Chapter 32 - New Mission

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Mi svegliai il giorno successivo in quella casa così sconosciuta ma che mi dava una sensazione così familiare.
Mi alzai lentamente, mi lavai nel bagno collegato alla mia stanza ed uscii cercando di percorrere la stessa strada che mio padre mi aveva fatto fare il giorno prima.
Fortunatamente riuscii ad orientarmi ed arrivare in un salone enorme dove era presente Gellert seduto sul divano.
"Buongiorno" mormorai
"Oh sei sveglia, vieni andiamo a mangiare" Gellert si avvicinò a me sorridente e mi portò in una sala da pranzo piena di cibo "non so bene cosa ti piaccia quindi ho fatto fare un po' di tutto"
Rimasi leggermente scossa dalle sue parole, ancora mi faceva strano il suo nuovo modo di comportarsi "non c'era bisogno, ma grazie" sorrisi.
Mi fece segno di sedermi e così feci, gustandomi quella colazione.
Mentre mangiavo notai negli angoli bui della casa degli elfi, guardavano sia Gellert che me con timore, chissà quanto li aveva trattati male.
Sorrisi ad uno di loro e subito dopo scomparì nel nulla terrorizzato. Alzai le spalle indifferente e poi mi alzai sazia.
"Quindi l'allenamento?" Chiesi girandomi a guardare mio padre
"Sei impaziente vedo, ma dobbiamo aspettare la notte per uccidere quel ragazzo" disse serio e tranquillo
"Ah quindi è davvero quello il mio allenamento?" Ero confusa pensavo stesse scherzando la sera prima
"Certo, non può vivere, ti ha disonorata" mi guardò un secondo preoccupato "non vuoi ucciderlo?"
Rimasi ferma a pensare, avevo torturato e fatto star male molte persone ma non avevo mai ucciso davvero qualcuno oltre a mio fratello involontariamente e non ero sicura di volerlo fare, ma quel ragazzo meritava davvero di morire ed io ero comunque destinata ad uccidere, quindi perché non iniziare con una persona così indegna?!
"Certo che voglio farlo" risposi finalmente decisa
"Perfetto, io ti osserverò da lontano ma ovviamente avrai qualcuno ad accompagnarti, Tom sta decidendo chi verrà con te" mi guardò felice come se fosse un normale evento di famiglia "ora facciamo pratica velocemente"
Annuii e subito andammo in cortile dove, come al solito, ebbi il compito di colpire dei manichini seguendo le sue istruzioni.

La sera arrivò presto, mi cambiai in dei vestiti neri che trovai nell'armadio come istruita poco prima da Gellert, erano abiti da battaglia comprati apposta per me. Non sembravano particolari all'esterno, erano dei semplici pantaloni di pelle ed un corsetto, ma in realtà proteggevano da attacchi magici, ed in più mi stavano benissimo.
Scesi soddisfatta in salone per incontrare mio padre, ma con mia sorpresa anche Voldemort era presente e con lui... Mattheo?!
Mi fermai un secondo mentre camminavo quando i suoi occhi incrociarono i miei, davvero era lui la persona con cui volevano farmi andare? Non era possibile, il mio potere poteva ucciderlo.
Cercai di fare finta di niente e ripresi a camminare, poi nella maniera più spavalda possibile dissi
"Allora? Questo allenamento può iniziare?"
Voldemort si girò verso di me sorridendomi sadicamente "non vedi l'ora di uccidere eh" mi prese per mano infilando le sue unghie nel mio palmo, lasciai sfuggirmi una leggera smorfia di fastidio "andiamo" disse poi smaterializzandoci.

Ci ritrovammo tutti in un bosco con davanti una casa, Tom aveva ancora le sue unghie infilate nella mia mano, le tolse di colpo facendomi sentire un forte dolore, che però cercai di non mostrare.
"Il ragazzo vive in quella casa, uccidete solo lui o tutta la famiglia, come volete. Ma lasciate un segno per far capire contro chi si è messo" finì di dire e subito scomparì.
Gellert mi guardò e mi sorrise soddisfatto "vi osserviamo" e anche lui si dileguò.
Mattheo si avvicinò a me "fammi vedere che ti ha fatto" disse prendendomi la mano.
La tolsi di scatto e mi allontanai da lui "Mattheo, non stasera. Devi starmi lontano, non so con quale cervello hanno scelto te per accompagnarmi, ma non ti voglio vicino" mi allontanai ed iniziai a correre verso la casa.
Mi sentii presa al polso e costretta a fermarmi poco dopo "perché non voglio che stiamo insieme non possiamo neanche avere un rapporto civile durante le missioni?"
Mi girai a guardarlo "ma sei deficiente? Lo so che sei stato costretto a lasciarmi, ma non è questo il problema devi starmi lontano e basta"
"Perché Lilith?" Chiese incazzandosi
"Perché ti potrei uccidere, non te lo ricordi?" Abbassai lo sguardo leggermente
Mattheo mi alzò delicatamente il mento rimanendo freddo con me "mi fido di te" poi continuò "e poi sono stato io che ho proposto di venire con te, voglio vedere morto quel coglione lo sai"
Annuii lentamente non sicura lo stesso "se vedi che perdo il controllo però, promettimi che scapperai"
"Ci proverò" disse non curante
Lo guardai male perché non stava prendendo sul serio la situazione, ma decisi di girarmi ed incamminarmi, volevo finire subito questa missione e magari sarei riuscita anche a parlargli dopo.
Usando il potere mi sollevai in aria per guardare da tutte le finestre dove si trovasse il nostro obiettivo, una volta inquadrato tornai giù
"È solo in camera, al secondo piano, obiettivo facile" descrissi la situazione
"Ma da quando sai volare tu?" Mi disse stupito
Alzai le spalle "possiamo anche entrare dalla porta e fare casino per tutta la casa ma preferirei andare direttamente da lui, va bene?"
"Ok, ma come entriamo direttamente lì? Io non ho una scopa, e chiaramente non volo" chiese
"Prendimi in braccio" dissi tranquilla
"Non mi sembra il momento" cercò di dire lui
"Prendimi in braccio e basta" comandai.
Alzò gli occhi al cielo e fece come richiesto, poco dopo ci ritrovammo entrambi in aria davanti la finestra del cercatore.
Lanciai un incantesimo per spaccare il vetro e subito dopo uno per tenere la sua porta chiusa. Entrammo nella stanza e mi ritrovai davanti quell'essere tremolante
"Lilith sei tu, scusami per quello che ho..." non lo lasciai finire che lo sbattei addosso al muro.
Solo a vederlo la rabbia in me iniziò a crescere, non riuscivo a smettere di pensare a cosa mi aveva fatto.
"Mi dispiace" cercò di parlare di nuovo
"Zitto" ringhiai "non meriti di parlarmi e tantomeno di vivere".
Iniziai a colpirlo sempre più forte finché iniziò a contorcersi, potevo vedere il suo corpo iniziare a rompersi dall'interno finché anche alcune delle sue ossa uscirono fuori, stava morendo ed io non provavo nessun dispiacere al riguardo, anzi mi piaceva vederlo soffrire.
Iniziai a ridere sopraffatta dal piacere, mi sentivo una persona diversa e forse lo stavo diventando, da sempre sapevo di essere destinata al lato oscuro d'altronde.

Quando il ragazzo smise di urlare capii di aver portato a termine il mio dovere, scrissi sul muro "LG" le mie iniziali usando il sangue del suo corpo, e mi girai soddisfatta a guardare Mattheo "veloce e indolore" dissi soddisfatta
"Porca troia se sei diventata forte" disse stupito poi si avvicinò a me, mi prese in braccio e al mio orecchio, sottovoce disse "cazzo se mi ti scoperei anche sul suo corpo morto ora"

Lo guardai eccitata e interdetta dalle sue parole, usai il potere per farci sollevare, uscire ed allontanare dalla casa

Crazy - Mattheo RiddleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora