38: Fast Bullet

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10:41


Diddo e Sparviero si trovavano faccia a faccia.

Dopo mesi e mesi, era finalmente tempo per il confronto con il capo di Salvatore Iacopetta e Massimo Taramasco.

"Quindi sapevi che ti avremmo attirato qui su. Ci sei arrivato da solo o ci hai spiato?" chiese Diddo

Sparviero non rispose alla domanda

"Sai, Jordy, fino a qualche anno fa non credevo sarei mai arrivato in una situazione del genere. Avevo il mio bel negozio d'ottica a Genova,  la vita andava andava avanti con semplicità. Poi è arrivato lui. Lui ha visto qualcosa in me, diceva che potevo tornargli utile, ed eccomi qui. Ho scoperto di avere una certa propensione verso l'ingegneria e l'elettronica, e sono riuscito a costruire i vari occhiali. Quella persona mi ha fatto reclutare Massimo e Salvatore, ed il resto è storia"

"Dove vuoi arrivare?"

"...Devo essere sincero, la persona che mi ha 'ingaggiato' non è l'unico motivo per cui sono qui. Dopotutto, un ragazzo ha conquistato la mia amata Genova, poi l'Italia, e adesso anche il resto del mondo. Capirai che questo non mi faccia piacere. Volevo solo dirti questo"

"Mi dispiace, ma te lo ripeto per l'ultima volta: questo è ciò che io e la mia Family vogliamo, e siamo troppo vicini per tirarci indietro"

"...Già, hai ragione" disse Sparviero mantenendo il suo sorriso calmo, per poi tirare fuori da una tasca degli occhiali in legno e metterseli.

"Che ne dici, si incomincia?"

Diddo stava sudando freddo. Ancora non aveva idea di quale sarebbe potuto essere il funzionamento degli occhiali di Sparviero. 

Una cosa però era certa, questo scontro sarebbe stato fulmineo. L'esito sarebbe stato deciso nel giro di una frazione di secondo.

Dopo diversi secondi di silenzio, entrambi i lati sfoderarono le pistole.



Contemporaneamente, su di un condominio poco distante


Alcuni membri della family si erano appostati sul tetto di un edificio in compagnia di un cecchino esperto mandato da Genova, pronto a fare fuoco nel caso Diddo fosse rimasto alle strette.

"Li vedi?" chiese Cennav

"Si, Diddo è appena arrivato. Stanno parlando in questo momento" rispose Timelord, mentre teneva d'occhio Diddo e Sparviero con un binocolo

"Perché dobbiamo fare così? Non possiamo sparare a Sparviero adesso? Potremmo liberarcene subito senza rischiare che Diddo si faccia male" disse Sarashawol

"Non possiamo farci niente, Diddo ha voluto così. Ci tocca obbedire agli ordini" disse Roxas

 "Se Sparviero finisse in svantaggio sarebbe disposto ad ucciderlo. Mentre in caso contrario uccideremmo noi Sparviero. In ogni caso dovremmo entrare in gioco noi, quindi tanto vale levarselo di torno prima che combini qualche danno" disse Sara

"Aspettiamo almeno che arrivi Tommy per parlarne con lui" propose Time

"Non possiamo. Anche correndo dall'ospedale a qui ci metterebbe più di cinque minuti. A quel punto lo scontro sarà già finito. Non sappiamo neanche quale sia il funzionamento degli occhiali di Sparviero, ed io ho un bruttissimo sentimento a riguardo" insisté Sara

"Anche così...dobbiamo attenerci al piano di Didd-" disse Time

"Io...io ci sto, credo che dovremmo fare come dice Sara"

"Cennav, anche tu?" fece Time

"Io sono con loro, abbiamo la vittoria in pugno, ci basta ucciderlo adesso e abbiamo finalmente finito" disse Roxas

"Roxas! Mhhh...No! Gli ordini sono ordini. Se Diddo ha voluto affrontarlo da solo vuol dire che ha un piano, atteniamoci a quello" disse Time

"Time, lo conosci Diddo, lui non ha un piano. Lui vuole sconfiggerlo per conto suo, e noi siamo il suo piano B" continuò Sara

Time rimase in silenzio

"Per favore, Time. È la nostra possibilità di farla finita con questa storia. Sono mesi che non ci danno tregua" disse Sara

"...MMMHHH E VA BENE!"

"Grande Time!"

Sara fece un cenno al cecchino. Quest'ultimo prese il fucile e si mise in posizione.

Il cecchino prese la mira.

Un istante prima che questo premesse il grilletto, vide attraverso il mirino Sparviero girarsi verso di lui.

Il cecchino fece fuoco.

"CHE COSA?" urlò Cennav, che aveva visto la scena al binocolo

"Cosa? Cos'è successo?" chiese Sara

"S-Sparviero-...!"


Tetto dell'ospedale


Diddo, confuso e con la pistola in mano, rimase fermo qualche secondo per elaborare ciò che era appena successo.

Un foro di proiettile per terra, venuto senza preavviso.

Sparviero, piegato all'indietro.

"Mmhh, vedo che i tuoi amici hanno deciso di fare di testa loro. Poco male, non interferiranno più di tanto. Dov'eravamo rimasti?"

Sparviero aveva schivato senza difficoltà un proiettile sparato da più di 200 metri di distanza.

Le Cronache dei PepegaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora