CAP. 20 (SENTIERI)

77 24 4
                                        


<<Quindi avevi intenzione di andarci senza dirmi niente?!>>

<<Perché sapevo che questa sarebbe stata la tua reazione!>> Lo indico con il palmo della mano.

<< Come avrei dovuto reagire a
un' idea così stupida! Vuoi andare a trovare un assassino, cazzo!>>

<<La smetti di urlare!>> Chiudo la porta alle mie spalle e poggio
l' orecchio su di essa in attesa della voce di Sabrina.

Per fortuna sembra che la donna non abbia udito le nostre urla.

<< Non ho voglia di litigare>> Sbuffo incrociando le braccia.

<<Infatti non stiamo litigando. Abbiamo già trovato una
soluzione : tu non vai da nessuna parte, punto>> Prima che io possa anche solo pensare di aprir bocca, lui mi strappa il foglio dalla mani e lo strasforma in una pioggia di coriandoli.

Resto in silenzio mentre sul suo viso si accende un sorriso soddisfatto.

<<Visto, problema risolto>> Prova a prendermi le mani, ma io gli do una spinta che quasi gli fa perdere
l' equilibrio.

<<Lo sai che non sopporto quando mi ordini cosa fare>> Il suo tono non mi è piaciuto affatto, mi ha solo dato sui nervi.

<<Hai detto che non volevi litigare>> Prova di nuovo ad avvicinarsi, ma io gli giro intorno fino a ritrovarmi dalla parte opposta del suo letto.

<<Parliamo fuori>> Dice con tono autoritario mentre guarda il disegno sulle sue pareti.

<<Ho già visto questa stanza, una secondo occhiata non mi ucciderà>>

<<Jessy...>>

<<Non hai il diritto di scegliere per me, se voglio fare qualcosa non sono obbligata a parlartene, tanto meno ad avere il tuo consenso>>

<<Ora sei tu che stai urlando e che vuoi litigare>> Il suo tono è calmo.

È fermo sulla sua decisione, convinto delle sue parole e soddisfatto di avere ragione.

Ragione un corno!

<<Io voglio solo scoprire perché si sia comportato in quel modo...Mi manca il mio vecchio Manuel>> Non riesco a controllare la voce che si abbassa parola dopo parola.

<<Il TUO vecchio Manuel?!>> Non ho mai visto Max pronunciare un nome con così tanto disgusto.

<<Sì, esatto! Un tempo era il mio Manuel, il mio migliore amico, mio fratello. Non provo più tutto
quell' affetto per lui, ma una tristezza e una confusione immensa che posso scrollarmi di dosso solo parlandogli. Voglio andare avanti Max, superare anche quest' altro problema>> Cerco di fargli capire il mio stato d' animo.

Magari si comporterà come Serena. All' inizio sarà arrabbiato e non vorrà parlarmi, ma poi gli passerà. Deve passargli.

<<Non ti rendi conto che ti farà del male?! È il suo unico obiettivo e tu sei talmente idiota da cascarci sempre! Non ti sei stufata di dare così tanta fiducia alle persone. Tanto finisce sempre allo stesso modo : l' unica a rimanere ferita sei tu! Le seconde possibilità non servono a un emerito cazzo se parliamo del TUO Manuel. Non cambierà mai. Rassegnati
all' idea di averlo perso>>

Perché mi sorprendo ancora quando litighiamo in questo modo?

So già quanto lui sappia essere dolcissimo un secondo prima e cattivo il secondo dopo, ma - come dice lui- io sono la stupida che ci casca sempre.

<<Quanto odio quando ti comporti un questo modo! Non ti rendi conto delle cattiverie che hai detto alla persona che dici di amare?!>> Gli do
l' ennesima spinta, ma questa volta lui riesce a prendermi il polso e a tenermelo fermo.

<<Non sei sempre la vittima ,questa volta sei dalla parte del torto. Io sto solo cercando di evitare che tu venga ferita da Manuel>>

<<Quindi per evitare che Manuel mi ferisca, mi ferisci tu?>>

Mi butto sul letto a peso morto e il mio occhio cade sui disegni che ho visto l' altra volta.

Sono stati messi in un altro cassetto, aperto e ben visisbile dalla mia postazione.

Nella mia visuale appare la gamba di Max e il suo ginocchio che tira un leggero calcio al cassetto in modo che si chiuda.

"Tanto li ho già visti" Vorrei dire, ma serviverebbe solo a peggiorare le cose.

<<Ti do una possibilità, Jessy. Avrei dovuto dirti prima di scegliere una delle due strade, in questo modo non saremmo arrivati a questo punto>>

Il mio cuore inizia a battere
all' impazzata. Non può chiedermi seriamente  di scegliere.

<<Cosa vuoi affrontare? Il sentiero sicuro, che ti circonderà dalle persone che ami, che non ti farà mai perdere la giusta via, che non ti farà uscire fuori dai margini, fino a quando troverai la strada giusta? Oppure il sentiero che ti allontanerà dalle persone che ami, che ti farà perdere in più vicoli bui, che ti confonderà fino a farti vacillare da sola, aspettando di trovare un passante che ti salvi?>>

<< In pratica stai cercando di dirmi...>>

<<Di scegliere tra me e Manuel. Se scegli lui, tra noi è finita. Questa volta per sempre>>

Dopo tutto quello che abbiamo passato, non credo che la nostra relazione possa finire per sempre.

È con Manuel che deve finire tutto, ma  per trovare una fine devo prima cercare l' inizio.

<<Con questo stai insinuando che pur di riuscire a comandarmi, saresti disposto a perdermi?>>

Non aspetto risposta, ormai -essendo preso dalla rabbia- non ne troverà una buona.

Mi alzo dal letto e apro la porta della sua stanza.

<<E tu invece con questo tuo gesto intendi dimostrare che preferisci Manuel a me?>> Sembra scioccato. Non se lo aspettava, era troppo sicuro di sè.

Praticamente gli sbatto la porta sul naso e scendo le scale quasi correndo.

La pioggia si è calmata di poco, sta ancora diluviando, ma almeno non si sentono più i lampi.

<<Ehm...tutto bene?>> Sabrina ha in mano delle asciugamano.

<<Non mi servono>> Le dico.

Poi indico l' ombrello accanto alla porta d' ingresso.

<<Certo, prendilo>> Concede.

Non me lo faccio ripetere e lo afferro giusto in tempo per vedere Max scendere la scale.

Apro la porta e inizio a correre, aprendo l' ombrello solo dopo essermi già completamente inzuppata capelli e vestiti.

<<Jessy aspetta>> Max mi rincorre per i primi due minuti. Sotto la pioggia, senza giubbino nè ombrello.

Si arrende solo quando le urla della madre diventano talmente forti da sovrastare il fruscio del vento.

Smetto di correre e mi giro.

Di lui non c'è traccia.

UNCONDITIONAL LOVE 2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora