capitolo trentasei

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Maggie's pov:
19:30 okay.
Sono le 18:45 quindi devo muovermi.
Mi alzo dal divano e vado dritta in bagno per farmi una doccia.

Okay Maggie vedi di non perderti sotto il getto dell'acqua come il tuo solito.

Apro le ante della doccia e regolo l'acqua che subito mi rilassa. Il bagno si riempie di vapore e profumo di vaniglia che fa appannare tutto lo specchio.
Dopo una ventina di minuti esco e mi avvolgo in un asciugamano per poi tamponarmi i capelli sgocciolanti.
Esco dal bagno con ancora l'asciugamano addosso ed apro l'armadio per cercare qualcosa.
Opto per un vestito nero non troppo lungo ma nemmeno troppo corto con uno spacco dietro che arriva poco sotto alla metà della mia schiena e non esageratamente scollato.

Torno in bagno e finisco di prepararmi per poi passare ai capelli.
Accendo il telefono per vedere l'ora e sono le 19:15.
Comincio a passarmi il phon sui capelli biondi che mi ricadono sulle spalle, decido di non farmi la piastra e di lasciarli così naturali.
Prendo la borsetta con i trucchi e comincio a truccarmi senza esagerare troppo.
Esco dal bagno e sento suonare il citofono, cosa che mi fa sobbalzare per lo spavento.
Scendo le scale e vado ad aprire trovandomela davanti.

Indossa un vestito rosso di quasi la mia stessa lunghezza però più scollato del mio, i capelli sono sciolti ed ha un filo di trucco.
Cazzo quanto è bella.
"Bionda"
"Ciao Najwa" la saluto e la lascio entrare.
"Finisco di prendere le cose di sopra e arrivo" le dico velocemente per poi risalire sentendola ridacchiare.
Nell'arco di dieci minuti saliamo in macchina e lei mette in moto.

Per quasi tutto il viaggio nessuna delle due parla, sento alcune volte il suo sguardo che brucia su di me e quando si gira la guardo io.
Se fosse per me in questo momento le direi di accostare perchè ho una voglia incredibile di baciarle di nuovo quelle labbra rosse.
"Siamo arrivate" mi dice parcheggiando davanti alla villa.
Mi mancava venire qui, adoro questo posto.

"Vino?" mi domanda.
"Certo!"
Sono seduta sul divano mentre Najwa va in cucina a prendere due bicchieri e una bottiglia di vino.
Ritorna e me ne porge uno riempiendolo per poi sedersi accanto a me.
"Allora, che mi racconti?"
"Che dovrei raccontarti? Non è successo nulla di nuovo" le dico ridacchiando.
"Mi mancava venire qui, adoro questo posto" le dico sincera.
"Lo so, mi ricordo.."
Cominciamo a parlare del più e del meno quando sentiamo suonare il campanello.
"Vado io, dev'essere la cena" dice alzandosi.

La vedo tornare con due borse e si dirige in cucina.
"Vieni?"
"Sí arrivo".
Entro in cucina e mi avvicino al tavolo sbirciando dentro le due borse.
"Spiona, che guardi?" mi chiede da dietro le spalle.
"Che hai ordinato?" le domando girandomi verso di lei.
"Sushi, volevo fosse una cena normalissima e tranquilla" mi dice.
Appena sento nominare il sushi mi si illuminano gli occhi e lei lo nota infatti un sorriso le spunta sul viso.
"Forza siediti".
Mi siedo e cominciamo a tirare fuori la cena dai sacchetti.

Mangiamo e parliamo normalmente come se quello che è successo questo pomeriggio non fosse mai avvenuto.
Finiamo di cenare e buttiamo i contenitori vuoti.
Bevo un altro po' di vino ma senza esagerare, questa sera voglio essere lucida da rendermi conto di tutto, un po' di vino almeno mi aiuterà a non essere troppo tesa..

"Vado un secondo al bagno, fai come se fossi a casa tua bionda però vedi di non distruggere qualcosa" mi dice facendomi l'occhiolino.
Accendo un po' di musica e comincio a muovermi piano seguendo il ritmo, mi è sempre piaciuto ballare.
Pochi minuti dopo sento due mani appoggiarsi sui miei fianchi e il suo profumo arrivarmi al cervello.
"Sei proprio bella questa sera" mi dice avvicinandosi al mio orecchio e passando un dito lungo la mia spina dorsale, facendomi scendere una cascata di brividi lungo tutta la schiena.
Non smetto di muovere i fianchi e mi giro verso di lei mettendole le braccia sulle spalle.
"Anche tu, mi piaci vestita di rosso" le dico guardandola.
Okay il vino fa la sua parte a quanto pare.
Ridacchia e stringe un po' la presa sui miei fianchi quando con una mano accarezzo i suoi capelli.
I miei occhi scattano dai suoi alle sue labbra mentre la musica non smette di riempire la stanza.
La vedo scuotere un po' la testa e ridacchiare per poi sentire le sue labbra scontrarsi con le mie.
Mi erano mancate ed erano passate solamente alcune ore.
Sento il suo sapore mischiarsi con il mio mentre le nostre lingue si intrecciano e si cercano in continuazione.
Mi spinge sempre di più all'indietro fino a quando sento la parete fredda scontrarsi con la mia schiena nuda.
Si stacca dalle mie labbra per posare le sue sul mio collo che comincia a baciare e mordicchiare facendomi ansimare.
Spingo la sua testa ancora di più contro di me, ho bisogno di sentirla attaccata al mio corpo.
Dentro di me c'è una tempesta di emozioni che mi stanno facendo impazzire, un calore improvviso si impossessa di me quando la sento mettere una sua gamba tra le mie.
Inverto le posizioni facendo sbattere la sua schiena contro la parete sulla quale ci stavo io prima.
Ridacchia per il mio gesto improvviso e i miei occhi cadono sulla sua scollatura facendole spuntare un sorrisetto malizioso.
"Smettila di sbavare bionda" mi dice.
"Ma stai zitta che quella che mi squadra da tutta la sera sei tu" le rispondo provocandola.
Mi sposto dal suo corpo andando verso il divano, quando sto per sedermi sento afferrarmi un polso e tirarmi.
"Non qui, di sopra" mi dice vicina alla mi faccia.
Una scarica di eccitazione mi trapassa il corpo e saliamo le scale arrivando in camera sua.

"Non ero mai venuta qui dentro" le dico guardandola e vedendo la sua espressione.
"Intendo che non mi ci hai mai portata.."
"Dai Najwa hai capito!" le dico notando la sua espressione divertita.
Si avvicina a me fino ad arrivare quasi attaccata al mio corpo, mi spinge delicatamente facendomi distendere sul letto matrimoniale che profuma di lei. Si mette sopra di me intrappolando il mio corpo tra il materasso e il suo mettendo le mani ai lati della mia testa per sorreggersi.
Le prendo il viso e ricomincio a baciarla avvertendo il bisogno di sentire di nuovo il suo sapore.
Le mordo il labbro inferiore facendole uscire un gemito della sua bocca.
Mi prende i polsi tirandomi per farmi sedere mentre lei sta a cavalcioni su di me.
Mi guarda per un momento per poi appoggiare delicatamente le mani sulle mie spalle afferrando le maniche del mio vestito facendole scendere lungo le mie braccia.
Seguo ogni suo movimento che sembra durare anni totalmente persa in lei.
Mi abbassa il vestito fino si fianchi, dopodiché comincia a lasciarmi baci umidi sul collo che scendono sulla clavicola destra per poi passare alla spalla.
Mi fa distendere di nuovo e continua il suo percorso fino ai miei seni sui quali si sofferma facendomi ansimare.
Tira fuori la lingua cominciando a leccare ogni mia forma mentre con l'altra mano stringe il mio seno sinistro facendo crescere ancora di più la mia voglia di lei.
"Najwa.."
Scende fino alla mia pancia ancora coperta dal vestito che afferra ai lati e mi sfila del tutto lasciandomi solamente con le mutandine.
Sentirmi quasi totalmente nuda sotto Najwa mi imbarazza ma mi fa sentire anche a mio agio, io e lei siamo sempre state ottime amiche e colleghe e trovarmi ora qui, insieme a lei nel suo letto, mi fa sentire felice.

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