Chapter 21 - Allenamento

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"Iniziamo l'allenamento" disse Gellert per poi far comparire ulteriori fiaccole blu intorno a me e dei fantocci, quest'ultimi iniziarono in un istante a muoversi verso di me e a colpirmi
"Ma che cazzo... tu sei pazzo" urlai
"Devi essere reattiva Lilith" proclamò senza un minimo di preoccupazione mentre ero colpita da centinaia di incantesimi nello stesso momento. Nonostante la mia resistenza qualcuno di loro riuscì a colpirmi e a farmi del male, non sembravano essere fantocci normali ma fatti per replicare la forza di Gellert.
Era una battaglia ad armi impari, lui era già uno dei maghi più forti del mondo ed ora ce n'erano centinaia che colpivano solamente ed unicamente me.
Arrabbiata presi tutte le energie che avevo in me ed utilizzai il potere, sentii come se il mio corpo si stesse liberando per diventare più leggero, era strano quanto potesse far mare agli altri ma dare una sensazione di sollievo così bella a me.
Avevo senza volere proiettato la forza verso tutte le direzioni, anche contro il suolo, così mi ritrovai di colpo a fluttuare a qualche centimetro da terra sorretta da quella magia.
Non mi era mai successo prima, ma nel momento in cui lo realizzai si disperse e finii per terra disorientata.

"Eccellente quantità di energia, ma ora voglio che la focalizzi soltanto su di un punto. Devi riuscire a rimanere in aria sollevata dal potere per 10 secondi. Quando arriva il potere devi immaginare tutta la sua potenza proiettata verso il basso, devi canalizzarla con il pensiero per riuscire a domarla" spiegò Gellert fermandosi davanti a me, prese la mie mani e le aprì direzionandolo verso il basso "immagina che le tue mani diano la direzione".
Fece comparire altri fantocci, ma questa volta rimasero fermi senza attaccare.
Mi concentrai ed azionai piano il potere, lo sentivo come ogni volta partire dal petto, era difficile direzionarlo nella mani. Immaginai di spostarlo dentro di me e di farlo finire dove desideravo, lo sentii ubbidire lentamente, una volta raggiunto l'obiettivo rilasciai una scarica di energia. Mi sentii catapultare verso l'alto ed in qualche istante superai l'altezza degli alberi, rimasi affascinata per un secondo dalla vista della foresta proibita dell'alto ma mi ripresi subito sentendo il mio corpo cadere per effetto della gravità.
Finii dolorante sul suolo "cazzo" sussurrai
Gellert si avvicinò a me e disse "Ora ti manca di dosare il potere, ma proveremo la prosa volta, direi che per oggi è abbastanza" e scomparì.

Urlai presa dall'ira, come gli era venuto in mente di lasciarmi in quella foresta dolorante quando era stata una sua idea. Cercai di alzarmi ma sembrava l'impresa più complicata del mondo per il mio corpo in quel momento.
Mi concentrai ed usai le ultime energie che mi rimanevano per smaterializzarmi in camera mia, dove arrivai rimandando rannicchiata al suolo e sporca di terra.
"Cazzo" sussurrai piano
"Lilith?" Sentii Mattheo preoccupato
"Hey" gli sorrisi cercando di muovermi invano, mi ero dimenticata che fosse anche lui in camera mia.
"Immagino non sia stato un'allenamento divertente" lo vidi ridere
"Fanculo" risposi scocciata, non avevo troppa voglia di ridere vista la mia condizione.
"Ma perché non ti alzi?" mi guardò interrogativo
"Perché mi piace stare sul pavimento" risposi sarcastica ed infastidita
"Lilith.." disse cercando di spingermi a dirgli cosa era accaduto
"Non so dosare questo cazzo di potere e Gellert è un coglione" iniziai irritata.
Gli raccontai poi tutto quello che era accaduto e nel mentre lui venne verso di me, mi prese in braccio e mi portò in bagno sotto la doccia ancora vestita aiutandomi a togliere la terra dal corpo mentre mi reggevo con difficoltà in piedi.

"Comunque sono offeso che sei uscita più dolorante da un allenamento che da una scopata con me" disse mettendo il broncio
"Theo" presi a ridere lanciandogli dell'acqua addosso. Ero irritata e distrutta, ma con una sola battuta era riuscito a calmarmi.
Non mi spiegavo perché avesse questo potere su di me, come era possibile, o cosa significava che provassi... ma andava bene così, l'importante era che potevo stare con lui.
Presa da questi pensieri strinsi il colletto della sua maglia nella mia mano e lo avvicinai a me facendo finire anche lui sotto l'acqua.
Rimasi per qualche secondo ferma a fissare le sue labbra così vicine alle mie, a lasciarmi cullare dal rumore dei nostri respiri che si confondevano tra loro e ad osservare l'acqua scorrere suo viso iniziando a bagnarlo sempre di più. Dopo attimi che sembrarono durare un eternità fu Mattheo a rompere quella stretta distanza che ci separava.
Mi baciò dolcemente e delicatamente, come se avesse paura che altrimenti mi avrebbe fatto del male, ma io lo volevo non mi interessava del dolore del mio corpo.
Resi il bacio più spinto iniziando a cercare la sua lingua con la mia e scendendo con le mani sul suo corpo per togliergli i vestiti che lo coprivano. Tolsi la sua maglia velocemente ed iniziai a delineare con le dita i suoi addominali leggermente scolpiti. Scesi poi sui suoi pantaloni slacciandoli lentamente e lasciandoli cadere a terra. Tolsi anche le sue mutande mentre lui non osava ancora toccarmi per paura di farmi male. Così presi le sue mani che mi cingevano i fianchi e le intrecciai alle mie, le feci passare sotto la mia maglia bagnata facendola alzare e le posizionai sul mio seno, nel mentre mi staccai dal nostro bacio e cominciai a leccargli il collo per poi sussurrare "scopami fino a farmi sentire dolore in tutte le parti del corpo"
In quel momento Mattheo perse ogni suo freno, ogni sforzo che aveva compiuto per resistere divenne vano.
Avvicinò violentemente il suo corpo al mio, mi tolse tutti i vestiti in qualche secondo lasciando i nostri corpi completamente nudi a contatto.
Sentivo la sua erezione spingere sulla mia pelle. Prese a baciare e mordicchiare il mio collo con foga sempre nello stesso punto fino a farmi male. Nel mentre le sue mani palpavano le mie tette con violenza, faceva male ma non tanto quanto mi faceva godere.
"Theo" sussurrai in preda al piacere.
Si allontanò leggermente da me per fissare meglio la sua opera sul mio collo, poi spostò il suo sguardo sul mio corpo nudo osservandone ogni dettaglio
"Quanto cazzo sei bella piccola" disse per poi ritornare a baciarmi e toccarmi con foga.
Sentivo ogni parte del corpo fremere sotto il suo tocco, lo volevo così tanto.
Presi il suo pene nelle mie mani e lo strusciai lentamente sulle labbra della mia vagina per fargli capire cosa volessi.
"Non così facile" disse lui allontanandosi leggermente, prese i miei capelli nella sua mano e spinse la mia testa verso il cazzo facendomi inginocchiare per terra.
Lo lasciai fare senza esitare, sentii una fitta nelle mia gambe mentre mi inginocchiavo ma la ignorai, non mi importava del dolore.
Infilò due dita dentro la mia bocca per aprirla e poi fece entrare il suo pene che presi a leccare e succhiare mentre mantenevo lo sguardo sul suo.
"Cazzo, sei ancora più bella mentre fai la troia" disse in preda al piacere per poi allontanarmi dal suo pene e facendomi alzare. Mi lasciai sfuggire una leggera espressione di fastidio per una fitta di dolore che mi colpì di nuovo mentre stendevo le gambe. Mattheo si fermò un secondo a guardarmi preoccupato, ma lo rassicurai subito sorridendogli vogliosa. Vidi la malizia tornare nel suo volto.
Mi prese in braccio e mi portò in camera, lasciandomi poi cadere sul letto. Eravamo fradici così lasciammo gocce ovunque per la camera bagnando anche il letto, ma non era importante. Si inginocchiò davanti al letto e prendendomi le gambe le aprì e mi tirò vicino a se fino ad avere la mia vagina davanti alla sua bocca iniziando a leccarla e a giocare con il mio clitoride.
"Cazzo Theo" urlai in preda al piacere.
Cominciai a sentire il mio corpo contorcersi sotto i suoi gesti
"Piccola urla ancora il mio nome" sussurò ancora sulla mia intimità provocandomi brividi.
"Theo" urlai di nuovo "Theo scopami ti prego"
"Come desideri piccola" allontanò la bocca dalla mia vagina e ci infilò in un movimento unico il suo cazzo. Si distese sopra di me, mentre con una mano reggeva il suo corpo posizionò l'altra attorno al mio collo stringendolo leggermente.
"Implorami" disse rimanendo fermo dentro di me e con sguardo malizioso fisso nei miei occhi mentre stringeva di più la presa sul mio collo.
"Ti prego, Theo" sussurrai docile "ti prego, scopami" stinse di più la mano sul mio collo "scopami, fammi male, fammi tua" presi un respiro "ti prego Theo" mi leccai le labbra lentamente per stuzzicarlo "voglio che mi scopi violentemente" mossi leggermente il mio bacino muovendo il suo cazzo dentro di me "ti scongiuro" dissi infine gemendo leggermente.
Mattheo strinse ancora di più la presa al mio collo per poi lasciarla mantenendo però la mano lì. Poi inziò a spingere il suo pene fuori e dentro di me con violenza e velocità, mentre io iniziavo di nuovo ad urlare il suo nome mentre godevo e le mie unghie si infilavano nella sua schiena. Senza mai fermarsi avvicinò il suo volto al mio baciandomi, si allontanò poi leggermente mantenendo le nostre labbra vicine ed i suoi ricci iniziarono a strusciarsi sul mio volto mentre i nostri gemiti si confondevano tra loro. Strinsi le mie braccia attorno alla schiena avvicinandolo a me e avvinghiai le mie gambe attorno al suo bacino dandogli modo di entrare meglio dentro di me
"Theo" urlai sulle sue labbra ansimando sentendo di essere arrivata al culmine.
"Cazzo piccola" imprecò poco dopo, capii che anche lui era vicino, così iniziai a muovere il bacino insieme al suo rendendo più veloci i movimenti. In poco tempo anche lui venì. Rimase un secondo fermo su di me con ancora il suo pene dentro di me e mi baciò delicatamente. Poi si sdraiò accanto a me e mi sorrise "sei spettacolare piccola" subito dopo notò il letto fradicio divertito "cazzo ma è tutto bagnato"
Risi con lui e poi cercai di alzarmi per andare ad asciugarmi ma sentii il corpo non rispondere "credo che mi hai fatto davvero più male dell'allentamento"
"Seria?!" Chiese soddisfatto
"Dammi una mano ad asciugarmi su" dissi dolorante. Mi tirò su fiero del risultato, ci asciugammo, con un incantesimo asciugò anche il letto e mi posizionò sotto le coperte nuda per poi fare lo stesso anche lui. Mi tirò a se abbracciandomi ed io mi lasciai cullare dal calore del corpo addormentandomi

Crazy - Mattheo RiddleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora