Sono passati tre giorni da quando Maggie è partita, tre giorni dalla discussione con mio figlio e tre giorni che dormo pochissimo la notte.
Sono le 10:20 ma io non ho nè voglia e nè tantomeno le forze per alzarmi.
Sento bussare alla porta che dopo un mio "avanti" si apre mostrando la figura di Teo.
"Hey, hai bisogno di qualcosa?" gli domando vedendolo fermo all'entrata della mia camera.
"Beh ecco io.. io sì, volevo parlarti" mi dice stupendomi un po'.
Gli faccio segno di entrare e si siede sul mio letto.
Mi alzo un po' appoggiando la schiena alla testiera del letto e una piccola smorfia di dolore mi si forma sul viso a causa della testa che mi fa male.
"Allora, che dovevi dirmi?" comincio non sentendolo parlare.
"Mamma io.. volevo chiederti scusa" mi dice abbassando la testa.
"Sono stato stupido ed ho esagerato! Vedo come non stai bene da tre giorni a questa parte ed io mi sento terribilmente in colpa.." continua senza alzare lo sguardo.
Appoggio una mano sulla sua e gli rivolgo un sorriso.
"Teo non ti preoccupare"
"No invece, ti ho detto cose davvero brutte e in più ho parlato male di lei anche se non la conosco".
"Volevo solo sapessi che non ho nulla contro questa relazione, per me puoi stare con chi vuoi tu è solo che l'ho scoperto in un modo che preferivo non accadesse.." mi dice alzando finalmente lo sguardo su di me.
"Lo so Teo e mi dispiace davvero tanto, avrei dovuto dirtelo prima ma non ero ancora sicura di tutto quello che sentivo.. In più durante il coma ho vissuto, se così si può dire, nei panni di Zulema" dico cominciando a raccontare, lui non sapeva ancora nulla di tutto il sogno.
Finisco di spiegargli cos'è successo e lo vedo abbastanza scioccato.
"Io n-non lo sapevo.."
"Te lo avrei raccontato subito dopo averti detto di me e Maggie".
Vedo i suoi occhi diventare lucidi così allargo le braccia e lui si avvicina stringendomi.
Stiamo svariati minuti così, abbracciati senza dire nulla fino a quando non lo sento parlare.
"Ti rende felice?" mi chiede senza alzare la testa.
"Sí" la mia risposta arriva immediata ed è assolutamente la verità.
"Allora devi andare a casa sua" mi dice.
Si alza dal mio corpo e mi guarda.
"Forza, torna oggi no?"
"E tu come lo sai?" gli domando ridacchiando.
"Questo non ha importanza ora, vai a prepararti e poi le vai a spiegare tutto. Se ti rende felice è di lei che hai bisogno ora.." mi dice sorridendomi.
La mia bocca si allarga in un sorriso e mi alzo dal letto.
Dovrebbe tornare verso l'ora di pranzo ed ora sono quasi le 11.
Mi dirigo in bagno e mi metto velocemente sotto il gesto dell'acqua.
Sono contenta che mio figlio abbia capito e soprattutto accettato tutto ciò, sarei andata a casa sua in uno di questi giorni in ogni caso ma preferisco cento volte di più andarci sapendo che con Teo è tutto apposto.
Mi insapono i capelli e tutto il corpo per poi sciacquare via tutto il sapone.
Esco dalla doccia e mi metto una tuta comoda, devo solamente andare fino a casa sua e aspettarla.
Dopo quindici minuti esco di casa e salgo in macchina, prima di uscire ho salutato Teo che mi ha abbracciata e mi ha fatto l'occhiolino.
Prima di mettere in moto guardo l'ora dal telefono, le 11:50.
Comincio a guidare e più mi avvicino, più il mio cuore accelera.
Arrivata davanti casa sua parcheggio e scendo andandomi a sedere sui gradini davanti alla porta per aspettarla.
Maggie's pov:
Siamo in viaggio da quasi due ore, c'era traffico questa mattina ma fortunatamente siamo quasi arrivati.
Questi tre giorni sono passati abbastanza velocemente, durante la giornata riuscivo a distrarmi mentre la sera i pensieri tornavano e facevo fatica a dormire.
"Diego.."
"Mh?"
"Che ci fa qui?" gli chiedo guardando fuori dal finestrino e vedendola seduta fuori casa mia.
"Forse vorrà parlarti?"
"No non ce la faccio, come posso guardarla negli occhi senza crollare??"
"Maggie sí che ce la fai, è Najwa!"
'Appunto, è Najwa' penso tra me e me.
Faccio un respiro profondo e mi slaccio la cintura non appena parcheggia.
Scendiamo entrambi e mi aiuta a tirare fuori la valigia dal bagagliaio.
Lo guardo e lui mi sorride.
Lo abbraccio chiudendo per un momento gli occhi, forse per trovare un po' di forza..
"Grazie Diego" gli dico sincera.
"Figurati Maggie.. le dirai tutto vero?" mi domanda staccandosi da me.
"Quando e se ci sarà il momento.. sì" gli sorrido e lo saluto andando verso l'entrata.
Sento la macchina di Diego partire così avanzo e vado verso di lei.
"Hey.." la sento dire.
"Ciao Najwa" la saluto vedendola poi alzare la testa.
Ha le occhiaie abbastanza segnate anche lei come me..
"Che ci fai qui?" le domando tirando fuori le chiavi di casa.
"Dovrò pur darti delle spiegazioni, no?" mi risponde alzandosi dai gradini.
"D'accordo, entra" la faccio entrare e va a sedersi sul divano aspettandomi.
"Porto un secondo la valigia in camera, torno subito" l'avverto per poi salire le scale.
Okay Maggie calma, ascolta quello che ha da dirti e stai tranquilla.
Appoggio la valigia affianco al letto e dopodiché torno giù da lei.
"Allora.." comincia schiarendosi la voce, è visibilmente in ansia.
"Quando ti ho riaccompagnata a casa poi sono andata a prendere mio figlio che tornata, ricordi?" mi chiede ed io annuisco.
"Ho notato subito che qualcosa non andava, era troppo silenzioso e nemmeno mi guardava.. Arrivati a casa è subito salito in camera sua e nel frattempo mi ha contattata Antonio Rubial" mi spiega.
"Il tuo manager?"
"Esatto".
"Sa di noi e non so nemmeno come, non ci sono nostre foto in giro quindi non ho proprio idea di come sappia tutto quanto" mi dice mentre io la guardo stupita.
"Ha cominciato a dirmi che la nostra storia non sarebbe ben vista e tutte queste cose qui che comunque già sapevamo entrambe.."
"È stato questo il motivo??" le domando un po' delusa.
"No Maggie.. il motivo è stato mio figlio".
Comincia a spiegarmi tutto quello che è successo, compresa questa mattina, e tutto quello che le ha detto e dire che sono sconvolta è poco.
È partito tutto da quel piccolo bacio in macchina?
La vedo abbassare lo sguardo e sospirare, mi si spezza il cuore vederla così.
"Mi dispiace Maggie, lo sai che non lo avrei mai fatto se non fosse successo qualcosa.. Non ho nemmeno avuto il coraggio di dirtelo in faccia" dice puntando lo sguardo nel mio.
Istintivamente mi avvicino a lei e l'abbraccio risentendo subito quel calore che tanto mi è mancato in questi giorni.
La sento mettere la testa nell'incavo del mio collo e stringe le braccia attorno ai miei fianchi.
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due anime opposte
Romantikè così difficile accettare i propri sentimenti, rendersi conto che anche il cuore cosi freddo di una donna come Zulema possa provare qualcosa di positivo nei confronti di una persona opposta a lei ma così uguale al tempo stesso.
