Evanescence: (v.) the act or state of vanishing away; disappearance; as, the evanescence of vapor, of a dream, of earthly plans or hopes.
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Lilith.
Mercoledì 23 ottobre, erano appena le undici del mattino.
L'aria era fredda, segno che le temperature erano calate drasticamente durante la notte.
Quel mattino accompagnai Vera a scuola, e mi pentii di non aver scelto un abbigliamento più adeguato. Il cappotto che indossavo, elegante ma sottile, non bastava a proteggermi dal gelo pungente che mi faceva rabbrividire a ogni passo.
Mi recai all'appartamento Wright-Allan subito dopo.
La stanza di Blair era perfettamente ordinata, merito del recente intervento di Lauren, che aveva preferito aiutare la minore a mettere in ordine anziché affrontare il caos della propria camera.
Le due ragazze, prese dal loro abituale spettegolare su qualcuno, se ne stavano comodamente sedute sul letto della mora, immerse in una conversazione che ogni tanto veniva interrotta da risate complici.
«Ma ne sei sicura?»
«Sì, Lauren, ne sono certa».
«Vi dispiacerebbe coinvolgermi nel vostro gossip mattutino?» lamentai, dopo aver speso circa dieci minuti a cercare di sistemarmi i capelli in uno chignon che non crollasse cinque secondi dopo.
«A te non piace il gossip» fece notare Lauren.
«Neanche a te».
«A me sì» scrollò le spalle Blair, tirando fino alle ginocchia un paio di calzettoni morbidi. «Quindi, spiego di nuovo. Stavo parlando di Cameron, il tipo con il quale si sente Nick».
«Ha fatto qualcosa di male?» domandai. «Se ha ferito Nick in qualche modo, vado in Cornovaglia a staccargli le palle oggi stesso».
«Amo quando minacci di castrare gli uomini, è così divertente. Hai mai minacciato di rendere sterile anche Julian?» ridacchiò Lauren. «Ma pensi sempre male, povero Cameron».
«Non ha fatto niente, ho solo dato un'occhiata al profilo instagram della sua band. Pare che siano stati contattati da una casa discografica qui a Londra, una cosa del genere» spiegò Blair, afferrando il suo cellulare per mostrarmi ciò di cui parlava. «Non male per una band locale del Newquay».
«Che merda» sussurrai.
«Sì, decisamente» convenne con me. «Il mondo della musica è un po' come quello della moda o del cinema: brillante e perfetto all'esterno, marcio e tossico all'interno».
«Somiglia più a una descrizione sintetica della famiglia Foster» borbottò la bionda.
«Vi prego, l'ultima persona di cui voglio parlare è Max» sbuffai. «Lo stesso vale per suo fratello e per i loro genitori, non voglio sentire niente».
Le due colsero al volo il messaggio e per il resto del tempo evitarono di menzionarlo. La conversazione si spostò su Nick e su come si stesse palesemente invaghendo di Cameron.
«La cosa positiva è che se la band accetta il contratto, Cam sarà più vicino a Nick. So che siamo in una situazione scomoda, ma non dover pensare alla distanza è un punto a favore» ragionò la minore.
«O darà ulteriori preoccupazioni a Nick, dipende dai punti di vista» scrollò le spalle l'altra. «Non lo sa ancora?»
«Ovviamente no, qui l'unica persona social sono io».
«Perché ami i gossip delle celebrità, Blair» ridacchiai. «Mai pensato di unirti ai paparazzi? Sai anche fotografare».
«Bleah» mi riservò un'espressione disgustata. «Io questi scandali voglio solo leggerli e commentarli nella mia cerchia, non crearli».
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𝑴𝑰𝒁𝑷𝑨𝑯
Romance𝐌𝐈𝐙𝐏𝐀𝐇: (𝐧.) 𝐭𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐞𝐩 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥 𝐛𝐨𝐧𝐝 𝐛𝐞𝐭𝐰𝐞𝐞𝐧 𝐩𝐞𝐨𝐩𝐥𝐞, 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐥𝐲 𝐭𝐡𝐨𝐬𝐞 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞𝐝 𝐛𝐲 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐨𝐫 𝐝𝐞𝐚𝐭𝐡. Julian Madd, 26 anni, è un detective determinato, sicuro di sé e d...
