Chapter 39 - Unbreakable Vow

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Aprii gli occhi lentamente, li sentivo essere molto pesanti. Feci fatica anche a capire dove fossi, avevo già visto questo luogo ma non era molto familiare. Mi mossi leggermente nelle coperte rosse e guardandole realizzai di essere a casa di mio padre.
Mi sentivo rintontita come mai.
Mi alzai faticando per andare al bagno, mi lavai la faccia e mi guardai allo specchio, solo in quel momento dopo aver visto il mio volto cambiare mi ricordai il motivo per cui mi sentivo così stanca. Sorrisi leggermente soddisfatta ancora di me stessa.
Lentamente uscii poi dalla camera, appena aprii la porta sentii della urla provenire dal salotto, c'era qualcuno che stava litigando riuscivo a riconoscere che erano due voci maschili, ma ero troppo esausta per distinguerle così mi avvicinai per capire. Mi nascosi dietro un muro, ma feci un passo di troppo per il mio fisico esausto così inciampai.
Sentii le due voci smettere di parlare immediatamente e dei passi avvicinarsi a me
"Lilith" alzai lo sguardo e vidi un Mattheo preoccupato cercare di tirarmi su
"Che ci fai tu qui?" Chiesi ancora rintronata
"Dovevo assicurarmi che tu stessi bene piccola" mi sorrise dolcemente
"Non chiamarmi così" lo guardai male
Arrivò mio padre velocemente in quel momento "Lilith, ti sei svegliata, come stai?" mi sorrise
"Bene credo" sorrisi debolmente
"Purtroppo ti devo far vestire bene subito, abbiamo ospiti" disse alludendo al mio pigiama
Sbuffai leggermente "non posso mangiare qualcosa prima?"
"Te la faccio portare in camera" mi sorrise
"Io la accompagno per evitare che cada di nuovo" disse velocemente Mattheo per poi prendermi in braccio ed allontanarsi da lì.
Rimanemmo in silenzio tutto il tragitto, una volta arrivati in camera mi poggiò sul letto e si mise a sedere accanto a me
"Come ti senti? Hai dormito per quattro giorni, iniziavo a pensare che non ti saresti svegliata più" Mi chiese scherzando ma con malinconia e nel mentre guardando ogni parte del mio corpo come per verificare che non ci fossero lesioni
"Bene, ora vattene" risposi secca
"Perché?" Lo vidi rimanerci male
"Come perché? Pensi che abbia rimosso tutto quello che hai fatto? Che ora ti sia tutto perdonato solo perché ti sei interessato delle mie condizioni?" Lo guardai stupita, come poteva credere di poter agire come se niente fosse ora
"Lilith, mi dispiace" abbassò lo sguardo e si alzò dopo aver sentito bussare alla porta, era la mia colazione. La prese e me la portò a letto, rimase tutto il tempo seduto vicino a me senza dire niente. Cercai anche di offrirgli del cibo ma non lo accettò. Una volta finito mi alzai ed andai verso l'armadio cercando qualcosa da indossare, a quanto pare Gellert aveva provveduto all'avvenimento perché era piano di vestiti neri lunghi. Ne presi uno di pizzo e lo indossai spogliandomi davanti a Mattheo, mi girai a guardarlo nel mentre e lo notai girarsi a guardare da un'altra parte in quel momento, risi leggermente guardandolo. Mi avvinai poi a lui con il vestito infilato ma non chiuso, mi girai di schiena davanti a lui "me lo chiudi?"
"Mh" mormorò semplicemente, sentii le sue mani sulla mia schiena nuda mente prendeva la zip e spostava i miei capelli, un leggero brivido invase il mio corpo al suo tocco. Una volta chiusa la zip mi girai verso di lui
"Di cosa stavate parlando di là prima? Vi ho sentiti litigare" lo vidi alzare il suo sguardo su di me
"Erano i nostri padri, Tom è impaziente ed ora vorrebbe prenderti sotto la sua ala per farti diventare mangiamorte ma ovviamente ne io ne Gellert siamo d'accordo" sospirò un attimo "credo che dovrai farti valere da sola nonostante tu non sia al tuo massimo"
"Ed io che volevo solo mangiare" risposi frustrata
Sentii Mattheo ridere leggermente "ti sarò accanto ogni istante, darò tutto per proteggerti" mi prese una mano con delicatezza "so che non sono stato granché ultimamente, ma giuro che non permetterò a nessuno di farti del male"
Annuii leggermente e strinsi la sua mano "andiamo, voglio tornare ad Hogwarts il più presto possibile".

Uscimmo insieme dalla stanza ancora tenendoci per mano, quando arrivammo vicino al salotto le allontanammo velocemente. Entrammo e subito tutti gli sguardi dei nostri padri e di altri magiamorte finirono su di noi.
"Eccoti qui, finalmente" Voldemort mi sorrise
"Cosa vuoi?" Chiesi direttamente
"Vedo che anche la trasformazione ti fa onore, capisco perché mio figlio non riesca a starti lontano" mi ignorò totalmente
"Posso sapere che cosa volete da me, o ci vuoi ancora girare intorno?" Sbottai incazzata
"Lilith" sentii Mattheo dire flebile per cercare di calmarmi
"Va bene" sibilò Tom "dammi il tuo avambraccio"
"Assolutamente no" risposi soltanto
"Perché ti stai rifiutando mia cara?" mi guardò sottolineando le ultime parole per farle risuonare come una minaccia
"Perché non posso sottostare a nessuno ora che so quanto è grande il mio potere, collaborerò con te ma non sarò mai una tua schiava" mi fermai un secondo a guardarlo sfrontata "al massimo posso avere i miei personali schiavi"
"Allora stringiamo un voto infrangibile, nel quale prometti che mi aiuterai" propose sorridente
"Va bene, ma sarà Mattheo il testimone" notai il ragazzo guardarmi stupito
"Va bene, ragazzo vieni qui" Voldemort prese il mio braccio destro e infilò le sue unghie appuntite nella mia pelle mentre Mattheo attuava l'incantesimo, vidi quella sottospecie di serpente dorato girare intorno alle nostre braccia, lo avrei aiutato come interesse personale quindi non ci avrei perso niente.
"Bene, ora potete andarvene tutti" proclamò Gellert cacciando gli altri mangiamorte presenti.
Sparirono tutti in un istante e rimanemmo solo noi quattro, vedemmo i nostri genitori guardarci attentamente un secondo con uno sguardo pieno di disdegno
"È forse il momento di dirglielo?" Chiese Gellert prima di parlare

Crazy - Mattheo RiddleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora