Mi ero già pentita della mia decisione. Con la mente affollata che avevo in quel momento riuscivo a stento a prestare attenzione a Jaehyun davanti a me. Stavano succedendo troppe cose in troppo poco tempo e trovavo difficile riprendere fiato. Tra tutti i pensieri nella testa, il primo a farsi strada fu Chan. Mi aveva baciata. Per essere più precisi mi aveva prima stuzzicata, minacciandomi con pensieri poco casti e per niente consoni al luogo in cui ci trovavamo, poi aveva aspettato che tutti i ragazzi e i membri dello staff uscissero dal camerino per baciarmi e spingermi in uno stanzino. Le sue labbra. Non riuscivo a non pensarci. Erano così morbide, così calde e si erano schiantate sulle mie senza il minimo pudore. Una situazione fuori di testa. Se non fosse arrivato Jaehyun o il ragazzo dello staff non so cosa sarebbe potuto accadere in quel minuscolo sgabuzzino. Sarebbe arrivato fino in fondo, proprio lì, in piedi? E io glielo avrei permesso? No, assolutamente no. Vero?
«A cosa stai pensando?» chiese Jaehyun rallentando il passo per mettersi al mio fianco.
«Mh? Niente» scossi il capo, guardandomi intorno.
«Se vuoi, puoi tornare indietro» si fermò in mezzo al corridoio, guardandomi attentamente negli occhi.
«Perché?»
«Perché sembra che tu sia sull'orlo del pianto con quegli occhioni...» sorrise dolcemente accarezzandomi la guancia.
«Non dire sciocchezze» lo rimproverai con poca convinzione.
«Sei così carina» mormorò sovrappensiero facendo vagare lo sguardo sul mio viso. Sgranai gli occhi per la sorpresa.
Ritornando al presente, mi afferrò la mano, ricominciando a trascinarmi lungo il corridoio senza aggiungere altro. Strano. Un comportamento davvero strano. Puntai gli occhi sulle nostre mani unite sentendomi strana, però in modo buono. Mi chiesi che cosa avrebbe detto Chan se ci avesse visti in quel momento. La sua furia si sarebbe sicuramente abbattuta su di noi. Nel pensarci, fremetti per l'impazienza di rivederlo.
«Quanto pensi ci metteranno?»
«Circa mezz'ora» svoltò in un altro corridoio che a mio avviso era identico al precedente. Se li avessi dovuti percorrere da sola mi sarei senz'altro persa.
«Così tanto?» chiesi delusa.
«Si devono preparare, esibire e poi devono di nuovo togliersi gli in-ear monitor e i microfoni» spiegò, aprendo una doppia porta che ci fece sbucare in una caffetteria.
«Jaehyun!» il ragazzo che avevo già visto, Taeyong se non ricordavo male, agitò la mano nella nostra direzione.
«Perché siamo qui? Pensavo stessimo andando nel vostro camerino» chiesi confusa.
«L'ho detto solo perché c'era Bang Chan. In attesa del nostro turno volevamo mangiare qualcosa» mi fece l'occhiolino «A meno che tu non voglia andare in un posto più appartato solo tu ed io»
Si era fermato a metà strada tra la porta e il tavolo occupato dai suoi amici e il suo sguardo intenso si era posato con insistenza sul mio. Gli occhi scuri sembravano quasi chiedermi di dire di sì, o forse era solo una mia impressione.
«Non scherzare» accennai una risata che non arrivò agli occhi.
«Sta tranquilla, ci sarà tempo per quello» mormorò con fare seducente.
«Ti piacerebbe» lo canzonai, sentendomi più sollevata.
«Assolutamente sì»
Decisi di non replicare sull'ultima affermazione, anche perché non volevo fare i conti con la contrazione che avevo sentito nel basso ventre.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
