Entro in cucina trovandola di spalle con addosso solamente la felpa è un paio di mutandine.
"Zulema che stai preparando?" domando vedendo la mora che rimane girata verso il bancone della cucina.
"Due crêpes, vuoi?"
"Oh sì certo ma potevo anche preparare io"
"Ci stavi mettendo anni in quel bagno bionda" mi risponde senza girarsi mentre io mi siedo a tavola.
Poco dopo posa un piatto con la mia crêpes alla nutella davanti e si siede difronte a me.
Cominciamo a mangiare in silenzio, mi sembra ancora così strano averla qui.
"A che pensi Rubia?" mi domanda spezzando il silenzio.
"A nulla e tu invece? Perchè mi fissi?"
"Perchè sembri una bambina".
La guardo confusa e si mette a ridere.
"Sei sporca di nutella" mi dice mettendosi un dito al lato della bocca per farmi capire.
Tiro fuori la lingua leccando via la nutella e me la passo sulle labbra guardandola negli occhi.
La vedo deglutire e infine scuote la testa ridacchiando.
"Che devo fare con te?" mi domanda alzandosi una volta finito e mettendo i piatti nel lavabo.
"Mmh vediamo.." mi alzo anche io avvicinandomi a lei fino ad arrivare a toccare la sua schiena.
"Portami su" le sussurro avvicinandomi al suo orecchio.
Annuso il profumo dei suoi capelli che mi fa chiudere gli occhi e sorridere, mi era mancato sì ma non pensavo così tanto.
"A fare che?" mi domanda rimanendo tranquilla.
"Ci deve essere un motivo?"
Le avvolgo le braccia attorno ai fianchi.
"Forse no".
Si asciuga le mani e mi prende per un polso dirigendosi in camera.
Si butta sul letto a pancia in su mettendosi nella sua solita posizione.
Stava sempre così anche in carcere, un braccio sotto la testa e una gamba piegata.
Mi fermo a guardarla per un attimo ai piedi del letto.
Pensare alla Zulema del carcere vestita di giallo e col caschetto e pensare alla Zulema di adesso con i capelli più lunghi, una lacrima tatuata e senza pantaloni nel mio letto mi fa strano.
Siamo passata dal volerci uccidere per odio al volerci e basta.
Mi avvicino a lei gattonando sul letto e ci distendo completamente sopra il suo corpo.
Alzo la testa facendo sfiorare elle nostre bocche mentre lei fa incontrare i nostri sguardi.
Mi sollevo un po' per lasciarle un leggero bacio sulle labbra che ricambia subito.
"Ti devo restituire qualcosa.." le dico.
"Ah sì? Non ricordo" mi risponde cercando di mantenere il controllo anche se riesco a vedere l'adrenalins crescerle negli occhi.
Mi abbasso sul suo collo cominciando a mordicchiarlo e baciarlo lentamente.
Porta la testa leggermente di lato per darmi più spazio e toglie la mano che teneva sotto la testa.
"Non hai combinato qualcosa mentre eri lontana da me vero?" le chiedo senza staccarmi troppo da lei e continuando a torturarle il collo.
"Che intendi?"
Quanto è orgogliosa dio mio, cerca di sembrare tranquilla quando posso sentire il suo cuore velocizzare sotto di me.
"Rapine? Sei ricercata da qualche parte oppure posso portarti fuori tranquillamente?"
"Non sono un cane, semmai sono io a voler venire fuori con te" mi risponde poggiando una mano sul mio fianco cercando di spostarmi di lato.
"No stai ferma, tocca a me".
Le sfilo la felpa lasciandola in intimo e mi perdo per un attimo nelle sue forme.
Le slaccio il reggiseno buttandolo a terra e comincio a lasciarle baci umidi sul petto fino ad arrivare al suo seno destro.
Prendo il suo capezzolo tra le labbra mentre stringo l'altro seno con la mano sentendola ansimare.
Continuo la scia di baci fino ad arrivare alla sua pancia.
La sento irrigidirsi appena afferro l'elastico delle sue mutandine così alzo la testa e la guardo.
Mi fa segno con la testa di continuare così faccio scivolare gli slip dalle sue gambe magre fini a farli cadere a terra.
Sono state rare le volte in cui ho visto Zulema completamente nuda ed è bellissima.
Le allargo le gambe lasciandole baci sull'interno coscia gino ad arrivare alla sua intimità.
"Zule rilassati" le dico sentendola tesa sotto di me.
Metto un dito sul suo punto più sensibile e comincio a fare dei cerchi sentendo gemiti uscire dalla sua bocca che non è riuscita a trattenere.
Faccio entrare un dito dentro di lei e sentirla così bagnata a causa mia mi eccita un sacco.
Comincio a fare movimenti lenti procurandole piacere così aggiungo un altro dito facendole inarcare la schiena.
Velocizzo le mie dita mentre la sento sempre di più lasciarsi andare.
"Ahh.. Maca"
Quando sento che sta per arrivare al limite sfilo le mie dita da lei facendole alzare la testa e guadagnandomi un'occhiataccia mentre mi abbasso su di lei.
"Si può sapere che cazzo stai fac.."
Non finisce la frase sentendo la mia lingua a contatto con la sua intimità.
Continuo a donarle piacere e ad assaporarla mentre lei muove i fianchi non riuscendo a stare ferma.
"Maca.."
"Maca non provare a fermarti"
La ascolto e dopo poco la sento venire sulla mia lingua.
"Dio se sei buona.."
Mi arrampico sul suo corpo distendendomi sopra di lei che ha ancora il fiatone e i muscoli delle gambe che le tremano.
Mi prende il viso tra le mani e mi lascia un bacio sulle labbra.
"Avevi ragione quel giorno" mi dice dopo un po'.
"Quando?"
"Quando mi stavi facendo un massaggio, dissi che eri brava con le mani"
"Ah sì ora ricordo" le dico ridendo.
"Ora però voglio toccarti io" mi dice con un sorrisetto sulle labbra.
"Mh.. lo stai già facendo no? Mi stai facendo i grattini sulla schiena da minuti.
Sbuffa e mi fa stendere di lato.
"Non intendevo lì, intendevo qui" mi dice mettendo improvvisamente la sua mano sopra la mia intimità ancora coperta dal tessuto degli slip.
Fa passare la sua mano sotto l'elastico e senza aspettare troppo la sento entrare in me con due dita.
Istintivamente schiudo le labbra e chiudo gli occhi beandomi del suo tocco.
I suoi movimenti non sono né troppo veloci ma nemmeno troppo lenti.
"Ahh cazzo.."
Voglio di più.
"Z-zulema vai più veloce" riesco a dire appena con la voce spezzata a causa del piacere che mi sta procurando.
Se il mio cuore potesse balzerebbe fuori dal petto.
Le afferro il polso e spingo i miei fianchi contro la sua mano mentre lei velocizza il movimento.
Dopo poche altre spinte vengo sulla sua mano stringendo le coperte e lasciando un gemito.
Esce da me e si porta le dita alla bocca senza mai staccare i suoi occhi da me.
"Devo ammettere che mi eri mancata parecchio Biondina" mi dice accasciandosi accanto a me ed io mi accoccolo al suo finaco.
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due anime opposte
Romanceè così difficile accettare i propri sentimenti, rendersi conto che anche il cuore cosi freddo di una donna come Zulema possa provare qualcosa di positivo nei confronti di una persona opposta a lei ma così uguale al tempo stesso.
