capitolo trentotto

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"Allora bionda, di cosa hai voglia?" le domando andando verso lo scaffale della cucina.
"Mmh non ne ho idea.. hai del pane e della marmellata?" mi domanda andandosi a sedere.
"Certo rubia"
Prendo del pane e glielo porgo, dopodiché prendo due tazze e le riempio con un po' di caffè.
Mi siedo anche io a tavola e cominciamo a mangiare.
"Perchè mi fissi?" mi chiede.
"Perchè sembri una bambina"
"Non sono una bambina Najwa!" mi risponde fingendosi offesa, cosa che mi fa ridere.
"Hai la bocca sporca di marmellata" le dico.
Mi guarda per un momento per poi leccarsi il labbro togliendosi la marmellata da esso senza mai staccare lo sguardo da me.
Scuoto la testa ridacchiando ma non posso nemmeno nascondere il fatto che mi abbia fatto sentire di nuovo la voglia di sentirla.
Finiamo la colazione e posiamo le tazze nel lavabo per poi andare in soggiorno.
"Avevi qualche programma per oggi?" le chiedo sedendomi sul divano seguita subito dopo da lei che nel farlo fa toccare le nostre gambe nude.
"Dovevo andare in centro per comprare un vestito" mi risponde.
"Vestito per cosa?"
"Alba non te l'ha ancora detto?"
Scuoto la testa aspettando che mi spieghi.
"Allora vorrà dire che ti chiamerà dopo, oppure sa che siamo insieme. Comunque, mi ha inviato un messaggio chiedendomi se volessi andare in un pin questa sera non molto lontano da qui, ci sta pure Berta" mi spiega.
"Okay, allora ti accompagno in centro oggi pomeriggio" le dico guardandola.
"D'accordo ma non mi assillerai per i vestiti che vorrò provarmi facendo la gelosa".
"Io non sono affatto gelosa" ribatto subito.
"Ah no?" continua spostandosi mettendosi a cavalcioni sopra di me.
"No bionda.."
Appoggia le sue braccia sulle mie sballe circondandomi il collo.
"Non ti credo" sussurra vicino alla mia faccia.
"Invece dovresti perchè è la verità" le dico con tono serio.
"Bene, meglio per me. Così dopo posso provarmi qualunque vestito e prendermi quello che preferisco" mi dice mettendo le mani tra i miei capelli incatenando i nostri sguardi.
Mi mordo il labbro inferiore e unisco le nostre bocche in un bacio che Maggie non aspetta ad approfondire picchiettando con la sua lingue sulle mie labbra come per chiedere l'accesso, cosa che le do.
I nostri sapori si mischiano mentre i nostri respiri diventano sempre più affannosi fini a quando non ci stacchiamo per riprendere fiato.
Vedo le sue labbra rosse a causa di tutta la foga che ci abbiamo messo nel baciarci e un sorrisetto mi spunta sul viso. Ritorna vicina alla mia faccia prendendomi il labbro inferiore tra i denti succhiandolo leggermente strappandomi un gemito. Comincia a baciarmi il collo ed io la sento mordicchiare e succhiare la mia pelle, cosa che mi procura una scarica di brividi.
Sento un calore invadere la mia intimità appena lei spinge i fianchi contro i miei facendo scontrare la sua intimità coperta solamente dalla stoffa contro la mia.
"Maggie.." le prendo la testa riportandola dritta e baciandole di nuovo le labbra.
Sentiamo squillare il telefono e si stacca da me sbuffando.
Si avvicina al tavolo prenderlo in mano e rispondendo alla chiamata.

Maggie's pov:
M: "Hey, come va?" dico rispondendo al telefono.
D: "Ciao Maggie, tutto bene. Tu come stai?" mi domanda Diego.
M: "Tutto bene, come mai mi hai chiamata?"
D: "Volevo sapere se andava tutto bene, dopo averti abbandonata alla festa non ti ho più scritto.. sei a casa?"
M: "Non a casa mia.."
D: "Sei a casa della rossa??!" mi domanda con un tono troppo carico di entusiasmo.
M: "Sì Diego però.."
D: "Però niente! Non esagerate e quando ci vedremo mi racconterai tutto!"
M: "Smettila!! Ma cosa vai a pensare?"
D: "Maggie non sono stupido! La tensione che c'era tra voi la sera della festa a casa di Ivan si poteva sentire anche a distanza" mi dice.
M: "Okay okay basta" dico velocemente ridacchiando.
D: "Vi ho disturbate per caso? Perdonami! Ti scrivo dopo allora"
Sbuffo facendolo ridere e lo saluto.
Diego lo conosco da davvero tanti anni, è come un migliore amico per me e con tutte le mie relazioni mi è sempre starai vicino.
Torno in soggiorno da Najwa che non si è minimamente mossa.

"Chi era?" mi domanda vedendomi tornare.
"Diego, voleva sapere come stessi".
Mi distendo sul divano appoggiando la mia testa sulle sue gambe e guardandola sorridere.
"Che ore sono?" le domando.
"Le 11:45" mi risponde ed io annuisco sentendo poi il suo indice posarsi sul mio viso.
Comincia a tracciare tutti i miei lineamenti, chiudo gli occhi beandomi del suo tocco e sorrido spontaneamente.
Fa scendere il dito lungo il mio collo facendomi venire la pelle d'oca per poi tornare sul mio viso. Si sofferma sulle mie labbra che accarezza facendomele schiudere mentre seguo ogni suo movimento.
Si abbassa su di me e mi lascia un bacio a stampo.
Sorrido e allungo un braccio per prendere il telecomando e accendo la tv scorrendo per i vari canali in cerca di qualcosa da guardare.
Mi fermo su un canale nel ci sta un film che decidiamo di guardare per far passare il tempo.
Rimango distesa con la testa sulle sue gambe mettendomi di fianco per poter vedere meglio.
Per tutta la durata del film Najwa non smette di accarezzarmi i capelli oppure facendomi dei leggeri grattini sul braccio.

Il film finisce dopo due ore abbondanti ed io mi alzo stiracchiandomi. Sono quasi le due del pomeriggio e noi dobbiamo ancora mangiare.
Decidiamo di farci due panini veloci per poi salire in camera per cambiarci, dobbiamo andare in centro.

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