CAP. 17 ( ENTRAMBI ASSASSINI)

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<<È questo il posto di cui mi hai parlato?>>

Max scruta la biblioteca mattone per mattone con un cipiglio interrogativo.

<<Perché questo posto dovrebbe essere la chiave della soluzione? Sembra un incubo>>

Semplicemente lo ignoro e busso alla porta.

Lo sento sospirare con aria frustata, ma ,quando sta per aprire bocca, la porta viene aperta dalla solita anziana sorridente.

<<Prego, venite>> Si sposta per farci entrare e ,mentre noi camminiamo, lei rimane un po' indietro.

Mi fermo davanti alla scrivania, aspettandomi di essere raggiunta dalla donna. Ma lei rimane immobile.

<<Mi sc...>>

<<Posso sapere cosa ti ho fatto?>> Max sovrasta la mia voce con la sua domanda.

<<Niente>> Rispondo fingendomi confusa.

Dopo aver visto quei disegni, non so più cosa pensare. So solo che sono scioccata, amareggiata, delusa.

Non riesco più a guardarlo e a parlargli allo stesso modo, ma allo stesso tempo non riesco a stargli lontana e a essere arrabbiata.

Forse non ci riesco perché in fondo so che quei disegni non dimostrano niente, potrebbe anche trattarsi di una metafora.

Max si sente in colpa per la morte del padre, perciò è come se l' avesse ucciso lui. Non aveva quel coltello in mano, non ha affondato quell' oggetto nelle sue carni, ma non ha fatto niente per impedirlo. E quindi- secondo lui-
l' ha ucciso.

Oppure, Max ha preso in mano il coltello dopo che l' ha visto per terra, affianco al corpo del padre.

Sì, dev' essere una di queste la spiegazione esatta!

Lui non ha ucciso il padre. Ne sono sicura. Punto.

<<Cosa desiderate?>> I miei pensieri vengono interrotti dall' anziana signora.

<<Voglio ridarle il libro>> Le porgo
l' oggetto.

<<L' hai letto tutto?>> Chiede alzando un sopracciglio.

Forse si aspettava che fossi più sconvolta e incredula, ma ormai niente può più stupirmi.

Il mio vocabolario non conosce la parola " normale", la mia vita è basata e circondata dall' anormalità.

Questo ad alcune persone potrebbe piacere, ma a me no.

Non ricordo di aver passato delle notti più belle di queste. Sono giorni che non faccio un incubo. La mattina mi sveglio meno pessimista e più riposata.

Ma so che durerà per poco.

<<Sì e pretendo delle spiegazioni>> Vado dritta al dunque.

Max - nel frattempo- cammina con
un' espressione frastornata per la biblioteca.

Con la cosa dell' occhio lo vedo attraversare il reparto " Storie
d' amore".

Okay...deve aver sbattuto la testa da qualche parte. Max non legge quel genere di libri! Anzi, mi correggo : Max non legge!

<<Una promessa è una promessa. E io gli ho promesso di parlarti una volta che avresti terminato entrambi i libri>>

<<A chi l' ha promesso?>>Aggrotto la fronte.

La bibliotecaria non risponde, ma si avvicina a me e mi guarda il viso.

UNCONDITIONAL LOVE 2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora