Chapter 55 - Finale

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Aprii gli occhi, intorno a me una sensazione di gelo mi stava invadendo il corpo, cercai di ignorare il fastidio per concentrarmi nel mettere a fuoco lo spazio che mi circondava, ma non sembrava essere molto utile, non c'era niente di familiare in questo posto.
Provai ad alzarmi con fatica ma il mio corpo non sembrava rispondere, mi sentivo priva di forze come mai prima.
D'un tratto sentii dei rumori in distanza avvicinarsi, e poi di colpo la porta aprirsi.
Vidi un ragazzo con dei scuri capelli ricci avvicinarsi a me "Lilith?" chiese appena notò i miei occhi aperti. Rimase per qualche secondo lì a fissarmi fermo, per poi correre verso di me ed abbracciarmi "non ci credo sei sveglia finalmente"
Cercai di parlare, di rispondere ma le mie labbra non sembravano volersi muovere come tutto il resto del mio corpo.
"Lilith?" Chiese ancora dopo qualche minuto dopo essersi accorto che non stavo reagendo
"Perché non parli?" Mi prese la mano nella sua chiudendola notando che io non riuscivo a fare lo stesso "e non ti muovi?" il suo sguardo tornò fisso sul mio colmo di lacrime.
Volevo chiedergli chi fosse, cosa volesse da me e perché mi trovassi in un posto che non conoscevo priva di forze, ma non sembrava che il corpo volesse reagire.
"Vado a chiamare un medico aspettami qui" lo sentii dire cercando di non mostrare quanto impaurito fosse.

Rientrò dopo qualche minuti seguito da un'altra persona con indosso un camice "allora signorina come si sente?" provò a chiedermi
Alzai gli occhi al cielo infastidita, ero sicura sapesse già che non ero in grado di rispondere
"Bene, almeno so che mi capisce" disse avvicinandosi a me e puntami una luce negli occhi "la segua" continuò
Feci come mi chiese "quindi mi sente, mi capisce ma non riesce a parlare o muoversi"
Cercai di rispondere battendo le palpebre degli occhi due volte
"Mh, mi faccia provare un incantesimo su di lei"
Iniziò a dire parole che per me non avevano senso puntandomi la bacchetta contro "bene, ora aspettiamo qualche minuto per vedere se ha fatto effetto, rimanga pure con lei" disse infine riferendosi al ragazzo che annuì soltanto.
Una volta che il medico uscì dalla camera, mi si mise accanto e continuò a parlarmi
"Lilith, sono passati anni da quando hai ucciso mio padre e finalmente siamo liberi. O almeno gli altri lo sono, io senza di te mi sento più in gabbia in prima. La battaglia è finita, Gellert ha preso accordi con il ministero della magia ed ora è lui a capo, anche se tutti volevamo ci fossi tu ma qualcuno doveva prendere il tuo posto mentre eri addormentata. Non ho mai smesso di aspettarti e finalmente sei di nuovo qui, con me, ti giuro che vivremo una vita normale finalmente come abbiamo sempre voluto, ti amo piccola"
Mi spiegò quello che era successo ma nessuna di quelle parole aveva senso per me, avevo ucciso suo padre e lui ne era felice? Chi diamine era Gellert? E perché lui faceva finta di conoscermi? Diceva anche di amarmi, ma io ero certa che nessuno avrebbe mai potuto farlo
"Chi" riuscii a dire sforzandomi
Vidi gli occhi del ragazzo sgranarsi felici
"Chi sei tu?" Dissi infine riuscendo finalmente a parlare liberamente
In un istante si incupì "come chi sono? Piccola stai scherzando?"
"No.." dissi semplicemente
Lo vidi uscire di nuovo di colpo dalla stanza sbattendo la porta e lo sentii urlare in lontananza "che significa che non si ricorda di me come cazzo è possibile"
Continuai a sentire i suoi vari insulti finché non rientrò in camera con il medico
"Riesce a parlare signorina?"
"Si" risposi soltanto
"Ora provi a muoversi" disse venendo verso di me ed aiutandomi per farmi sedere, come molta difficoltà ma riuscii
"Mi dica, qual'è il suo ultimo ricordo prima del suo risveglio qui?"
Cercai di sforzarmi di pensare "credo un treno ed un castello in lontananza" avevo tutte immagini sbiadite in testa e niente era pienamente messo a fuoco
"Non si ricorda di questo ragazzo?" Chiese indicandolo
Guardai attentamente il suo volto, sembrava così familiare e così sconosciuto allo stesso tempo "mi sembra di averlo già visto ma non ricordo dove" pensai un secondo di più "ah si aspetta, sei la testa di cazzo che mi rompeva le palle sul treno, perché sono qui con te ora?"
"Cazzo" lo sentii imprecare
"Ha preso una forte botta in testa prima di svenire quindi è normale che non si ricordi bene" cercò di confortarmi il medico
"Quando posso andarmene da questo posto?" volevo assolutamente andarmene, non mi piaceva l'ambiente
"Quando sarà guarita completamente"
"Che coglioni" sbuffai imprecando
"Almeno non sei cambiata" sentii dire dal ragazzo
"Continui a tenerla sottocchio" gli disse il medico

Crazy - Mattheo RiddleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora