CAP. 14 (CAPITOLO FINALE)

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<<D-dai Patterson?>> Balbetto.

La testa di Max , appoggiata sulle mie ginocchia, sembra pesare molto di più.

La sensazione di affondare nel divano è così forte che sono costretta a tirare leggermente i capelli di Max per fargli capire che deve alzarsi.

Lui subito capisce e si alza di scatto.

Mi guarda serio.

<<È uno scherzo, vero? Dimmi di sì>> Sa benissimo che non lo è, ma io scuoto lo stesso la testa, mentre lo guardo negli occhi.

<<Quindi gli uomini che hai visto...>>

<<Ha tutto più senso! Quegli uomini hanno incendiato l' orfanotrofio per mettere fine alla mia vita!>>Lo interrompo e vengo a mia volta interrotta.

<<Senso?!>> Max mi guarda come se avessi detto la più grande cazzata del mondo. E forse non si sbaglia di tanto.

<<Spiegami cos' ha di sensato tutta questa storia!>> Urla e gesticola nervosamente con le mani, per poi affondarle nei capelli e camminare avanti e indietro per la stanza.

In lui riconosco molte abitudini della madre. Quando non era nella stanza d' ospedale con Max, Sabrina si comportava esattamente in questo modo.

Era irritante guardarla e lo è anche guardare il figlio.

<<Ti dai una calmata?>>

Max si ferma improvvisamente.

<<Ti rendi conto che qualcuno ti vuole ammazzare?! E io dovrei rimanere calmo?!>>

<<Sì perché è me che cercano, non te. E credimi è molto difficile mantenere la calma, ma ci sto provando>>

<<Davvero non capisci che se muori tu, muoio anch' io?>> Il suo viso si addolcisce, così come il mio.

Mi viene voglia di abbracciarlo e rassicurarlo che con lui al mio fianco non ho paura, ma ,anche se vero, non servirebbe a niente. Max non crederà mai di potermi difendere in caso mi trovassero. Lui si sottovaluta sempre.

Mi ha salvato la vita ed è andato in coma per colpa mia, ma si comporta come se non avesse fatto niente di speciale.

A volte penso che gli venga talmente spontaneo fare del bene da credere che chiunque nelle sue stesse circostanze si comporterebbe al suo stesso modo.

Poi penso all' ipotesi più probabile : Max non si sente mai abbastanza. Il senso di colpa per la morte del padre lo spinge a cercare di migliorare, ma tutto il bene che fa non sembra mai abbastanza per ripagare al suo più grande errore.

<<Max, non sanno dove mi trovo. Puoi starne certo, la preside non parlerà>> Mi alzo e mi avvicino a lui per stringerlo tra le mie braccia.

Posso capirlo.

Se i nostri ruoli si invertissero, io non saprei cosa fare. Non saprei se cercare di consolarlo o se cercare di farmi consolare. So solo che avrei più paura io per la sua vita che lui per se stesso.

E so anche che mi sentirei in colpa se lui dovesse soffrire e io non potessi fare niente per aiutarlo.

È così che si sente.

Ma ora che ci penso : se Thomas è morto...perché gli uomini in nero non hanno ottenuto i suoi poteri?

Cerco di darmi una risposta, ma più ci penso, più questa storia assume le sembianze di una macchia sfocata.

<< Ti prego non pensiamoci. Non ho niente da temere, non mi troveranno mai>> Dico a Max e prometto silenziosamente a me stessa che impedirò a chiunque di farmi del male.

UNCONDITIONAL LOVE 2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora