Appena arrivati ci dividemmo ognuno nelle proprie stanze per destare meno sospetti possibili. Quando entrai nella mia camera mi sentii quasi vuota, era simile a come l'avevo vista la prima volta, non c'era più quasi niente di mio se non i libri e la divisa. Mi avvicinai ad essa e la presi leggermente tra le mie mani, consapevole che non l'avrei più indossata.
Era cambiato così tanto nel poco tempo che avevo trascorso all'interno di questa scuola, la stanza ora era uguale a prima ma sicuramente non io, non ero più la stessa persona e non lo sarò mai più.
"Ti è sempre stata fin troppo bene" sentii dire da Mattheo dietro di me "non riesco a stare in camera da solo" sussurrò abbracciandomi da dietro e lasciandomi un delicato bacio sui capelli
"Non dimenticherò mai quanto sia stato soddisfacente togliertela di dosso" gli sorrisi girandomi verso di lui ed incrociando le mie braccia dietro il suo collo.
Mi baciò delicatamente sulle labbra per poi appoggiare la sua fronte sulla mia "non cambierà niente domani, vero?"
Sorrisi malinconica alle sue parole "cambierà tutto..."
"È quello che temo" rispose subito
"Fammi finire" lo rassicurai "cambierà tutto, tranne noi e quello che abbiamo"
"Lo spero così tanto piccola" allontanò leggermente il suo volto per guardarmi negli occhi "promettimi che sarai sempre con me, nonostante qualsiasi cosa che possa capitare"
Il modo in cui parlava mi dava la sensazione che c'era qualcosa non mi stesse dicendo "Theo che succede?"
"Niente io.." prese un respiro profondo "non posso dirtelo, devi fidarti di me"
"Va bene" dissi semplicemente accarezzandogli il volto "mi fido di te"
Lo baciai e ci mise un istante ad intensificate il bacio, però non era come gli altri perché entrambi lo stavano assaporando come se sarebbe stato l'ultimo per tanto tempo.
"Ti amo" disse senza staccarsi dalla mie labbra
"Ti amo Theo".
In poco tempo arrivò il mio momento di agire, così uscii dalla mia camera con Mattheo che mi seguì insieme agli altri fino a sotto l'entrata dell'ufficio di Silente
"Ci vediamo dopo" dissi soltanto sorridendogli prima di girarmi e salire le scale.
Arrivai davanti la porta del suo ufficio, presi un respiro profondo e l'aprii decisa.
Mi guardai intorno per localizzare dove fosse e lo vidi davanti al pensatoio che guardava al suo interno.
"Mi chiedevo quando saresti arrivata" disse senza neanche girarsi a guardarmi
"Sono qui ora" risposi chiudendomi la porta alle spalle
"Sei certa della strada che stai per intraprendere?" Mi chiese senza muoversi di un millimetro
"Le mie scelte non devono essere di sua preoccupazione" feci qualche passo verso di lui
"Voglio solo assicurarmi che sai in cosa ti stai addentrando"
"Sono nata per questo destino, non ho mai avuto altre scelte nella vita. Tutto quanto, tutto quello che ho dovuto subire, tutta la mia sofferenza conduceva a questo" iniziai a spazientirmi per la conversazione
"Tutti hanno delle scelte, ma se sei convinta delle tue, procedi pure non ti fermerò" alzò finalmente lo sguardo per osservarmi
"Non è vero, io non ne ho mai avute non sono nata con questo lusso come tutte le altre persone, il mio destino era già stato deciso da altri per me. Ormai l'ho accettato e sono pronta a compierlo" la rabbia stava ribollendo in me, non potevo accettare lezioni di vita da qualcuno che aveva sempre avuto una vita agiata, la possibilità di decidere cosa fare e che non sapeva niente di me e di come ero cresciuta. Lui era nato con qualcosa che io non avrò mai e dovermelo anche sbattere in faccia era qualcosa che non potevo sopportare.
Cosa ne sapeva lui di tutte le ingiustizie che avevo subito, delle torture, del dolore che avevo provato e di come avevano anche modificato il mio corpo senza che io ne sapessi nulla fino a qualche mese fa?! Lui non sapeva niente, eppure parlava come se ne avesse diritto.
Accumulai tutto il potere che si stava infondendo in me sulle mie mani e lo diressi verso il preside "è stato divertente essere una sua studentessa" dissi mentre lui iniziava a contorcersi sotto la mia forza. Pensavo sarebbe stato difficile, ma lui non cercò di difendersi quindi il tutto finì in meno tempo del previsto "addio vecchio, la ringrazio solo di avermi ammessa qui e di avermi fatto trovare così persone distrutte dentro come me" dissi infine uscendo dall'ufficio e scendendo le scale tornando dai ragazzi
"Fatto" pronunciai velocemente iniziando a camminare verso i sotterranei.
"Così velocemente?" Mi chiese Mattheo raggiungendomi
"Già" dissi soltanto
"Cos'è successo, racconta" sentii anche Draco parlare
"Niente, che deve essere successo?! È morto senza neanche ribellarsi, una morte patetica come lui" sentenziai alterata
Si, mi aveva reso le cose più facili questo suo modo di agire, ma mi dava fastidio perché andava contro il mio ego personale. Speravo di vincere dopo un'incredibile battaglia che avrei potuto raccontare non così facilmente, era l'unico mago dentro tutta Hogwarts a potermi davvero contrastare e invece di darmi soddisfazione, mi aveva delusa.
Probabilmente gli altri lo avevano capito, perché nessuno aggiunse o chiese altro rendendo così silenziosa la nostra camminata.
Arrivammo al punto d'incontro e trovammo Voldemort ad aspettarci con un sorriso beffardo sul volto
"Hai fatto il tuo dovere?" Chiese accarezzandomi il volto con fare viscido
"Si" risposi secca
"Bene" mi diede le spalle per chiamare a se i mangiamorte "andiamo a porre fine a questa battaglia"
Centinaia di seguaci iniziarono a comparire intorno a noi mentre sapevano che altri comparivano intorno al perimetro della scuola
"Si inizia"
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Crazy - Mattheo Riddle
FanficIo, Lilith Grindelwald Lui, Mattheo Riddle Due Serpeverde destinati ad essere dannati. Questa storia contiene contenuti espliciti🔞.
