34.

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L'indomani mattina mi svegliai con un mal di testa allucinante e mi preparai per andare ad allenarmi, Sergio aveva ripristinato tutto quanto insieme a Zulema e dovevamo riprendere il protocollo.
Allenamento più duro, più efficace.
Mi recai in palestra finendo la mia bottiglia di acqua e lo sguardo del mio scorpione fu subito su di me.
Mi legai i miei capelli lunghi e mi tolsi la felpa scoprendo il mio corpo, tutti mi guardarono e inarcai un sopracciglio confusa.
"Che?" sbottai alzando le braccia e Tokyo scoppiò a ridere divertita.
"Che hai mangiato in Argentina?" disse porgendomi i guantoni e li afferrai nel mentre che tutti gli altri squadravano il mio corpo da in cima in fondo.
"Pane e frustrazione." dissi divertita e guardai velocemente Zulema che serrò la mascella accendendosi una sigaretta e giocherellando con il telefono.
"Ragazzi, incominciamo." disse dopo alcuni minuti proiettandoci il piano di allenamento su uno schermo enorme attaccato al muro e incominciammo.
Colpii il sacco con rabbia e imprecai dal dolore a cause delle nocche, anche se avevo messo le fasce mi faceva male comunque.

La rabbia e la violenza non possono costruire una nazione.
Ci stiamo sforzando di procedere in un modo e verso un risultato che garantirà che tutte le nostre persone, bianche e nere, emergano come vincitori.

Dopo alcune ore ero stremata a feci qualsiasi tipo di addominali, insieme alle flessioni e attrazioni.
Zulema ci guardava attentamente e si fermò davanti a me, la guardai dal basso e un sorriso malefico le attraversò il volto.
"Rifallo, bionda." disse seria e mi alzai pulendomi le mani, con uno sguardo a dir poco sconvolto.
"Sei seria? Le so fare benissimo." sbottai alzando la voce e improvvisamente calò il silenzio.
"Ho detto, rifalle." disse innervosendosi e tremai sotto al suo tono di voce, mi riabbassai a terra e il suo sguardo bruciava addosso al mio corpo.
Incominciai a fare le flessioni ma con mossa veloce si abbassò e mi fece torcere il braccio in modo tale che il mio viso sbattesse a terra.
Imprecai dal dolore sentendo del sangue uscirmi nello zigomo e il suo sguardo era a dir poco compiaciuto.
"Sei fuori di testa." dissi furiosa ma non appena la mia amica Tokyo venne ad aiutarmi Zulema le fece un cenno e ritornò indietro impaurita.
Me la stava facendo pagare eccome.
"Rifallo." ripeté lentamente e la guardai per alcuni minuti, non volevo dargliela vinta e mi riabbassai con cautela dato che il viso mi bruciava.
Avevo tutti i muscoli doloranti a causa della tensione e non appena il mio mento sfiorò il pavimento ancora una volta mi fece ricadere a terra, sembrava che fossi il suo burattino e mi alzai serrando la mascella, stanca di essere umiliata.
"Ho finito." dissi afferrando il mio asciugamano e andando negli spogliatoi, la sentii dietro di me e mi spinse contro il muro facendomi sbattere la schiena con forza.
"Tu hai finito solamente se te lo dico io, riporta il tuo bel culo lì." disse indicandomi il sacco appeso ma scossi la testa guardandola male.
"Fottiti." dissi rilegandomi i capelli e scoppiò a ridere maleficamente.
"Stanne certa, ma non sarai di certo tu a farlo." disse spingendomi nuovamente al mio posto e mi vennero le lacrime agli occhi, ripresi a fare quello che stavo facendo però con molta più concentrazione e più rabbia.
Intanto Zulema passava accanto a noi e ci spiegava alcune cose correggendoci varie posture sbagliate, ci stava letteralmente massacrando ed ero senza più fiato in corpo.
Mi sentivo ridicola per come mi aveva trattato davanti a tutti, si stava vendicando alla grande e aveva tutti i motivi del mondo per farlo.
Ma non poteva trattarmi così.
"Abbiamo finito." disse uscendo dalla palestra con il suo solito passo sicuro e scossi la testa dando un calcio fortissimo alla ringhiera, creando un suono assordante che riecheggiò in palestra.
Ero a dir poco furiosa.
"Non fare domande, per niente." dissi guardando Tokyo che stava per aprire bocca e la richiuse annuendo.
Presi le mie cose e mi rintanai in camera mia per farmi una doccia rigenerante, una volta entrata mi tolsi i vestiti furiosa e mi buttai sotto al getto dell'acqua bollente rilassando i miei muscoli distrutti.
Chiusi gli occhi con forza e incominciai ad insaponare con cura ogni centimetro del mio corpo, riuscendo finalmente a trovare un minimo di spensieratezza.
Una volta uscita mi vestii elegantemente e mi truccai, volevo divertirmi e l'avrei fatta uscire sicuramente fuori di testa.
Voleva giocare? Bene, perché non mi piaceva perdere, per niente.
Guardai il mio viso leggermente sfregiato e lo medicai per poi metterci un po' di fondotinta sopra in modo tale da coprirlo fino all'ultimo centimetro.
"Lurida figlia di puttana." sbottai furiosa e mi infilai la giacca sopra in modo tale si intravedesse il mio top sotto.
Alzai ancora di più la mia gonna a vita alta e scoppiai a ridere guardando tramite lo specchio le mie gambe lunghe e toniche, volevo che mi guardasse ma non mi sarei mai fatta toccare.
Ormai ogni suo punto debole mi apparteneva eccome, lo sapeva bene.
Percorsi il corridoio con una sigaretta sulle labbra e i miei capelli biondi ricadevano lungo le mie spalle, raggiunsi il soggiorno e Ryan sgranò gli occhi ma non si spostò neanche di un millimetro.
Continuai a camminare per raggiungere l'ufficio di Sergio e feci uscire lentamente il fumo dalle labbra bussando alla sua porta, non appena mi diede il consenso entrai e con mia grande sorpresa Zulema era lì insieme a lui.
Comincia la festa.
"Sergio, carissimo!" esclamai sarcastica e avanzai sensualmente appoggiando le mani sulla scrivania e sorridendogli a trentadue denti.
Zulema era a dir poco sconvolta, la vidi serrare la mascella e camminare toccandosi il viso nervosamente.
"Dimmi tutto." disse il mio amico facendo un sorriso impaurito perché la donna al suo fianco mi stava letteralmente mangiando con gli occhi.
"Oggi ci sono stati dei piccoli problemini che mi hanno creato tantissimi disturbi, come diceva Leopardi appunto: La felicità ha il sonno leggero ed io voglio dormire come se fossi una fottuta talpa cazzo." incominciai furiosa e Zulema mi guardava sgranando appena gli occhi.
"Ma non posso farlo se anche all'allenamento devo essere ferita, giusto? Peccato che è proprio così." aggiunsi guardando con odio il mio scorpione e fece una risatina amara, facendomi imbestialire il doppio.
"Non capisco quale sia il problema." disse Sergio sistemandosi gli occhiali lungo il naso e risi spegnendo la cicca nell'apposito porta cenere.
"Dillo alla tua socia del cazzo." dissi facendole un cenno e Zulema scattò subito verso di me, con la sua arroganza.
"Ti stai lamentando per un graffietto in viso? Non hai ancora capito che con me devi per forza, farti del male." sussurrò ad un centimetro dal mio viso e il suo profumo mi colpii come se fosse una lana affilata.
Mi afferrò le mani notando le mie fasciature ma mi staccai dalla sua presa furiosa, non volevo che vedesse come mi aveva reso debole.
"Io ho capito tutto invece, per questo ti sto alla larga figlia di puttana!" urlai facendo sussultare il mio amico dalla paura e uscii dalla stanza decidendo di usare la sala dove solitamente usavamo per le feste, entrai e la prima cosa che feci fu di prepararmi un cocktail.
"Hey acida bisbetica stavamo parlando e ti sembra modo di lasciarmi lì come un'idiota? Che ingrata." disse Zulema chiudendo la porta ironica e strinsi i denti dal nervoso per il suo sarcasmo.
"Non mi va di sentirti, vattene." sbottai bevendo l'alcool tutto d'un fiato e chiusi gli occhi perché era troppo forte.
Il mio scorpione mi afferrò per la vita e mi spinse contro al tavolo da biliardo, mi spalancò le gambe e si mise subito in mezzo combaciando il suo corpo con il mio in un modo talmente perfetto da farmi venire i brividi.
Era successo tutto in un'attimo ed ero letteralmente sconvolta, di conseguenza cercai di staccarmi dalla sua presa un'altra volta ma me lo impediva.
"Sei bella pure da incazzata, assurdo." mi disse sensualmente ad un centimetro dal mio viso e mi morsicai il labbro stringendo la sua vita con le cosce.
"È inutile che fai così perché quella che ha potere tra le due sono solo ed esclusivamente io." disse afferrandomi per la gola nel mentre che l'altra mano saliva lungo la mia coscia, mi toccava in un modo talmente possessivo da farmi gelare il sangue.
Feci per dirle una cosa ma le parole mi si bloccarono in gola non appena afferrò il mio bicchiere e bevve gli ultimi residui di alcool per poi afferrare con le labbra una zolletta di ghiaccio, sgranai gli occhi e con mossa veloce mi tolse la giacca scoprendo tutta la mia scollatura profonda.
Il mio petto si abbassava e rialzava a causa sua e si avvicinò al mio collo facendo scorrere il ghiaccio per tutta la zona della mia giugulare, mi provocò dei brividi assurdi e chiusi gli occhi mordendomi il labbro e gemendo non appena passò al mio seno che strinse con forza facendomi quasi urlare.
Continuò la sua tortura nel mio addome e nel mentre che scendeva il ghiaccio si scioglieva lungo la mia pelle rovente, lo fece passare nella mia coscia nuda e mi alzò leggermente la gonna salendo lungo il mio interno coscia.
"Zulema." dissi richiamandola e alzò la testa dalle mie gambe facendo ricadere la zolletta dentro al bicchiere, si leccò il labbro e afferrò le mie cosce nude spingendomi oltre al bordo del tavolo.
"Quanto mi fai incazzare." sussurrò sbottonandosi la camicia e intravidi il suo intimo rosso fuoco, sgranai gli occhi sconvolta e la cintura dei suoi pantaloni premeva contro la mia pelle scoperta.
"Sapessi tu, dato che ti sei presa gioco di me davanti a tutti prima." sbottai con una rabbia addosso disumana e rise leggermente sfiorando con l'indice i miei nuovi tatuaggi, lesse gli ultimi nomi e un sorriso compiaciuto si fece spazio tra le sue labbra riconoscendoli subito.
"Ti è dispiaciuto essere messa ancora una volta con le spalle al muro?" disse seducendomi e mi toccò ogni centimetro di pelle scoperta, facendomi letteralmente tremare sotto di lei.
"Mi dispiace che ancora una volta tu ti sia illusa di avere il controllo su di me." dissi mettendomi seduta e incominciai a lasciarle una scia di baci lungo il suo collo magro, chiuse gli occhi mettendo la testa di lato e le sue mani erano posizionate nella mia vita stretta.
Leccavo, mordevo, succhiavo ogni centimetro della sua pelle perché mi mancava terribilmente toccarla.
Intanto la mia mano si insinuò dentro alla sua camicia e le sfiorai il seno facendola mugugnare, sorrisi per quanto fosse bella e notai che anche lei era cambiata assai in questi quattro mesi.
Era perfetta.
"Guarda che casino che siamo." sussurrai sganciandole la camicia e gliela aprii passando la mano in tutto il suo seno scendendo lungo il suo ventre.
L'afferrai per la cintura dei suoi pantaloni e le sue labbra si posarono sulle mie.
"Due cuori rotti, letteralmente." disse ricambiando il bacio e mi sentivo incredibilmente debole sotto al suo tocco.
La sua lingua si intrecciò con la mia e le morsicai forte per il labbro come per punirla per avermi trattato così male.
L'afferrai per la gola e sogghignò divertita adagiandomi contro il tavolo freddo e rabbrividii tremando sotto di lei.
"Ti porterei a letto e da lì non ti farei più uscire." sussurrò ansimando e la sua voce era debole a causa del suo autocontrollo che stava cercando di mantenere.
Mi rimisi seduta e la spinsi alzandomi per poter prendere altro alcool, percepii le sue mani attorno alla mia vita e salirono posizionandosi nel mio seno, me lo strinse facendomi gemere e divorò il mio collo mordendomi un lembo di pelle.
", ti voglio." sbottai voltandomi verso di lei e sgranò gli occhi dalla mia affermazione, l'afferrai saldamente per la mascella e chiusi gli occhi lasciandole un bacio casto sulle labbra.
"Non sono mai stata così tanto male." aggiunsi mettendomi allo scoperto e mi baciò nuovamente stringendomi i capelli.
"Non pensare che per me non sia lo stesso, ma non capiresti." ansimò contro la mia bocca e gemetti aggrappandomi ulteriormente al suo corpo.
"Da quando ci conosciamo non hai fatto altro che dirmi che non capirei, ma riguardo a cosa Zulema?" le domandai incuriosita ma scosse la testa infilandosi nell'incavo del mio collo baciandolo possessivamente.
Capii che non era ancora arrivato il momento e strinsi la sua vita facendo combaciare il suo seno contro il mio.
Le nostre labbra si divorarono a vicenda e quasi piansi per quanto mi era mancata, dopo mezzo secondo mi respinse sopra al tavolo e con mossa veloce entrò dentro di me con due dita facendomi spalancare la bocca dallo stupore.
Affondai le unghie nel suo avambraccio e aumentò il ritmo facendomi quasi urlare ma la sua mano si serrò attorno alla mia bocca e chiusi gli occhi ansimando.
Il suo sguardo ardeva contro di me e il mio bacino stava assecondando ogni suo piccolo movimento, facendomi di conseguenza gemere più forte.
Il suo tocco era fatto apposta per toccare ogni centimetro della mia pelle e mi faceva sentire incredibilmente sua solamente guardandomi negli occhi.
"Figlia di puttana." ringhiai a denti stretti con le lacrime agli occhi e per zittirmi posò le labbra sulle mie infilandomi la lingua in bocca e continuando i suoi movimenti ancora con più forza, facendomi inarcare la schiena e urlare.
"Ancora non mi conosci bionda, se decido di fartela pagare lo faccio eccome in un modo talmente macabro da farti uscire fuori di testa." ringhiò contro il mio collo e strinsi la sua vita con le cosce ma non appena feci per raggiungere l'orgasmo uscì da me lasciandomi totalmente incompleta.
Sgranai gli occhi dalla sorpresa e percepii delle lacrime formarsi su di essi, feci per avvicinarla a me ma afferrò la mia gola sbattendomi contro il tavolo con forza.
"Non azzardarti mai più a trattarmi in questo modo, non sono tua amica né tantomeno una persona con la quale puoi comportarti come cazzo vuoi." sbottò furiosa e mi appoggiai sui gomiti scrutandola attentamente e realizzando che aveva fatto tutto questo per punirmi.
Per farmi capire ancora una volta che quella debole tra le due ero solo io.

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