CAP. 52 ( QUALCHE BICCHIERE DI TROPP0)

65 16 3
                                        

MAX' S POV

Sento la gola in fiamma. Eppure...mi piace.

Butto giù un altro bicchiere di vodka. Non so quanti ne abbia bevuti, so solo che al quarto ho perso il conto, e che è già troppo se riesco a ricordarmi dove mi trovo.

Non ho mai bevuto tanto. Anzi, non ho mai bevuto e basta.

Questo periodo ha portato con sè talmente tante novità che non so se riuscirò a riprendermi la vita di un tempo.

E forse è meglio così.

<<Un altro, per favore>> Biascico.

Dov'è il barista?

<<Non credi di star
esagerando?>>Una voce echeggia alle mie spalle.

<<A fare cosa?>> Scendo dallo sgabello, facendomi venire un giramento di testa per il movimento improvviso.

<<A bere. E non solo oggi, è tutta la settimana che non so più come farti smettere>> Mi rimprovera il barista.

<<E che t' importa ! Io ti pago, damerino!>> Sbatto i pugni sul tavolo, mentre l' imbecille continua a pulire lo stesso bicchiere da quella che sembra essere mezz' ora.

Nel frattempo la musica in sottofondo cambia. È una canzone pop molto famosa, ma adesso non ricordo il nome.

<<Hey, mi hai sentito? Sto parlando con te!>> Il damerino mi da una leggera spinta per riportare il mio sguardo verso di lui.

<<Fai sempre lo stesso errore : vieni qui, fai qualche battuta, e chiedi un bicchiere di vodka. Poi da uno passi a due, da due passi a tre. E così via, fin quando diventi scontroso e irrascibile. Guardati, ragazzo, sei uno straccio! Ti vuoi rovinare la vita già a quest' età?>>

<<Rovinarmela più di così?>>

Pago tutto quello che ho preso, lasciando anche qualche spiccio di mancia, e me ne vado senza salutare.

La verità? Ha ragione.

Ma in questo modo riesco a non pensare. L' alcol mi distrae.

Così, come tutti i giorni da una settimana a questa parte, aspetto che mi passi la sbronza prima di rientrare in quella casa.

La casa in cui una volta mi era proibito entrare. La casa che non potevo nemmeno nominare.

Chissà cosa farebbe Jessy se mi vedesse in questo stato! Di questi tempi ha seguito il mio consiglio : sta cercando di starmi lontana.

                        *****
Qualche ora dopo...

La puzza d' alcol si sente a dieci chilometri di distanza!

Contro voglia, mi trovo costretto a mettere i miei panni nella lavatrice e a fare una doccia.

Mentre sto per spogliarmi, sento qualcuno bussare alla porta.

Mi riabbottono il jeans e mi spruzzo un po' di profumo addosso prima di andare ad aprire.

Jessy entra senza degnarmi di uno sguardo.

<<Cosa devi fare?>> Chiedo.

<<Oggi è la giornata libera di Luisa e quelle quattro pettegole non hanno voglia di fare un emerito caspito! Porto la cesta dei panni in lavanderia>> Si abbassa per prendere quella cesta tre volte più grande di lei.

Mi mordo il labbro per non ridere.

<<Lavanderia? Gli Anderson hanno anche una lavanderia?>>

UNCONDITIONAL LOVE 2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora