Le rotaie del treno sono grigie e le case vicine sono tutte monotone.
Siamo un po' rialzati e si vede la città. È davvero bella, a parte per le distruzioni della guerra.
-Tra quanto arriva il treno?- chiede Eric a Tobias, Quattro guarda l'orologio e sbuffa
-Non li hai ancora imparati gli orari?- chiede lui scocciato
-Perché quando ci sei tu?- chiede Eric
-Un minuto- dice Quattro e sento le rotaie vibrare, vedo in lontananza il treno che si avvicina, so benissimo che rallenterà, ma non si fermerà.
-Io sono Peter comunque- dice Peter allungando una mano verso di me. Io lo ignoro e Eric sorride
-Simpatica la ragazza- borbotta Peter e il treno è ormai vicino. Iniziano a correre, lo faccio anch'io, l'ho sempre sognato di fare e adesso lo sto facendo.
Il fucile mi rimbalza sulla schiena, visto che l'ho messo a tracolla, il vento mi scompiglia i capelli, il treno adesso ci sta passando di fianco.
Tutti sono già entrati, io mi aggrappo alla maniglia e poco dopo sono dentro.
Christina si è seduta come Tris e Quattro, sarà un viaggio di una mezz'ora.
Eric é appoggiato al muro e fissa il pavimento, Peter invece è seduto davanti alla porta e guarda fuori.
Io mi metto vicino al bordo del treno e mi tengo alla maniglia e guardo fuori la città passarmi veloce di fianco e mi godo il vento.
Poi mi giro e mi siedo davanti a Christina, Tris e Quattro, mentre poco più in là alla mia sinistra c'è Eric e alla mia destra c'è Peter che mi guarda.
-Che c'è?- chiedo.
-Non sei degli Intrepidi, non ti ho mai vista- dice Peter e io mi giro
-Non sono degli Intrepidi- dico soltanto guardando Tris con aria interrogativa, lei annuisce, mi devo fidare, tanto fra un po' lo saprà e magari combatterà con o contro di noi.
-Eruditi? Pacifici? Candidi?- chiede lui e io scuoto la testa
-Abneganti?- chiede ancora, non si arrende
-No- dico guardando fuori
-Divergente?- chiede ancora, io annuisco, anche se non è del tutto la verità, in tanto va bene così.
-Ma non ti ho mai vista- insiste Peter
-Giuro che se non stai zitto ti uccido- dice Christina
-Qualcuno mi dice cosa succede? Chi è lei?- chiede ancora e Christina alza il fucile verso Peter
-Chris, non ne vale la pena- dice Tris mettendo una mano sul fucile e abbassandolo
-Dobbiamo andare- dice Eric e tutti ci alziamo, poco dopo lui salta e tutti lo seguono, rimaniamo solo io e Peter
-Chi sei?- insiste
-Se vuoi scoprirlo devi venire con noi- dico e salto e atterro sul terreno e faccio una capriola per attutire la caduta.
Poi raggiungo gli altri seguita da Peter
-Sarà difficile superare il cancello- dice Peter e ci nascondiamo tra gli alberi.
Vediamo arrivare dei camion, io guardo gli altri e tutti hanno la mia stessa idea.
I furgoni si fermano e un uomo scende e delle guardie con il pezzo blu si avvicinano, noi corriamo senza farci vedere e saliamo sui camion, io e Eric sul primo e gli altri sul secondo.
-Cosa portate?- chiede una voce femminile
-Dobbiamo ritornare nelle fattorie a prendere i rifornimenti per Jeanine- dice un uomo
-Va bene, potete passare- dice un'altra voce e poco dopo i due camion si spostano.
Quando passiamo davanti alle guardie guardano il retro, come se si aspettassero che ci fossimo noi.
Arriviamo in un posto buio e i furgoni si fermano, sto per scendere, ma Eric mi prende il braccio e mi fa stare ferma.
Sentiamo le voci degli uomini che si allontanano e poi scendiamo e ci congiungiamo con gli altri.
-Togliete le bende- dice Quattro e io la butto via.
-Dobbiamo parlare con Johanna- dice Tris e io annuisco. Ci avviamo dentro alla struttura, alcuni Pacifici ci vedono e ci fermano
-Chi siete?- chiede uno
-Andate via- dice un altro, non credo fosse un Pacifico
-Cosa succede qui?- chiede avvicinandosi una donna con la carnagione scura un po' bassa e con una cicatrice sulla guancia.
-Tobias, Beatrice- dice riconoscendo Tris e Quattro, Tris si irrigidisce per il nome come Quattro ma poi si rilassano
-Christina- dice guardando Chris con un sorriso
-Eric, Peter- dice infine guardando gli altri due
-Cosa ci fate qui?- chiede poi Johanna
-Dobbiamo parlare- dice Tris lanciandomi uno sguardo e lei si accorge di me
-Certo, ma prima come ben sapete non sono ammesse le armi e dovete cambiarvi- dice lei
-Per mimetizzarvi, ci troviamo fra poco in mensa, è quasi ora di cena- dice la Pacifica, in effetti è vero, non mi ero neanche accorta che è quasi calato il sole, ci stiamo mettendo troppo.
Comunque, ci porta in una stanza con sei amache legate alle pareti e delle coperte, un bagno e un piccolo armadio.
Ci sono anche dei letti fatti con la paglia e sopra ci sono dei vestiti.
Ci cambiamo e nascondiamo le armi, l'alternativa era dargliele a Johanna, io mi tengo una pistola tra i pantaloni e la mia schiena, coperta dalla maglia larga, lo stesso fanno anche mi altri, tranne Peter, che aveva solo il fucile.
Andiamo in mensa, ci sono alcuni Pacifici che ci servono
-Non mangiare il pane- mi sussurrano Tris e Christina, ma io so benissimo che c'è il siero dei Pacifici che fa un po' calmare.
Prendiamo il cibo e ci mettiamo ad un tavolo libero in un angolo.
Peter inizia a farmi domande che non ascolto, mi concentro sul cibo, e sulle domande che mi tormentano ormai giorno e notte.
-Cassi hei!- dice Chris passandomi una mano davanti alla faccia
-Cosa?- chiedo distratta
-Non hai mangiato- dice Tris notando che sto giocando con il cibo da quando abbiamo iniziato
-Non ho fame- dico
-Meglio mangiare, dovremo parlare con Johanna tra poco- dice Quattro e io mangio poco.
Poi ci avviamo nell'ufficio del capo dei Pacifici
-Sedetevi, mi sa che abbiamo molto di cui parlare- dice guardando Quattro e Tris, non so se ci conviene ma anche a tutti gli altri abbiamo raccontato tutta la storia, Tris mi guarda e io annuisco e lei inizia a raccontare.
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Spazio autrice
Hey come vi sembra la storia?
Vi piace il compito lo?
Alla prossima
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Multifandom Meeting
ParanormalSe le nostre saghe di libri, le nostre serie tv e i nostri film fossero reali? Se tutto questo é reale in universi paralleli? Cassiopea, nome alquanto strano per una ragazza di ventitré anni, si ritrova su una navicella inter-spaziale che viaggia...
