Capitolo 47

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**Nel capitolo sono presenti contenuti sessualmente espliciti, non si intende offendere o ledere la sensibilità di nessuno, dal prossimo capitolo torneremo alla solita narrazione**

Althea

Una pioggia insistente ci ha obbligati a fermarci nella prima locanda disponibile, un luogo angusto, tetro e decisamente vuoto.

Fortunatamente la signora all'ingresso, che ci accoglie, nel vero senso della parola, è l'esatto opposto di questo luogo.

Avrà poco più di cinquant'anni, i capelli argentei segnati dal tempo e legati in una treccia lunga fino alla metà della schiena. Si posiziona gli occhiali sul naso e ci sorride, nonostante le stiamo bagnando tutto l'ingresso.

<<Tesori cosa vi porta da queste parti?...Mando subito Jenna a preparare delle tazze di tè.>> Caleb ci guarda come per dire che il motivo del nostro viaggio è pressoché ovvio, considerando anche le divise, fradice, che indossiamo.

<<Stiamo intraprendendo un viaggio di esplorazione.- nessuno dei miei compagni osa dire nulla o contraddirmi anche solo con lo sguardo -Questa parte di terre non è mappata in maniera scrupolosa ed aggiornata...purtroppo non possiamo continuare il nostro lavoro, considerando tutta l'acqua che sta venendo giù.>> rifilo una gomitata nelle costole a Caleb, che annuisce e si toglie quell'espressione di dubbio dal viso.

<<Wow, finalmente hanno letto le mie lettere...sono così contenta che qualcuno sia venuto finalmente a mettere al proprio posto quelle carte.>> sorrido alla donna di fronte a me.

<<Eh sì...le richieste di voi cittadini non passano inosservate agli occhi di sua maestà, solo che ci vuole un po'...- lei annuisce, immediatamente, gli occhi scuri contornati da spessi occhiali in ferro. -Scusi se le posso sembrare scortese, ma quante camere ha? Avremmo davvero bisogno di riposare.>>

<<Certo cari ragazzi, allora, ho quattro stanze libere.>>

<<Okay, le prendiamo tutte se non è un problema.>> prima ancora che possa finire la frase mi ritrovo le quattro chiavi in mano, e le distribuisco.

Caleb ed io siamo nella stanza numero uno, Li ed Alec nella numero due, Kane, Dan e Tolin nella numero tre ed infine Clark e Shahd, nell'ultima stanza infondo al corridoio.


<<Althea...se continui così, avrò un problemino da gestire in mezzo alle gambe.>> sorrido.

<<Potrei aiutarti a gestirlo, no?>> lui schiude le labbra, mentre i nostri sguardi si incontrano, il suo incredulo, il mio ammaliatore.

<<Non credo di aver capito.>> sono mezza nuda, con la pelle ancora umida dal bagno fatto poco fa. Gli passo una mano sul viso rasato e mi avvicino ancora, a qualche millimetro dalle sue labbra.

<<Ti ricordi il nostro primo bacio?>> gli chiedo.

<<Quale dei due, perché al primo mi sono beccato uno schiaffo stampato sulla guancia.>> mi mordo il labbro inferiore e sospiro appena.

L'eccitazione mi fa tremare le mani, mentre il cuore pompa sangue a perdifiato.

<<Esattamente quello, sai cos'hai fatto?>>gli chiedo, un sussurro che solo noi possiamo sentire.

<<Ti ho baciata velocemente?>> scuoto il capo sfiorando il suo naso con il mio.

<<No...mi hai baciata come se non volessi, come se dovessi toglierti il pensiero, e soprattutto non mi hai fatta scegliere.>>

<<Cosa devo fare Althea?>>

<<Ti posso baciare Caleb Osav?>>

<<E me lo chiedi, Althea Shawten.>> le nostre labbra compiono quel piccolo spostamento e si ritrovano unite, in una danza leggera, delicata e dolce che oramai conoscono alla perfezione.

La guardia del re - 2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora