Dopo quella sparata su Jaehyun fummo interrotti da un membro dello staff che aveva richiamato tutti sul palco per le premiazioni. Il viso allibito e deluso di Chan fu l'ultima cosa chiara vedi prima che le lacrime cominciassero a pizzicarmi gli occhi. Se ne andò in fretta e furia, senza aspettare gli altri. Hyunjin, con un sorriso dolce, mi prese per mano portandomi con loro. Mi sistemai in un angoletto, vicino alle truccatrici, assistendo alla premiazione da lì. Parte della mia irritazione svanì nel trovarmi in un ambiente nuovo e così emozionante. Dietro le quinte correvano tutti, davano ordini, gli artisti si preparavano. Tutta girava e funzionava come una macchina ben oliata. Sembrava incredibile assistere a tutto quello. Capivo perché a loro piacesse quello che facevano. Mi bastava sbirciare al di là del palco, verso l'arena gremita di fan in attesa, per sorridere e trepidare di eccitazione. Ci si sentiva bene da quella parte del palco. I ragazzi, quella sera, vinsero due premi e come una delle loro fan saltai di gioia per il loro traguardo. Quando tornarono dietro al palco, alcuni gruppi in attesa di esibirsi intercettarono i ragazzi per congratularsi con loro. Una in particolare, però, attirò la mia attenzione perché era la stessa che nella caffetteria si teneva stretta a Chan. Lei, la ragazza dalle lunghe gambe gli saltò tra le braccia, attirandolo nella sua stretta. Lui si limitò a qualche pacca gentile sulla schiena di lei ma la loro vicinanza non passò inosservata, attirando gli sguardi di tutti. Li osservai, complici e sorridenti l'un l'altra. Sentii le lacrime pungermi il retro degli occhi.
«Seungmin, chi è quella ragazza spalmata addosso a Chan?» buttai lì la domanda senza far trapelare alcuna emozione nella voce.
«Lisa-sunbaenim»
«Lisa?» mi voltai verso Seungmin ma si era già allontanato verso Felix.
«Perché tanto interesse?» Hyunjin mi si avvicinò ciondolando.
«Solo curiosità» feci spallucce voltando la testa dall'altra parte.
Nel frattempo, Lisa stava passando un dito smaltato sul petto di Chan mentre gli parlava a pochi centimetri dal viso.
«Se è solo curiosità, perché vedo il fumo uscirti dalle orecchie?» ridacchiò sommessamente.
«Hyunjin, che cosa vuoi?» chiesi spazientita.
«Io niente, ma sono sicuro che tu sei curiosa di sapere chi è Lisa e che rapporto hanno quei due» mormorò al mio orecchio.
«Sputa il rospo o ti svuoto tutte le boccette di Shampoo e profumi» lo guardai di traverso.
«Sei crudele» ridacchiò alzando le mani in segno di resa «E va bene, visto che me lo hai chiesto con gentilezza» mi fece l'occhiolino guadagnandosi un'occhiataccia. Si spostò alle mie spalle e con voce sommessa parlò accanto al mio orecchio.
«Si potrebbe dire che Chan e Lisa siano migliori amici. Si conoscono da quando Chan è venuto in Corea» posò le mani sui miei fianchi «Abbiamo sempre pensato che quei due fossero una bella coppia e questo anche perché l'abbiamo vista girare mezza nuda per casa almeno un migliaio di volte»
«Allora non sono amici...» mandai giù il groppo che avevo in gola.
«Sono il genere di amici che piace di più a Chan» spostò la mano dal mio fianco allo stomaco, accarezzandolo piano «E il genere che piace a ogni ragazzo»
Senza che me ne rendessi conto stavamo oscillando a ritmo di una musica immaginaria, con le mani di Hyunjin che se ne stavano pigramente sul mio ventre.
«Guarda come sono affiatati»
Pur sapendo che era una pessima idea alzai lo sguardo su di loro. Mi si strinse lo stomaco nel vederli così vicini e complici. Per una frazione di secondo mi sembrò anche assurdo che lui stesse stringendo tra le braccia un'altra ragazza che non fossi io. Non sapevo da dove venissero i miei pensieri e non mi sarei messa a scavare più a fondo di così, ma guardarli immersi in una fitta conversazione, stretti, senza preoccuparsi di tutte le persone intorno a loro faceva male.
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Call me Daddy || BangChan (In revisione)
FanfictionPassare da una piccola città di pescatori ad una grande metropoli era già un cambiamento enorme per una ragazza di soli ventidue anni, ma ritrovarsi a dover badare a otto ragazzi famosi, incasinati e belli come il peccato sembrava una sfida impossib...
