CAP. 31 (UN NIDO DISTRICATO)

83 24 10
                                        


Non riesco ancora a credere che Manuel e io abbiamo avuto una conversazione per un' ora e mezza.

È stato...strano.

Abbiamo parlato come se fossimo ancora in orfanotrofio, come due cari amici.

La sola parola mi fa rivoltare lo stomaco.

Io e Manuel di nuovo amici? Già mai!

Io ho semplicemente scelto di essere il suo appiglio per non farlo spezzare. Non avevo scelta, se avessi rifiutato mi sarei abbassata al suo stesso livello.

All' inizio ho pensato che fosse una fortuna aver conservato foto di me, Serena e Manuel, ma più le guardavo, più mi sono convinta che avrei dovuto bruciarle.

Alla fine le ho regalate  a Manuel. Come a me devasta vederle, a lui rincuora tenerle in mano e osservarle sperando di tornare indietro nel tempo.

<<Concentrazione, Jessy. Concentrazione>> Mi ricorda Theresa.

<<No, non ce la faccio>> Piagnucolo cadendo con le ginocchia a terra.

<<Sono troppo stanca, non ho chiuso occhio e ho la testa piena di pensieri>> Mi porto le ginocchia al petto.

Theresa, nonostante la sua anziana età, piega le gambe e con un po' di sforzo riesce a sedersi per terra.

<<Mi vuoi dire cos'è successo mia cara paranormal? Lo sai che non esco mai da queste mie amate pareti, non ho idea di cosa tu faccia al di fuori di questo posto. Sono anche troppo vecchia per immaginarlo, ai miei tempi era tutto diverso>> Mi accarezza la guancia come una nonna premurosa.

All' improvviso mi sale un dubbio.

<<Max ha detto di avermi vista bussare a casa tua, com'è possibile? Questo posto è invisibile e lui non era al mio fianco, quindi non poteva vederlo>> Ragiono ad alta voce.

<<Non è così facile, io ho molta esperienza ma poca forza. Sono anziana, Jessy. I miei poteri si indeboliscono e la barriera mentale che ho costruito attorno alla casa a volte vacilla>> Theresa si ferma e nel suo sguardo c'è una punta di ammirazione.

<<Max deve avere davvero una mente geniale se è riuscito a vedere la casa. Lui sapeva che c' era e si è impegnato per far in modo di vederla. È davvero un ragazzo intelligente>>

Già, fin troppo...

<<Ma, come ho già detto, la mia mancata forza l' ha aiutato. Se ci fossi riuscita tu a creare una barriera visiva, lui non sarebbe riuscito a penetrarla>>

Non c'è pericolo. Di questo passo, non ci riuscirò mai.

<<Sei fortunata ad aver un ragaz..>>

<<Basta Theresa, sembra che tu lo faccia apposta!>> È la prima volta che alzo la voce con lei e mi pento subito per questa mia impertinente mancanza di rispetto.

<<Scusami, ma mi sembra di averti accennato un paio di volte che non stiamo più insieme e a me da fastidio quando parli di lui come se fosse ancora il mio ragazzo>>  Parlo tutto
d' un fiato.

<<Perché non mi racconti un po' che è successo tra voi due?>>

Così le racconto tutto, tutto ciò che è successo, tutto ciò per cui sto male.

In Theresa ho riconosciuto non solo un' ottima insegnante, ma anche una nonna. So di poterle dire tutto, ciò che mi ha frenata fino a ora è che parlarne mi fa stare male.

<<Insomma, quella clinica psichiatrica ti sembra il posto sbagliato, eppure ti ritrovi sempre lì ad affrontare i problemi con Manuel, invece che quelli con Max. Perciò pensi che una volta uscita di lì, tu stia meglio, dico bene?>>

UNCONDITIONAL LOVE 2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora