Il carcerato si estranea da tutti. Si isola dal resto del mondo.
È sdraiato di fianco su quel misero letto - sempre se si può definire tale - e chissà a cosa pensa.
Ha lo sguardo perso, l' orecchio destro appoggiato alle mani a mò di preghiera.
I piedi che dondolano su e giù e la bocca sigillata in una smorfia prima di rabbia, poi di dolore.
All' improvviso quegli occhi si spengono, quasi come se non avesse più un ' anima.
Quella bocca sottile e leggermente screpolata si apre. A stento l' uomo riesce a reprimere un urlo.
<<Cerbiattina?>>
<<Eh?>> Mi stacco dalle braccia di Max e mi guardo attorno spaesata.
<<A cosa pensavi?>>
<<È da un secolo che non mi chiamavi cerbiattina...>> Abbozzo un sorriso, ma Max non si lascia molto convincere.
<<A niente di importante, davvero. Sono solo...felice di aver risolto>> E lo sono davvero tantissimo.
A Trevor penserò più tardi.
Credo che quella visione abbia lo scopo di convincermi a parlare con Max per fargli perdonare il padre.
Dopotutto, Trevor ha pagato molto le sue conseguenze, a differenza di Sabrina. Io credo che meriti una seconda chance dal figlio.
È l' unica cosa che gli rimane.
<<Ti va di uscire un po' solo io e te?>> Mi propone Max.
<<Ma piove...>>
<<Appunto. Sai la pioggia può essere divertente...>> Mi strizza
l' occhio.
Prima che io possa chiedergli cosa gli passi per la mente, Theresa rientra in stanza con un sorrisetto soddisfatto.
Sempre la solita!
<<Noi dobbiamo andare...Scusami per averti bagnato mezza stanza>> Max si gratta la nuca e finge di essere dispiaciuto, quando sicuramente non può fregargliene di meno.
<<Non preoccuparti. Ma dove vorreste andare con questa pioggia? Restate ancora un po' con noi>>
<<Ti ringrazio, ma credo che oggi Jessy si sia allenata abbastanza>> Max mi strappa la coperta che avevo ancora addosso e mi prende per mano, iniziando a dirigersi verso la porta.
Theresa guarda entrambi con aria scioccata, ma alla fine ridacchia e ci saluta con un cenno della mano.
<<Dove andiamo?>>
*****
ANGELICA ' S POV
(ANSIA)
Qualche ora dopo...
Ansia.
È la prima parola che mi viene in mente.
Nervosa.
È l' aggettivo più adatto a descrivermi in questo momento.
Non ho idea di come mi devo comportare. Non conosco per niente bene la famiglia di Tracy e non so cosa piace e cosa no al signor Charly...oppure devo chiamarlo signor Anderson? Come preferisce?
Dio, finirò per impazzire!
Ero così contenta quando ho ricevuto la notizia! Eppure, ora ho troppa paura. Quel che più temo però è me stessa. Sarei capace di tirarmi indietro, mi conosco fin troppo bene.
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UNCONDITIONAL LOVE 2
ParanormalSequel La vita di Jessy continua, anche se lei non sa più se volerlo o meno. Ci sono ancora tanti misteri da svelare. Verità che la sconvolgeranno, segreti che la spaventeranno, consapevolezze che la indeboliranno. Si troverà a scappare da tutti, p...
