Il mio sguardo era puntato su Helena come una furia e serrai la mascella legandomi i capelli leggermente umidi dalla doccia.
"Comunque devi ancora dirmi come fai a fare delle flessioni così bene, oggi hai spaccato all'allenamento." disse Will dandomi una pacca sulla spalla e sorrisi, già da diversi giorni si era riunito insieme a noi e stava seguendo anche lui i piani di allenamento di Zulema.
"Domani ti mostrerò meglio, ora quello che voglio è in assoluto un caffè perché sto svenendo." dissi alzandomi e andai in cucina afferrando una tazza ma non ci arrivavo fino allo scaffale, imprecai ad alta voce e subito qualcuno alle mie spalle me la prese porgendomela.
Come non potevo riconoscere il suo profumo e le sue mani?
"Grazie." dissi imbarazzata e Zulema mi sorrise lievemente allontanandosi e appoggiandosi nel bancone, versai il caffè con cautela e lo gustai chiudendo gli occhi.
"Posso farti una domanda?" le chiesi di punto in bianco e non appena mi diede il consenso mi avvicinai a lei sedendomi sopra al tavolo.
"Per quanto deve rimanere quella stronza?" chiesi facendola sorridere divertita e fece finta di pensarci, ormai la conoscevo fin troppo bene.
"Non lo so, ti disturba?" disse provocandomi e sapeva benissimo che mi stavo riferendo ad Helena.
"Assai." sussurrai finendo di bere il caffè e la donna davanti a me si mise comoda scrutandomi divertita come non mai.
"Buono a sapersi, ho notato che è molto presa da quando abbiamo scopato tempo fa." la sentii dire alle mie spalle e mi immobilizzai sul posto con le spalle tesissime.
Mi stava mettendo alla prova la figlia di puttana e non dovevo cedere.
"Davvero? Wow Zulema!" esclamai teatralmente mettendomi una mano sul petto e il mio scorpione scoppiò a ridere divertita.
Si avvicinò a me lentamente e mi afferrò per la mascella sfiorandomi le labbra, era da una settimana che non avevamo avuto nessun contatto e mi mancava.
Un passo alla volta.
"Sei bellissima quando sei gelosa." disse baciandomi il collo e chiusi gli occhi accarezzandole i capelli e gemendo leggermente non appena le sue mani si intrufolarono sotto alla mia felpa larga.
"Sei mia, deve capirlo." borbottai furiosa e percepii un suo sorriso contro la mia pelle facendomi tremare.
"Io e te non stiamo assieme." sussurrò piano nel mio orecchio e mi morse delicatamente il lobo.
"Giusto." dissi soltanto con le lacrime agli occhi ma le ricacciai indietro prendendo un minimo di autocontrollo.
Me la stava facendo pagare per davvero e presi un lungo respiro profondo allontanandomi velocemente.
L'ultima cosa che volevo era farmi vedere in lacrime da lei, dovevo essere forte e mi ero promessa che non avrei fatto più nulla di incoerente.
"Tutto okay?" mi domandò Tokyo dolcemente non appena ritornai al mio posto e le sorrisi rassicurandola.
Helena invece mi guardava con uno sguardo di sfida ma feci finta di niente scherzando con i miei amici e guardando i nuovi casi che dovevamo risolvere.
"Voglio vedere se sarai abbastanza svelta questa volta, bionda." disse Helena ad un certo punto non appena scrissi dei piani d'attacco e alzai lo sguardo su di lei.
Era in piedi ad un centimetro dalla mia sedia con le braccia incrociate e mi alzai a mia volta con la mascella contratta.
"Devi smetterla di fare queste affermazioni del cazzo solamente per farmi un dispetto." dissi avvicinandomi e Tokyo si alzò subito ma Berlino la fermò per darci la giusta privacy.
"Non hai ancora capito che persona è lei, non fa al caso tuo Macarena." disse riferendosi a Zulema e il sangue mi ribolliva letteralmente nelle vene.
"Pensi che io non sia sveglia? Lo sono quanto te Helena, l'ho saputo dimostrare più volte e i fatti parlano chiaro." sbottai alzando la voce e la vidi arretrare un pochino impaurita.
"Sei una bambina." disse solamente facendomi ancora più innervosire e risi.
"Ho sbagliato con Zulema e su questo hai ragione, sto pagando le mie conseguenze e stai tranquilla che ho la maturità di ammettere i miei sbagli e di risolverli." ringhiai ad un centimetro dal suo viso ma improvvisamente mi sentii afferrare per la vita e Zulema si mise in mezzo, mi staccai furiosa e incrociai le braccia al petto nel mentre che trucidava Helena con lo sguardo.
"Smettila, non sono affari che ti riguardano i nostri." la sentii dire furiosa e sorrisi compiaciuta nel mentre che nella sala calò il silenzio.
Tutti smisero di fare quello che stavano facendo e mi sentii in soggezione.
"Lo sai che ogni cosa che riguarda te mi interessa e poi Zulema dai, vuoi seriamente una ragazzina solamente perché te la sei scopata?" disse ridendo e spalancai la bocca incredula dirigendomi verso di lei, Zulema tentò di fermarmi ma la spinsi bruscamente di lato afferrando Helena per la gola a spingendola al muro con rabbia.
La sollevai da terra come se fosse una piuma e Zulema tentava in tutti i modi di farmi staccare la presa.
"Devi chiudere quella cazzo di bocca!" urlai aumentando ancora di più e vidi che Helena chiuse gli occhi respirando a fatica e tossendo.
"Macarena non ne vale la pena lasciala." disse Zulema al mio orecchio e la lasciai andare, cadde a terra completamente svenuta e mi diressi come una furia in giardino.
Ero letteralmente fuori di me accecata dalla rabbia e feci dei lunghi respiri profondi regolarizzando il mio battito cardiaco accelerato come non mai.
"Ora mi calmo, sì." sussurrai con le lacrime agli occhi e mi sedetti nella poltrona a bordo piscina continuando la mia respirazione e calmandomi quasi del tutto.
"Sei impazzita? La stavi per uccidere cazzo!" urlò Zulema sedendosi al mio fianco e le afferrai il viso tra le mani baciandola con un'arroganza unica.
"Io ucciderei tutti per te." dissi dopo alcuni minuti furiosa contro la sua bocca e sussultò leggermente per la mia confessione.
"Morirei io al posto tuo." aggiunsi con le lacrime agli occhi e mi alzai di scatto con una tristezza addosso infinita.
Mi presi il volto tra le mani e il mio scorpione mi sfiorò i capelli abbracciandomi dolcemente come se avessi paura di spezzarmi in due.
Stava cambiando tutto radicalmente.
"Calmati, hey." sussurrò piano asciugandomi le lacrime ma scossi la testa perché ero terrorizzata.
"No Zulema, ho paura che quella possa portarti via dato che ora sei tutto il mio mondo." ammisi facendole sgranare gli occhi di scatto e mi baciò dolcemente facendomi gemere.
"Voglio te." disse guardandomi dritta negli occhi e mi diede altri piccoli baci sulle labbra, calmandomi del tutto.
"Solo te." aggiunse baciandomi il collo e risi perché mi fece leggermente il solletico con le labbra.
Mi rilassai stringendola a me mi abbracciò trascinandomi nuovamente nella poltrona, circondai la sua vita con la mia coscia e mi accoccolai nel suo petto.
"L'ho sempre detto che sei un casino enorme cazzo, ma ti voglio tutta." la sentii dire dandomi un bacio tra i capelli e tremai affondando il viso nell'incavo del suo collo.
Il suo cuore batteva all'impazzata e ci appoggiai una mano sopra facendola irrigidire come una statua.
"Sono terrorizzata, Zulema." ammisi facendo un respiro profondo e incominciò ad accarezzarmi i miei lunghi capelli biondi facendomi rabbrividire.
"Non devi averne con me, mai." sussurrò e capii a cosa si stava riferendo.
Lei non era come tutte le altre.
Lei era oltre, come sempre.
Mi misi seduta e la guardai per alcuni secondi dritta negli occhi, mi scrutò interrogativa e con l'indice mi accarezzò con cautela ogni mio lineamento.
"Anche io, ti voglio." dissi intrecciando la mano con la sua e mi porsi di più a lei.
"Sono sempre stata una persona con le idee chiare fin da subito e per capire le cose devo sbatterci la testa un'infinità di volte ma questo lo avrai capito fin dall'inizio." aggiunsi prendendo un respiro profondo e chiusi gli occhi.
"Lo so Macarena, lo so." disse cercando di rubarmi un bacio ma misi il viso di lato perché ero ancora troppo tesa e volevo parlarle come si deve.
"Con te penso di averla sbattuta abbastanza e voglio te Zulema, nonostante abbia il cuore rotto." sussurrai facendo spallucce tra le lacrime e mi afferrò delicatamente il viso tra le mani baciandomi dolcemente.
"Non sei l'unica che ha il cuore infranto qui, capisco cosa hai dovuto passare e cosa stai passando tutt'ora." sussurrò lasciandomene un'altro e mi asciugò le lacrime.
"Che è successo?" le domandai incuriosita e si allontanò stringendo la mia mano.
"Ero sposata con un uomo di nome Hanbal, il nostro non era un matrimonio combinato ma bensì voluto. Lavoravamo insieme in società ed eravamo una coppia formidabile, poi beh, successivamente è nata Fatima." mi confessò piano e sgranai gli occhi incredula per il fatto che mi stesse finalmente raccontando un po' di verità.
"Quindi Fatima è tua figlia?" le domandai sconvolta e annuì facendomi vedere per intero il suo tatuaggio nell'avambraccio, glielo sfiorai con cautela e i suoi occhi si riempirono subito di lacrime.
"Hanbal me l'ha portata via tanti anni fa, ho provato a cercarla da tutte le parti ma non riesco a trovarla. Però non mi arrendo perché è mia figlia e il giudice l'ha assegnata a me." disse serrando la mascella furiosa e una lacrima le rigò il viso.
La guardai attentamente e non era possibile che un uomo potesse fare una cosa del genere alla propria moglie.
"Perché l'ha fatto se ti amava?" le domandai e Zulema fece spallucce accendendosi una sigaretta e calmandosi un minimo, sicuramente non ne parlava spesso e aveva deciso di aprirsi con me.
In tutti i sensi.
"Perché è un uomo assettato di potere e ha cercato in tutti i modi di rubarmi tutto quello che avevo. Mi ha promesso un'infinità di cose ma la verità è che non mi ha mai amato e non solo, si è preso pure mia figlia." disse buttando la cicca nel portacene.
Era assurdo tutto quello che mi aveva detto e addosso provai una rabbia disumana, Zulema aveva un cuore ma era letteralmente spezzato come la sua anima.
Come la mia.
Il suo sguardo era letteralmente perso nel vuoto e senza pensarci due volte l'abbracciai stringendola e proteggendola da ogni male possibile e immaginabile.
"Non ti lascio più, lo giuro." dissi contro i suoi capelli stringendola ancora più forte e il suo corpo era scosso dai tremori.
Non volevo sapere altro e d'ora in poi avrei aspettato che me ne parlasse lei.
Le afferrai il viso tra le mani a la baciai con passione intrecciando subito le nostre lingue, notai le lacrime mischiarsi con il nostro bacio e mi staccai dopo alcuni minuti guardandola dritta negli occhi.
Con una luce letteralmente diversa.
"Zulema, ti aiuterò a trovarla."
STAI LEGGENDO
escape
Aksi➸ ZURENA. (gxg) "Quella dei sogni è una balla colossale. Lo sapevo. L'ho sempre saputo. Perché poi arriva il dolore e niente ha più senso. Perché tu costruisci, costruisci, costruisci e poi all'improvviso qualcuno o qualcosa spazza via tutto. A...
