Just gonna stand there and watch me burn
But that's alright, because I like the way it hurtsJust gonna stand there and hear me cryBut that's alright, because I love the way you lieI love the way you lie
[ Love the way you lie - Rihanna ft. Eminem ]
Dicono per un pilota nulla sia di più suggestivo che correre con la propria auto verso il tramonto.
Nulla esalta la sinuosità delle fiancate dell'auto come i raggi arancioni che le solcano, così simili a muscoli guizzanti sotto la pelle; nulla eguaglia il soffio del vento che modella la carrozzeria, che docilmente ne disegna i contorni; nulla eguaglia il rumore degli pneumatici che baciano l'asfalto, chilometro dopo chilometro. Nulla eguaglia la sensazione di avere il proprio destino nelle mani, di avere la propria meta davanti agli occhi, di poter decidere quando cambiare strada.
Nulla più di un viaggio lega un pilota alla sua auto.
Il ruggito del motore è la musica di sottofondo. E' la colonna sonora di una vita vissuta sempre con il piede sull'acceleratore, dell'adrenalina che scorre nelle vene, del gusto della sfida.
Perché anche il viaggio per il pilota è una gara.
Quel sole che splende lontano è l'obiettivo, la vittoria, il traguardo da tagliare. Bisogna essere i più veloci, i più coraggiosi, i più ambiziosi, per riuscire a stargli dietro e continuare a bearsi della sua luce... E non farsi catturare dalla notte.
Una Punto corre veloce sul nastro di cemento che la porta lontano dalla città, verso le montagne. Corre così veloce da essere solo una scheggia bianca sull'asfalto rovente, una scia di luce che abbaglia chi la incrocia, una folata di vento per chi la osserva passare.
La Punto corre, ma non verso il tramonto.
I raggi del sole si infrangono sui suoi fari posteriori, mentre il sole cala alle sue spalle, mentre le luci della città si accendono. Gli pneumatici fischiano sull'asfalto, quando disegna le colline come la matita di un artista, come il pennello di un pittore. Il vento la spinge, risalendo il pendio, e la Punto corre veloce, corre leggera, corre come se volesse scappare da quel tramonto.
Come se cercasse la notte.
E' bianca, quell'auto. Di un bianco accecante, lucido, così lucido che i disegni che la ornano sembrano dotati di vita propria. Sembrano animarsi, sembrano vivere nel fuoco della luce del tramonto. Sembrano scortare quell'auto come spiriti lontani, come ricordi non ancora sbiaditi di una vita distante eppure così vicina.
Sulla fiancata sinistra, uno scorpione nero. Nero come la notte, nero come il petrolio che ha alimentato il suo fuoco. Nero come il veleno che l'ha lentamente ucciso.
Sulla fianca destra, un mastino. Un mastino dal ringhio feroce, feroce come il modo in cui ha affrontato la vita. Feroce come il modo in cui ha lottato, come il modo in cui non si è mai piegato.
Sul muso, nomi. Tanti nomi, tanti soprannomi, incisi neri sulla vernice bianca, incisi come tatuaggi su una pelle non ancora segnata. Incisi come li portavano tatuati i loro proprietari.

STAI LEGGENDO
Scacco alla Regina
ActionSeguito di "Russian Roulette". Los Angeles. Nella città dello Scorpione, tutti i piloti clandestini ricordano William Challagher, e ricordano Fenice. Tutti sanno che le strade non possono più essere la loro pista, da quando Irina Dwight è diventata...