli sorriderò e gli dirò :<<Che dormitona che ti sei fatto, dormiglione!>>
Ma ho paura che - se mai si sveglierà - dovrò dirgli:<<Perché hai messo in pericolo la tua vita per me? Non devevi farlo. Non è quello che volevo>>
In fondo al corridoio sento dei passi, proprio nello stesso momento in cui la porta della stanza di Max viene aperta.
<<Hanno detto che puoi entrare>> Mi dice Sabrina con gli occhi gonfi di lacrime. La voce è distrutta, senza emozione.
È così che parlo anch' io?
Entro mentre vedo Simon e Dafne entrare nella sala d' aspetto.
Sabrina mi tiene la porta aperta e, appena la supero, la chiude alle mie spalle lentamente. Quasi come se le mancassero le forze anche per fare questo semplice gesto.
Appena lo vedo , sento un tonfo al cuore talmente forte che ho
l' impressione di essere stata colpita da un proiettile al centro del petto.
Cammino come in trance verso di lui. Verso quel suono.
Tin. Tin. Tin. Tin.
Mi ricorda tanto l' incubo su Riccioli d' oro, ma la storia di Serena è completamente diversa. Ora lei è in condizioni migliori rispetto a quelle di Max.
Mi inginocchio accanto al letto e gli stringo la mano dandogli un bacio sul dorso.
Ha fili collegati al corpo e cerotti a coprirgli i lividi del volto.
Mi scappa un singhiozzo. Poi un altro. Fin quando mi ritrovo a piangere a dirotto.
Vorrei dire qualcosa, ma ho la gola secca.
Continuo ad accarezzarmi la guancia con la sua mano. Un po' della saliva mi scivola e va su di essa insieme a qualche lacrima.
<<M-m-mi d-d...>> Provo a chiedergli scusa, ma ogni mia parola viene fermata da un singhiozzo.
<<S-s-c...>>
Gli do un altro bacio sulla mano, mentre sento lo sguardo di Sabrina addosso.
Gli riempio il viso di baci ovunque abbia un cerotto, senza preoccuparmi della madre che stia assistendo alla mia debolezza.
L' ultimo bacio glielo lascio sulle labbra.
Fredde e immobili.
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UNCONDITIONAL LOVE 2
ÜbernatürlichesSequel La vita di Jessy continua, anche se lei non sa più se volerlo o meno. Ci sono ancora tanti misteri da svelare. Verità che la sconvolgeranno, segreti che la spaventeranno, consapevolezze che la indeboliranno. Si troverà a scappare da tutti, p...
