«Qualcuno stava aspettando una bellissima ragazza?»
Mi si avvicinò un ragazzo minuto e carino, con due grandi occhi marroni e il sorriso furbo di un bambino. Era sicuramente più piccolo di me ma dall'aspetto curato con il trucco e i vestiti di pelle non avrei saputo dire di quanto.
«Haechan, non fare il cretino» lo ammonì il ragazzo che mi aveva aperto la porta.
«Stavo solo accogliendo la nostra ospite. Perché mi trattate sempre male?» si lagnò con una finta smorfia di pianto.
«Non fare caso a lui, ha la sindrome del maknae»
«Forse perché lo sono!» gli fece la linguaccia.
Io ero rimasta ferma sulla soglia della stanza e non sapevo bene cosa fare o dire. Mi ero precipitata lì solo per vedere una faccia amica e fare un saluto a Jaehyun ma scrutando la stanza mi accorsi che di lui non c'era traccia e cominciavo a sentirmi in forte imbarazzo.
«Scusate, non volevo disturbarvi» interruppi il battibecco tra i due al mio fianco facendo girare i presenti nella mia direzione. Mi scrutavano con interesse.
«Non ci hai disturbati» mi assicurò un ragazzo biondo platino dai lineamenti delicati «Io sono Taeyong» ci inchinammo brevemente.
«Io sono Hyuna»
«Hyuna?» chiesero all'unisono i due ragazzi che battibeccavano poco prima. Li guardai, curiosa della loro reazione.
«Allora esiste» ridacchiò il ragazzo dai capelli lunghi e biondi.
«Pensavo se la fosse sognata» continuò un altro ragazzo. io li guardavo sempre più confusa.
«Scusate, ora devo andare. Volevo solo salutare Jaehyun» feci qualche passo indietro ma Johnny mi bloccò la via di fuga.
«Non andartene»
«Possiamo farti compagnia noi finché non arriva» il ragazzo con i capelli lunghi continuava a guardarmi con insistenza.
«Yuta, piantala» lo ammonì Taeyong.
«Non fa niente» allontanandomi da Johnny mi incamminai verso la porta. La situazione si era fatta così imbarazzante che mi stavo trattenendo dal correre via. Passo dopo passo, però, andai a sbattere contro qualcosa che non sembrava affatto la porta ma qualcosa di più morbido e solido al tempo stesso. Quando mi girai trovai due grandi occhi nocciola spalancati per la sorpresa.
«Hyuna? Che ci fai qui?» chiese Jaehyun sorridendo.
«Te l'avevo detto che avevo da fare stamattina» imbarazzata mi scostai una ciocca di capelli dietro l'orecchio «Sono qui con i ragazzi e quando ho visto il tuo gruppo in scaletto ho pensato di passare a fare un saluto. Anche perché stamattina non hai più risposto al mio messaggio» affermai imbarazzata.
«Perdonami per non averti risposto, stamattina andavamo di corsa» si giustificò con un gesto della mano ad indicare il luogo in cui ci trovavamo.
«Oh, hai ragione»
Sotterratemi, vi prego!
«Però hai fatto bene a passare» le sue dita mi accarezzarono la guancia con gentilezza facendomi aumentare i battiti del cuore.
Eravamo così vicini che gli altri avrebbero potuto avere l'impressione sbagliato sul nostro tipo di "relazione". Dall'esterno sembravamo senz'altro intimi. Il solo pensarlo mi scatenò brividi di piacere lungo le braccia e un piccolo sorriso mi spuntò sulle labbra.
«Oggi sei ancora più carina» mormorò a bassa voce per farsi sentire solo da me.
«Grazie» arrossii.
STAI LEGGENDO
Call me Daddy || BangChan (In revisione)
أدب الهواةPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
