" Quando scappai dagli uomini in nero, credevo di essere in salvo. Almeno per un po'. Credevo anche che avessi fatto la cosa giusta.
Voglio dire : si trattava della mia vita, certo che avevo fatto la cosa giusta!
Eppure non era così. Non era mai come speravo.
Non so come ma arrivai a casa. Ricordo solo che per scappare avevo immaginato le catene che si allargavano in modo che le mie mani potessero essere liberate tranquillamente.
Ricordo anche che dovetti sforzarmi parecchio. E ultima cosa, ma più importante : ricordo che il ragazzo al mio fianco era morto.
L' avevano ucciso come se fosse realmente un peso. Ma la verità - che forse sapevano, ma non ammettevano- era che solo nella loro mente malata un ragazzo del genere poteva essere considerato un fardello.
Quando arrivai a casa, me ne pentii subito.
Era il posto dove più probabilmente avrebbero cercato, il più scontato.
Ma ormai ero lì. Sulla soglia di casa, di fronte alla porta.
Entrai con la semplice intenzione di vedere mia madre e poi scappare, scappare il più veloce possibile. Correre il più lontano possibile.
Se - per miracolo- ci fosse stato anche papà, gli avrei chiesto aiuto.
Ma lui non c' era. E ne ero sicuro.
La cosa più preoccupante era che non c' era nemmeno la mamma.
Dov' era finita?
Lo sentito fin dentro le ossa che qualcosa era andato storto. Lei non era semplicemente uscita, almeno non di sua spontanea volontà.
E mentre mi veniva in mente
l' immagine di come avevo sfondato la porta con la forza del pensiero, avanzavo verso la cucina. Verso il frigorifero.
Era pieno di fogli appuntati : cose da comprare, da aggiustare, servizi da fare, appuntamenti presi con il dottore, con l' estetista.
Ah, e c' era anche un foglio minaccioso...
Lessi con il cuore in gola. E appena terminai la lettura, mi sembrò di averlo nella bocca dello stomaco.
" Vieni nel bosco dietro casa tua. Adesso. Altrimenti non li rivedrai più"
E qui ebbi forse la mia ultima visione.
C' ero io. C' erano quegli uomini.
C' erano anche i miei genitori.
Io avanzavo verso quest' ultimi. Erano disorientati, spaventati. Guardavano ovunque. Sembrava che stessero aspettando un qualche segnale.
Quando entrambi si girarono verso di me, vidi i loro volti tramutati.
Erano pieni di lividi. Inguardabili.
"Hai solo mezz' ora" Mi dissero
all' unisono.
Poi si sentì uno sparo e ,qualche secondo dopo, io fui a terra.
Una pozza di sangue fu l' ultima cosa che vidi.
Uno schiaffo a entrambe le guance mi riportò alla realtà. O forse dovrei dire al mio presente.
" Mezz' ora" Mi dissi mentalmente.
Ne apprifittai. Avevo tempo.
Salii le scale per andare in camera mia.
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UNCONDITIONAL LOVE 2
ParanormaleSequel La vita di Jessy continua, anche se lei non sa più se volerlo o meno. Ci sono ancora tanti misteri da svelare. Verità che la sconvolgeranno, segreti che la spaventeranno, consapevolezze che la indeboliranno. Si troverà a scappare da tutti, p...
