Chapter 26 - Lezione Teorica

1.6K 24 0
                                    

Trovai l'aula piena, era rimasto un tavolo vuoto che presero i due, e qualche posto sparso accanto ad altro gente.
Notai Hermione seduta da sola, ormai non ci parlavo da quando Harry mi colpì ed io replicai, quindi decisi che questa poteva essere una buona occasione per vedere almeno come stesse.
"Hey" la salutai sedendomi accanto a lei
"Oh ciao" mi rispose flebilmente
"Mi dispiace non parlarti più" ammisi subito.
Era un comportamento strano da parte mia, stavo ammettendo che mi piaceva la sua compagnia, ma conoscevo la ragione di questo mio modo di fare momentaneo. La verità era che la decisione presa da Mattheo quella mattina non smetteva di tormentarmi il cervello, e palare o ammettere cose di qualsiasi tipo mi aiutava a non pensarci.
"Anche a me, ma non voglio che accada di nuovo la stessa cosa. Harry è mio amico" mi disse guardandomi negli occhi realmente provata. In quel momento il mio cervello non pensò e agii istintivamente
"Allora facci conoscere, magari cambieremo idea entrambi sull'altro" proferii come se fosse l'idea più geniale di sempre, come se io e lui non ci odiassimo dal primo giorno in cui sono arrivata.
"Mh, possiamo provarci... credo" disse lei confusa "sono felice della tua proposta ma siete entrambi molto testardi" continuò lasciando un sorriso
"Lo so, per questo l'unica soluzione è che veniate alla festa serpeverde del sabato, beviamo tutti e poi forse potremmo parlarci tranquillamente" ero decisa che così potesse sicuramente funzionare
"Non mi sembra una buona idea... ma proveremo" mi sorrise felice "sono sempre voluta andare ad una delle vostre feste"
"Perfetto allora" le sorrisi anch'io.
Appena finimmo di parlare entrò Piton
"La signorina Grindewald si è finalmente degnata di presentarsi" disse apatico e lento come al solito.
Ignorai la sua frase non sapendo come giustificarmi e la lezione iniziò.

Dopo ore interminabili finalmente uscimmo di lì e potemmo dirigerci a pranzare. Notai Hermione dirigersi da Harry che mi guardava in cagnesco. Alzai le spalle e continuai a camminare. Come la mattina Regulus e Draco mi si affiancarono prendendomi entrambi a braccetto.
"Ma che cazzo fate?" Chiesi confusa per il loro gesto
"Siamo il tuo supporto morale" disse Draco felice
"Ma non sto male, non ci penso neanche" cercai di essere più convincente possibile
"Non mi convinci principessa" rispose Regulus facendomi l'occhiolino
"Io non ti ho dato l'autorizzazione a chiamarmi in quel modo, e tu continui" lo guardai minacciosa "se vuoi il mio bene dovresti smetterla di farlo"
"Questo mi è decisamente impossibile, spiacente principessa" mi sorrise.
Io sbuffai rumorosamente alzando gli occhi al cielo alla sua risposta, ma nonostante il fastidio li lasciai continuare a starmi accanto, non lo avrei mai ammesso ma era piacevole.

Passato il restante della giornata tornai in camera dove un gufo era già pronto a darmi la lettera di mio padre per l'allenamento:
"Lilith,
Ti aspetto al solito posto per l'allenamento, se non ti fai vedere neanche oggi ne pagherai le conseguenze.
Gellert."

Sospirai per la mancata delicatezza ma felice di sapere finalmente il motivo del mio cambiamento e mi materializzai nel luogo prefissato
"Oggi sei qui vedo" si avvicinò a me senza guardarmi
"Non sono venuta perché ero svenuta a terra in camera mia da mercoledì sera, il potere mi ha colpito dentro, sono rimasta inerme fino a domenica" presi un respiro profondo "e mi sono risvegliata così" indicai il mio volto.
In quel momento mio padre mi guardo finalmente in faccia.
"Stai prendendo le mie sembianze... di già" disse confuso
"Perché? Cosa mi sta succedendo?" Chiesi subito. Avevo bisogno di sapere il motivo
"Lilith, quel potere lo hai preso da me. Alla tua nascita me lo hai portato via. Credo sarà una lezione teorica questa c'è molto che devi sapere" mi guardò velocemente e si mise a sedere a terra, feci lo stesso e lui riprese a parlare
"Vedi questo potere ha origini antiche, esiste da sempre, è nato con il mondo e con la magia. Prima di arrivare a me era stato fermo per molto tempo nel corpo morto di un nostro predecessore aspettando qualcuno di degno e abbastanza potente da riuscire ad usarlo. Sembra che chiunque lo abbia posseduto ottenne le nostre caratteristiche: un occhio azzurro e i capelli bianchi. Nel mio caso si sono presentate quando sono riuscito a sbloccare il suo potere al massimo per la prima volta. Svenni anch'io per molti giorni dopo, però non colpii me stesso ma le persone che volevo attaccare e uccidere. Il tuo corpo deve essere molto resistente per averlo sopportato, io sterminai una decina di persone con quel singolo colpo.
C'è una cosa che però non capisco, i tuoi capelli si sono schiariti ma non sono bianchi come dovrebbero essere, sarà forse perché non lo hai usato contro qualcuno, o devi ancora svilupparlo del tutto, oppure non sei ancora abbastanza malvagia, non ne ho idea. Qualsiasi sia la risposta temo che la scoprirai a breve.
Io ero uscito da Hogwarts da qualche anno, quindi pensavo che fossi ancora troppo giovane per questo avvenimento, mi sbagliavo decisamente.
Ne sarà sicuramente felice Tom, vorrà sicuramente anticipare la conquista del mondo magico ora"
"No, ti prego. Aspetta a dirglielo" sentenziali subito sentendo le sue parole
"Tranquilla figlia, non sai ancora controllarlo non servi a niente solo con la forza" disse lui subito dopo ridendo "e soprattutto tu non servirai mai lui, sei troppo forte per sottostare a qualcuno"
"Questo lo so bene, motivo per il quale non diventerò mai una mangiamorte. Fonderò la mia setta di sudditi" un sorriso malefico si fece spazio sul mio volto all'idea
"Bene, sei una degna erede. Se solo lasciassi perdere le distrazioni come Mattheo saresti ancora meglio" mi guardò serio
"Come fai a saperlo?" Chiesi confusa
"È semplicemente palese" rispose secco
"Comunque non sarà più una distrazione, puoi starne certo" abbassai distrattamente lo sguardo al pensiero di Mattheo
"Lo spero" disse infine per poi scomparire
"Ciao padre" parlai da sola ormai abituata al suo modo di fare, feci la stessa cosa e mi ritrovai finalmente al caldo della mia camera.

Crazy - Mattheo RiddleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora