FASCICOLO 3: NICOLAS CARTER.

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⚠️ AVVERTENZE⚠️

Come anticipato, queste parti della storia saranno più lunghe per ovvi motivi. Il seguente fascicolo — come tutti gli altri — è diviso in diverse parti, ciascuna corrisponde a una data precisa.

A causa delle norme di Wattpad, ho preferito non inserire l'età dei personaggi nei passaggi più violenti, ma ho lasciato la data di nascita, in modo da poter risalire all'età. Se non amate fare i conti e la matematica, chiedo umilmente perdono, so che è una scocciatura.

Si prega di prendere visione dei TW di ogni fascicolo, in quanto tutti diversi tra loro.

🔺TW: Il seguente fascicolo contiene scene di violenza fisica e psicologica su minori, omofobia, linguaggio scurrile, tentato suicidio, sono presenti scene con sangue.🔺
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"Neptune is slowly moving away from the solar system

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"Neptune is slowly moving away from the solar system."

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Data di nascita: 3 dicembre 1998
Madre: Tiffany Wesley.
Padre: James Carter.
Sorella: Nelia Carter (2012).

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Nicolas era sempre stato un bambino carismatico, sempre allegro e iperattivo. Non si fermava un momento, trovando sempre qualcosa da fare pur di rendersi utile e combattere la noia.

Un ribelle con i fiocchi, aveva sempre avuto pessimi voti a scuola e odiava la monotonia, che a suo parere annullava la personalità delle persone.

Tutti trovavano Nick un ragazzino divertente; ridevano per qualsiasi cosa dicesse o facesse e, qualche volta, lo prendevano in giro per la storia dell'anagrafe che, alla nascita, aveva sbagliato il suo nome dimenticando di inserire l'H tra la C e la O.

A lui faceva piacere avere tutte quelle attenzioni e non si era mai offeso sul serio; dopotutto, non gli veniva detto con cattiveria. Al contrario, tutti gli volevano bene.

Alle scuole elementari aveva un sacco di amici, e in quel periodo frequentava una piccola scuola calcio. Lo sport gli piaceva, anche se tirare un pallone avanti e indietro non era tra le sue attività preferite.

Preferiva dedicarsi a discipline fisiche che coinvolgessero tutto il suo corpo, ma il legame che aveva instaurato con quei ragazzini lo spingeva a continuare a giocare.

Aveva solo undici anni e mezzo quando vide in TV il primo incontro di boxe, e ne rimase affascinato. Sua madre si chiedeva spesso che cosa ci trovasse di così interessante, perché per lei era solo uno sport violento in cui uomini sudati si prendevano a pugni.

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