Absquatulate: (v.) to leave without saying goodbye.
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Lilith.
«Senti un po', Eddy» pronunciai, accavallando le gambe e dondolando quella penzolante avanti e indietro. «Hai intenzione di fissarmi ancora per molto?»
«Avrei dovuto farti fuori quando ne avevo la possibilità».
«Interessante» sospirai. «Hai una lima per le unghie? Credo mi siano cresciute troppo».
«Siamo nella merda fino al collo e tu pensi alle tue fottute unghie?» mi guardò incredulo, sporgendosi appena e posando i gomiti sulle cosce.
«Aspettare Max mi sta facendo venire il latte alle ginocchia, devo pur intrattenermi in qualche modo. Allora, ce l'hai questa lima o no?»
«Stupida puttanella» insultò. «Lo sapevi, non è così?»
«Sapere cosa?»
«Che sarebbe accaduto tutto questo».
Un sorriso tranquillo affiorò sulle mie labbra mentre lo osservavo grattarsi con nervosismo la base del collo.
«Certo che lo sapevo, Edward. È merito mio, ho fatto in modo che accadesse».
La mia risposta lo destabilizzò a tal punto che fu costretto ad alzarsi per recuperare il pacchetto di sigari di Max, lasciato sul tavolino del salotto. Io, ancora seduta sulla poltrona proprio di fronte all'uomo calvo, continuai a sorridere come se avessi già vinto la battaglia.
Una battaglia che sapevo si sarebbe conclusa in modo a dir poco patetico per me, ma per i ragazzi... per loro sarebbe andata diversamente.
Scelse saggiamente di non replicare alla mia affermazione, forse perché, semplicemente, non sapeva che diavolo dire.
La finta pace portata da quel silenzio durò poco: la porta d'ingresso dell'appartamento, incastrato tra Stanford Street e Southwark Street, si aprì di colpo, rivelando Max e uno dei pochi uomini che aveva deciso di portarsi dietro.
«Lasciaci soli» ordinò a Eddy senza neppure rivolgergli la parola. «Restate nei dintorni».
Quell'appartamento era proprio di Edward, e quasi mi venne da ridere nel vedere il padrone di casa farsi cacciare da Maxwell Foster. Ma da bravo cagnolino eseguì, col capo chino e un sigaro ancora spento tra le labbra.
Rimasti soli, Maxwell prese posto sul divano dove poco prima sedeva il suo collega, e mi fissò per qualche manciata di secondi.
«Tutte le telecamere dell'abitazione erano spente e i filmati vecchi sono stati già prelevati. Il tuo detective si è mosso in fretta, anche i fascicoli sono spariti» comunicò. «Credo che i filmati delle telecamere siano stati presi in un secondo momento, però».
«Capisco...»
«Mi domando come abbia fatto a procurarsi un mandato di perquisizione in così poco tempo, nel giro di nemmeno ventiquattro ore».
«Divertente» ridacchiai. «Prende il suo lavoro seriamente, ma è quel tipo di persona disposto a mandare all'aria anni di carriera per il suo senso di giustizia. Comunque vada, l'importante è che abbia preso i fascicoli. Lì c'è tutto, a differenza delle telecamere. Sono certa che tu abbia eliminato la maggior parte dei file nel corso degli anni».
Mi guardava male, ma non con l'intenzione di litigare o sgridarmi. Sembrava più rassegnato, deluso dalla consapevolezza che lo avevo tradito.
Un po' se lo aspettava, forse, ma non fino a quel punto. Non credeva davvero che sarei arrivata fino in fondo. Non pensava che sarei stata capace di orchestrare tutto con tanta precisione.
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𝑴𝑰𝒁𝑷𝑨𝑯
Romantik𝐌𝐈𝐙𝐏𝐀𝐇: (𝐧.) 𝐭𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐞𝐩 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥 𝐛𝐨𝐧𝐝 𝐛𝐞𝐭𝐰𝐞𝐞𝐧 𝐩𝐞𝐨𝐩𝐥𝐞, 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐥𝐲 𝐭𝐡𝐨𝐬𝐞 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞𝐝 𝐛𝐲 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐨𝐫 𝐝𝐞𝐚𝐭𝐡. Julian Madd, 26 anni, è un detective determinato, sicuro di sé e d...
