l'indomani i ragazzi sarebbe partiti per il viaggio che gli era stato regalato qualche settimana prima.
nonostante gli impegni lavorativi, avevano trovato un po'di tempo per loro due.
gaia, sua madre ed il compagno, presero il treno ed andarono a Milano, perché le madri di entrambi sarebbero state insieme.
la sera, la mora e lui prepararono le valigie, salutarono tutti e si diressero in aereoporto a Malpensa, per poi andare verso le Bahamas.
dopo varie tappe, arrivarono ad Andros, una delle tante isole dei Caraibi.
gionata, appena entrato in casa, posò tutto ed iniziò a fumare.
uscirono in spiaggia dopo un quarto d'ora, poggiarono gli asciugamani sulla bianca sabbia ed il rosso ricominciò a fumare.
dai, entra anche tu che l'acqua è tipo una padella al flambè - rise chiamandolo.
aspetta, sto fumando - sbuffò.
lei uscì e si inginocchiò dietro di lui, che era steso e si manteneva leggermente alzato con i gomiti.
sempre a fumarti i pastelli tu, deduco che da piccolo ti piaceva colorare - rise cingendogli il collo con le braccia.
sì, mi piaceva parecchio colorare, in effetti - sbuffò il fumo e rise.
perché non vieni anche tu ? qua è tutto fighissimo, non sprecare il tuo tempo a farti di pastelli -
sì, dopo vengo, però tu vai; io ho quasi finito, tra poco ti raggiungo -
sarebbe inutile stare lì da sola, non faccio un cavolo - si allungò e posò il suo viso accanto a quello del ragazzo - lo sai che quando sei al sole sei più bello ? - rise.
tu non sei da meno, anzi - fece cadere la cenere, poi si voltò e le diede un bacio sulla guancia.
tra poco prendi fuoco se non metti la fucking crema -
che c'è ? la mia presenza ti rende calda ? - alzò le sopracciglia - lo so, lo so, sono troppo sexy - rise.
ma guarda, sto prendendo fuoco solo per la tua presenza, mamma mia - disse sarcasticamente, prese la crema e gliela mise sulle spalle.
sento il peso della crema sulle mie spalle - canticchiò facendo una risata.
posò la canna nella ceneriera, andò sul piccolo ponte che c'era accanto alla casetta e fece un tuffo, e la ragazza fece lo stesso.
uscì fuori ed iniziò a schizzarle l'acqua, ma lei, più furba, si nascose dietro una roccia ed aspettò per un po'di minuti.
gaia, dove cazzo sei ? ma che stiamo giocando a nascondino ? dai, esci, mi stai facendo preoccupare - fece un'espressione disperata.
lui capì dov'era, così finse di annegare e la ragazza, presa dal panico, uscì e nuotò fino a lui, e appena lo prese le schizzò l'acqua in volto.
sei un coglione ! - disse cadendo sott'acqua perché aveva perso la stabilità.
lui la prese in braccio e la portò sopra.
sono più furbo di te, oh sì -
furbetto di sto caz - sorrise falsamente.
dopo un bel po' che erano in acqua, tornarono sugli asciugamani a riva e si asciugarono.
tornarono in casa ed iniziarono a pranzare.
dopo mangiato si sedettero sulla sabbia, lui ne estrasse una dal borsello e cominciò a fumare.
ancora a fumare te ? - disse e lui le sbuffò scherzosamente un tiro in faccia - dovresti iniziare a smettere, sei anche stato arrestato per questo fino a poco tempo fa, e poi lo sai che con quella roba rischi troppo - continuò.
nah, fumo da anni e non è mai successo nulla, figurati -
puoi fumare anche da un secolo, io la voglia di perderti da un momento all'altro non la ho, e lo sai che il fumo porta malattie gravissime per te e per la tua salute - gli accarezzò la mano e si adagiò sul suo petto.
amore, smettila, lascia stare queste cose -
sfe', lo sai che se lo dico è solo per te e perché lo sai che ci tengo a non perderti -
sì, ma queste sono cose che non ti interessano, non mettertici in mezzo -
lo dico solo per il tuo bene, lo sai -
lo dico perché dovresti farti i fatti tuoi una buona volta, e non rompere il cazzo; io fumo quanto cazzo mi pare, e non smetterò di fumare per la prima puttana che passa, quindi voltati dall'altra parte, e se non ti sta bene fottiti, troia - alzò leggermente i toni.
se sono un peso per te, se sono la prima persona che passa e queste sono le considerazioni che hai di me, va bene, io me ne vado - si alzò, prese le sue scarpe ed iniziò ad allontanarsi.
gionata si rese conto che forse l'aveva fatta un po' tanto grossa e che aveva alzato i toni ed usato termini più che errati nei confronti di una ragazza, che era stata dietro di lui per molto ed in qualsiasi situazione.
dove vai adesso ? -
vado dove voglio, e se non ti sta bene voltati dall'altra parte - lo imitò.
gaia, aspetta dai, vieni qui - gridò.
lei non si voltò, e continuò a camminare.
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avete visto le storie di _sferamylove_ ? non so che pensare se non "è qualcun altro che vuole solo qualche follower e qualche soldo", ma ci son stat, perché sono sere che va a zonzo, potrebbe riorganizzare gli instore e venire; sto morendo senza lui💔
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𝐋𝐎𝐎𝐊𝐒
Fanfiction❝ - Io credo che tu non mi abbia mai amato davvero - gridò. - L' erba ti ha dato alla testa - sbottò. - E sentiamo, perché mi ami ? - urlò nuovamente mettendosi di fronte allo specchio intendo a guardare il cellulare❞ È in rewiev 📍
