CAP. 63( PAURA DEL TEMPO)

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Chiudiamo gli occhi. A circondarci è un infinito silenzio.

Quelli in cui l' unico rumore esterno esistente è il proprio respriro, ma
all' interno della nostra mente tutto è rumoroso.

Non c'è un suono o un pensiero preciso. Tutto è confuso, niente ha una propria forma. Eppure, il rumore è fin troppo insistente.

Quando tutto tace, sento un brivido attraversarmi la schiena e le immagini di quel bosco iniziano a farsi vive dentro di me. E dentro di loro.

Sento una forza espandersi,
un' energia circondarmi. E poi... una strana armonia... Tracy sta entrando in contatto con me, i nostri pensieri si stanno fusendo in uno solo.

E ognuna delle persone presenti in questa stanza, sta percependo ogni nostro singolo pensiero, ogni nostra singola immagine ed emozione. È come se stessero scavando dentro di noi, come se fossimo nude davanti a loro. Tutti quegli occhi non me li sento addosso, ma dentro.

E non mi sento in imbarazzo, ma quasi rilassata. Quasi libera, come se mi stessi sfogando senza parlare.

Perché a volte è proprio questo quello di cui abbiamo bisogno : sfogarci. Ma non lo facciamo quasi mai. Perché certe parole ci pesano solo a pensarle, figuriamoci a pronunciarle. A volte restiamo in silenzio per vergogna, altre perché abbiamo paura di non essere compresi.

Quando la visione termina, io e Tracy riapriamo gli occhi, trovandoci davanti a dei volti increduli, scioccati, sbiancati...

Dafne ha gli occhi sgranati, Edward sta sudando freddo, Jasmine continua a battere le palpebre, Serena abbraccia Freddy con un sguardo triste, ma non troppo sopreso, al contrario del suo ragazzo che sembra stia per svenire da un momento
all' altro.

Max ha le nocche strette in un pugno, nonostante sapesse già tutto. Linda si guarda attorno ancora spaesata, Simon guarda me e Tracy come se fossimo alieni. E infine, Angelica si avvicina alla sua ragazza, continuando a tenere lo sguardo basso.

<<Mi ricordo che una volta ti consigliai di disegnare i tuoi incubi perché ero convinta ci fosse qualcosa di più dietro...ma pensare una cosa è un conto, averne la conferma è un altro>> Mormora Riccioli d' oro.

<<No! Un momento! Io continuo a non capire niente! Come diavolo avete fatto?! E che cos' era quello che abbiamo visto? Come si conclude il...il qualunque cosa esso sia?!>> Dafne si alza quasi vacillando; il suo ragazzo, invece, sembra ancora in trance.

<<Non è possibile una cosa del genere...>> Mormora Edward con uno sguardo quasi assente.

<<Io ora, invece, capisco molte cose. Quando mi parlavi di Seer, dei poteri sovrannaturali di...di Thomas? Beh...cercavi di farmi capire questo, vero?>> Jas si alza e mi viene in contro.

<<Sì, Jasmine. Io, Thomas e Tracy abbiamo gli stessi poteri...e Thomas è...>>

<<Ma poi tu da quando?! Come hai fatto a tenercelo nascosto?! Jessy ci svegliava quasi tutte le notti urlando, mentre tu dormivi tranquilla!>> Jasmine mi interrompe per porre i suoi dubbi alla sorella.

Anche Edward le fa le stesse domande, ma in un modo più calmo.

<<Voi non vi ricordate perché eravate piccoli, ma anch' io all' inizio reagivo in questo modo alle mie visioni. Potete chiedere a mamma e papà di tutte le notti in cui gli ho svegliati! Col tempo, però, ho imparato a soffrire in silenzio e mi sono abituata ad alzarmi sudata e piena di spasmi, senza emettere un solo verso>>

<<E la tua ragazza lo sapeva, Tracy? E...e Max? Anche lui lo
sapeva, Jessy?>> Continua Edward.

Entrambe annuiamo.

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