Capitolo 23

6K 195 51
                                        

Consiglio! Per creare l'atmosfera giusta vi consiglio di mettere in sottofondo "Red lights" a ripetizione.
Buona lettura.
---------------------------------------------------------

Sbattei gli occhi più volte, credendo di star sognando.

«Ho bisogno di te?» la voce stava tremando tanto quanto il corpo. Averlo a pochi centimetri da me, a petto nudo, con le mie mani su quei pettorali sodi sembrava uno dei miei più recenti sogni in cui ci davamo da fare nel mio letto e in qualsiasi altro angolo di casa. Davanti a me, però, non c'era un sogno ma carne e sangue.

«Hai bisogno di questo» fece scivolare le mie mani lungo i suoi addominali «Oggi, nel camerino, ho sentito come mi stringevi, come mi volevi...» lasciò le mie mani libere di vagare da sole sulla superficie liscia del suo corpo ma tremavo così tanto che rimasi all'altezza della sua vita, incapace di raggiungere punti proibiti che avrei certamente voluto esplorare.

«Mi stringevi così forte che credo tu mi abbia lasciato i segni delle unghie sul collo» mormorò roco con il fuoco negli occhi.

«Un po' presuntuoso pensare che io abbia bisogno di te solo perché ci siamo baciati, non pensi?» buttai fuori in un momento di lucidità.

«Forse, ma so che cosa vuoi» con gli occhi incollati ai miei insinuò lentamente una mano sotto l'asciugamano, accarezzando la pelle accaldata del fianco. Ero bollente ma trasalii per il contatto con le sue mani.

«E' quello che voglio io o quello che vuoi tu?» chiesi con il fiato corto.

«Entrambi» una piccola carezza si trasformò in una palpata impaziente.

«Potrei buttarti fuori da questa camera a calci in culo» affermai grave con il batticuore.

«Lo so, e te lo lascerei fare, ma tornerei qui strisciando per implorarti di avere un piccolo assaggio di te» appoggiò la fronte alla mia, i nostri nasi a contatto. Respiravamo il respiro dell'altro e niente mi sembrava più giusto di quello. Con entrambe le mani raggiunse il mio sedere, palpando la pelle rovente e bisognosa delle sue attenzioni. Quelle mani esperte che toccavano e massaggiavano la superficie erano un balsamo così gradito al mio corpo ma tremendamente sbagliato per la mia mente. Con i residui di volontà che mi erano rimasti tentai di sottrarmi al suo tocco sporgendomi in avanti, ma nel farlo mi avvicinai di più a lui e quando sentii l'erezione spingere contro i suoi pantaloni sobbalzai.

«Sei così splendidamente innocente con queste guance rosse e gli occhi spalancati» portò la bocca sulla mia mandibola, baciandola.

«Perché adesso mi dici queste cose? Perché questo interesse proprio adesso?»

«Ci deve essere per forza un motivo?» sentii la sua lingua sul collo e come in trance non potei fare a meno di allungarlo per facilitargli l'accesso.

«Certo. Tu non dovresti essere qui» puntualizzai spostando le mani sulle spalle larghe.

«E dove dovrei essere?» la bocca scese lungo il muscolo della gola e sentii i denti stuzzicare la pelle.

«Con la tua amica, Lisa» affermai velenosa puntando le mani sul suo petto, spingendolo via. Considerata la differenza di forza non riuscii a smuoverlo nemmeno di un centimetro ma riuscii a riportare la sua attenzione sulle mie parole.

«Dove sei stato fino a quest'ora?» sapevo la risposta, li avevo visti andare via insieme, ma sperai rispondesse qualsiasi altra cosa. Sondò il mio sguardo con un sorriso beffardo.

«Non dove avrei voluto essere» con uno scatto repentino mi afferrò i capelli sulla nuca, tirandomi indietro la testa. L'altra mano era ancora sul mio sedere. Sibilai tra i denti per la fitta di dolore ai capelli.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora