Theo aveva ragione a dire che saremmo stati la coppia più temuta della scuola, andare in giro tenendoci per mano faceva spaventare più la gente di quanto già facessimo di nostro.
Sorrisi soddisfatta notando tutti gli studenti intenti a fare colazione girarsi verso di noi quando entrammo in sala grande.
D'un tratto si fecero tutti silenziosi, non fu proclamata una parola, l'unico rumore era quello dei nostri passi che si dirigevano verso il tavolo Serpeverde.
Arrivati dove tutti i nostri amici erano seduti notai che c'erano posti solo accanto ad Enzo, così mi avvicinai a Theodor
"Spostatevi mi voglio sedere accanto a lui" proclamai guardando male Enzo.
Vidi Theo sorridere mentre gli altri sbuffando lasciarono posto a me e Mattheo per sederci vicino a lui.
Mi girai per fargli cenno di venire mentre mi andavo a sedere e lo vidi ghignare "ti vedono finalmente superiore a loro" sussurrò al mio orecchio mentre si posizionava accanto a me.
"Quindi ora voi due state insieme" urlò Theo felice abbracciandomi "lo avevo detto io che sarebbe successo"
"Si Theodor, ma ora lascia stare la mia ragazza" disse Mattheo guardandolo male
"È mia amica da prima che vi metteste insieme, quindi ho i miei diritti" Theo mi continuò ad abbracciare avvicinandomi di più a lui
"Beh, effettivamente è vero" risposi ridendo
"Ecco vedi" mise una faccia soddisfatta
"Vedo come ti crucio" Mattheo si girò ed iniziò ad ignorare la scena
"Non ti sarai mica offeso" dissi avvicinandomi a lui dopo essermi liberata dall'abbraccio di Theo
"Potrei" rispose secco
Alzai gli occhi al cielo, mi avvicinai a lui e gli diedi un bacio sulla guancia, come risposta mi lasciò un bacio veloce sulle labbra.
Sorrisi ed iniziai finalmente a mangiare.
La mia quiete fu interrotta una decina di minuti dopo dalla fine della colazione
"Ma avevo ancora fame" mi disperai uscendo dalla sala grande
"Lilith, devo parlarti" mi interruppe Enzo avvicinandosi
"Tu, tu vuoi parlarmi? Io non ho intenzione di ascoltare una singola parola da te" mi arrabbiai
"Devo spiegarti" cercò di proseguire
"Ma allora sei deficente. Lasciami stare" urlai
"Lili ti prego" implorò avvicinandosi a me.
Sentii la rabbia ribollire in me, sapere che una persona a cui tenevo così tanto era a conoscenza della mia vera storia e non me ne aveva mai fatto parola mi distruggeva. Era un tradimento che non potevo perdonare, un tradimento che mi faceva provare talmente tanto odio da volermi far attivare il potere. Mi guardai intorno velocemente, erano presenti troppi studenti, non potevo usarlo. Cercai di sforzarmi il più possibile, notai Mattheo avvicinarsi a me e accorgersi della situazione.
"Ti ha detto che non vuole ascoltarti, vattene" disse tirando fuori la bacchetta per minacciare Enzo
"Sono cose tra me e lei, non metterti in mezzo Riddle" urlò Enzo cercando di superarlo.
Vidi Mattheo attaccarlo al muro e poi girarsi verso di me per vedere come stessi. Quando il nostro sguardo si incrociò notai in lui preoccupazione nei miei confronti e voglia di vendetta, così annuii lasciando intendere al ragazzo che poteva agire come preferiva.
Lo sentii cruciare Enzo e mi andava bene, la sofferenza che avrebbe provato non sarebbe stata mai paragonabile a quella che lui ha fatto provare a me mentendomi. Sorrisi soddisfatta guardando la scena, finché non mi sentii debole e mi accasciai per terra. Il potere che possedevo si stava ribellando per non essere uscito e quindi iniziò a colpirmi dall'interno. Urlai in preda al dolore.
"Lilith" sentii Mattheo urlare mentre correva verso di me "Lilith che succede?" Chiese preoccupato prendendomi tra le sue braccia.
Rimasi ferma dolorante mentre piano piano il potere si placava. Lui era riuscito indirettamente a fermarlo.
"Theo" sussurrai debole
"Ti porto in infermeria" disse prendendomi in braccio ed iniziando a camminare
"No, non possono sapere cosa è stato" lo fermai.
Si bloccò di scatto "ma piccola" sussurrò guardami preoccupato.
Gli sorrisi tranquilla cercando di rassicurarlo "andiamo a lezione" dissi infine.
Mattheo acconsentì e senza dire una parola mi portò fino a davanti l'aula di pozioni dove mi lasciò scendere ed insieme entrammo a sederci.
Fortunatamente ne Piton ne tutti gli studenti erano ancora arrivati, così trovammo posto per sederci vicini
"Grazie Theo" sussurrai guardandolo "riesci a placare il potere"
"Che significa?" Chiese confuso
"Non lo so" scossi la testa incerta "ma fai questo effetto"
Mi prese il viso tra le mani e cominciò a baciarmi. Inizialmente era un bacio dolce e premuroso, ma in poco ci dimenticammo di essere all'interno di una classe circondati da studenti, il momento divenne più passionale, le nostre lingue si incontrarono e le nostre mani cominciarono a percorrere bramose il corpo dell'altro.
"Presuppongo che abbiate sbagliato lezione, non vi trovate ad anatomia" ci interruppe Piton staccandoci con un gesto della bacchetta
"Scusi professore" risposi guardando Mattheo con un ghigno malizioso.
Senza dirci altro riprese la lezione, iniziammo a seguirlo con la solita fatica. Era comodo essere gli alunni più bravi della classe, non venivano puniti spesso.
Il resto della giornata passò tranquillamente, nonostante Enzo cercò di avvicinarsi ad ogni occasione ma Mattheo lo preveniva allontanandolo. Dopo cena tornammo insieme in camera mia e trovai un gufo dalle bellissime piume nere ad aspettarmi alla finestra. Mi avvicinai a lui e presi la lettera che aveva nel becco. Notai che sul timbro in ceralacca c'era l'emblema della nostra famiglia, ancora non potevo credere che Gellert era il mio vero padre, certo spiegava molte cose ma tutta la mia infanzia era stata una menzogna.
Aprii la lettera sospirando
"Ti aspetto alle 21.00 nella foresta proibita, non tardare"
Fissai la lettera per qualche minuto incantata, anche quel potere non era una cosa normale, mi era stato insegnato che era sbagliato e proibito ma ora mi ritrovato a doverlo allenare.
"Lilith, sono le 21:05" mi fece notare Mattheo distraendomi
"Oh cazzo, ci vediamo dopo" dissi per poi smaterializzarmi all'ingresso della foresta proibita.
Iniziai a camminare finché non mi ritrovai all'interno di un cerchio formato da fiaccole accese di colore blu.
"Ti avevo detto di non tardare" sentii Gellert dire
"Potevi far arrivare la lettera un po' prima" risposi secca
"Non mi importa, non tardare la prossima volta" continuò comparendo finalmente difronte ai miei occhi
"Vedremo" dissi concludendo la conversazione.
"Iniziamo l'allenamento" fece comparire ulteriori fiaccole blu intorno a me e dei fantocci, quest'ultimi iniziarono in un istante a muoversi verso di me e a colpirmi
"Ma che cazzo... tu sei pazzo" urlai
STAI LEGGENDO
Crazy - Mattheo Riddle
FanfictionIo, Lilith Grindelwald Lui, Mattheo Riddle Due Serpeverde destinati ad essere dannati. Questa storia contiene contenuti espliciti🔞.
