20.

138 9 0
                                        

"Che cosa ha detto?!"
Ace sbatte con forza il pugno sul tavolo, mentre Jade, imbarazzata, si guarda intorno circospetta.
Il locale in cui erano entrati è leggermente più grande di quello dell'isola precedente: il ragazzo si era subito avvicinato al barista e dopo uno scambio veloce di frasi si era infuriato. Jade non sa quale notizia possa averlo sconvolto in quella maniera, perché mentre i due stavano parlando era intenta a giocherellare con la sua nuova collana, lontana dal bancone.

Non appena si accorge della situazione, si avvicina e chiede spiegazioni ad Ace, che però le suggerisce di tacere con un gesto della mano.
"Le ho detto ciò che ho visto! Il pirata che mi sta descrivendo è stato qui due settimane fa!"
"Quanto ne è sicuro?"
"Le ripeto che ne sono certo!"

Jade nota un'ira al limite della follia negli occhi del proprio compagno di viaggio. Ha ben capito di chi stanno parlando e un brivido le ha scosso la schiena quando si è resa conto della vicinanza temporale dell'incontro tra lei e quella persona.
Mentre l'oste, visibilmente preoccupato dalla situazione, balbetta una descrizione più approfondita degli uomini che avevano accompagnato la preda di Ace nella sua taverna, Jade sente il respiro farsi più veloce e superficiale.
In preda ad un crescente panico, appoggia la mano sul braccio del proprio compagno di viaggio e gli sussurra di stare calmo. Lui si volta e dopo averla guardata negli occhi in modo un po' assente esce dal locale, fermandosi a pochi passi dall'entrata.

Ace non sa bene perché di colpo gli sia venuto l'impulso di uscire, ma ha avuto le informazioni che cercava: Jesus Burgess, Van Ooger e Doc Q era stati su quell'isola insieme a Barbanera.

"Hai... Hai trovato chi stai cercando?" chiede Jade con un filo di voce, restando un passo dietro a lui.
"Con molta probabilità, sì. E non è solo, ha messo su una ciurma, il bastardo."

Qualcuno avrebbe potuto ricondurla a suo padre? Chi erano i suoi uomini? Sapevano di lei? E se li avessero incontrati in quel momento, cosa ne avrebbero fatto di loro due? Cosa avrebbe detto Ace?

"Ed è un pro..."
Non le lascia il tempo di concludere la frase, perché si lancia di corsa sul molo. Una folata di vento le arriva gelida sulla faccia, mentre cerca di recuperare la distanza e raggiungerlo: il tempo sta precipitosamente cambiando.
"Guarda, maledetto..." mormora tra i denti Ace, indicando la poppa di una nave ormai al largo.
Jade arriva nel preciso istante in cui il ragazzo scaglia uno dei suoi pugni di fuoco in direzione della sagoma di quell'imbarcazione.

"A-Ace, ma cosa...?!"
"È troppo lontano, devo raggiungerlo!" urla, spostandola con un braccio e lanciandosi in direzione dello Striker.
"Cosa hai intenzione di fare?! Non vedi cosa sta arrivando dal mare?"
"Se credi che un po' di vento possa impedirmi di raggiungere quella nave..." sibila lui in risposta "Allora non hai proprio capito con chi hai a che fare!"
Ace salta sull'imbarcazione e il fuoco divampa dai suoi piedi.
"Non puoi raggiungerli, sono troppo lontani! E non sei nemmeno sicuro che..."
"Sono loro, lo so e basta! Stai qui, torno appena li prendo!"
"No, io non..."

Lo Striker sta per allontanarsi, i secondi per riflettere sono davvero pochi: se lui raggiunge la nave e ha ragione, uno dei due non uscirà vivo dallo scontro. Non può permettersi di rischiare la vita del genitore, né tantomeno vuole che accada qualcosa di spiacevole ad Ace. L'unico modo per impedirlo è ostacolare l'incontro di persona.

Jade si getta sulle sue spalle prima che lo Striker prenda velocità: non si ustiona, perché quella strana armatura la riveste istantaneamente impedendole di entrare in contatto con le fiamme.
Ace è talmente accecato dalla rabbia che non vuole discutere e neppure perdere tempo a riportarla sul molo.

"Beh, hai fatto la tua scelta, vedo..." commenta facendo prendere velocità all'imbarcazione "Spero tu sappia evitare i colpi, perché non mi tratterrò."

---

In pochi minuti il cielo è diventato nero pece. Nuvole minacciose si sono appropriate di tutto lo spazio visibile e hanno nascosto i raggi del sole, tramutando il mare in una lugubre pista da ballo sulla quale le onde non smettono di danzare e azzuffarsi, un pogo violento nel concerto della tempesta.
Lo Striker non è che una piccola semiluna gialla nel mezzo di una burrasca fuori dal comune. Persino la nave che stavano seguendo è scomparsa tra i flutti alti e violenti della tempesta in crescente sviluppo. Le nubi pesanti iniziano a traballare sotto ai colpi delle raffiche di vento e il loro vistoso carico si rovescia sul mare sottostante.

"Ace! Dobbiamo tornare indietro!" urla Jade spaventata a morte dagli scrosci e dalle urla rabbiose del mare intorno a loro.
"MAI!" risponde lui, aumentando la velocità della loro folle corsa verso una preda ormai invisibile.
"Non capisci che rischiamo di ammazzarci entrambi?!" gli grida esterrefatta.

Le lacrime di terrore che le rigano il volto sono un tutt'uno con la pioggia e i flutti burrascosi che li investono. Perché mai aveva deciso di seguirlo? Quella che rischiava di morire, ora, era lei!
Ace è sordo alle sue richieste, non si volterebbe a ripescarla nemmeno se dovesse cadergli dalle spalle: Jade non può far altro che stringersi sempre più forte a quel ragazzo maledettamente cocciuto e ostinato.
Non finirà bene, se lo sente. Ma è più di una sensazione, perché ora inizia a vederla: un'onda immensa, decisamente fuori dalla portata di quella barchetta insulsa. Un muro d'acqua che inevitabilmente si scontrerà con loro facendoli colare a picco. Il cuore inizia a galopparle ad un ritmo ben più veloce del consueto: deglutisce e smette di parlare.

Ace non sta cercando di ignorarla, anche lui ha ben inquadrato cosa hanno di fronte: potrebbe trasformarsi e saltare, come fa sempre, per poi ricadere sullo Striker e riprendere la sua corsa. Ma che ne sarebbe di lei? Può infischiarsene e lasciarla indietro, dopotutto acciuffare Barbanera è troppo importante ed era stato chiaro con lei sul fatto che avrebbe dovuto aspettarlo al molo.
Però se già si è dovuto tuffare a riprenderla quella volta, quando il mare era piatto, che fine farà in mezzo a quella burrasca? Già la vede affogare travolta dalla schiuma rabbiosa di quelle onde, finire giù sul fondo del mare e diventare cibo per chissà quali creature.
Non le aveva di certo detto di immischiarsi, dannazione, però ora è lì, addosso a lui, terrorizzata al punto da farsi scoppiare il cuore, perché lo sente rimbombare sulla sua schiena quasi fosse il proprio. Non ha scelta.

Il ragazzo volta il viso leggermente, vuole guardarla in faccia mentre le dice cosa faranno.
"Jade, chiudi gli occhi e stringimi più di così, non lasciare la presa per nessun motivo!"
"A-Ace..."
"Non moriremo, te lo prometto. Non mi lasciare per nessuna ragione al mondo!"

Il muro d'acqua torbida è ormai a pochi metri da loro.
Jade strizza gli occhi con una forza tale da far apparire una miriade di puntini luccicanti sullo sfondo nero delle palpebre. In un secondo vede l'ombra illuminarsi di un arancione intenso, quasi una luce potentissima si fosse accesa di fronte alla sua faccia.
Sente l'acqua del mare fenderle il viso assieme alla pioggia e il rumore della tempesta farsi più intenso. Una mano le circonda le gambe e un'altra le avvolge le braccia, stringendola più forte. Di nuovo gli scrosci la travolgono e i rumori della burrasca si acuiscono, poi d'un tratto il buio nel silenzio più totale.

Dark DoomDove le storie prendono vita. Scoprilo ora