FASCICOLO 4: LAUREN WRIGHT.

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⚠️ AVVERTENZE⚠️

Come anticipato, queste parti della storia saranno più lunghe per ovvi motivi. Il seguente fascicolo — come tutti gli altri — è diviso in diverse parti, ciascuna corrisponde a una data precisa.

A causa delle norme di Wattpad, ho preferito non inserire l'età dei personaggi nei passaggi più violenti, ma ho lasciato la data di nascita, in modo da poter risalire all'età. Se non amate fare i conti e la matematica, chiedo umilmente perdono, so che è una scocciatura.

Si prega di prendere visione dei TW di ogni fascicolo, in quanto tutti diversi tra loro.

🔺TW: Il seguente fascicolo contiene scene di violenza fisica e psicologica su minori, omofobia, bullismo, cyberbullismo, disturbi del comportamento alimentare, alcolismo. 🔺

"Venus planet of love was destroyed by global warming

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"Venus planet of love was destroyed by global warming."

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Data di nascita: 11 gennaio 1997
Madre: Amanda Wilson.
Padre: Elliot Wright (†).

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Se la dolcezza fosse stata una persona in carne e ossa, si sarebbe chiamata Lauren Wright. Lo dicevano tutti, adulti e bambini. Con i suoi capelli biondi e gli occhi azzurrissimi, Lauren era la bambina più dolce, gentile e amorevole che si potesse incontrare.

Forse aveva ereditato quel carattere da suo padre, Elliot Wright, e forse era stata proprio la sua perdita a spegnere parte della luce che le illuminava lo sguardo profondo.

O magari erano stati tutti quegli anni di prese in giro a costringerla lentamente a spegnere tutti gli interruttori e a rintanarsi nell'oscurità, divorata dall'odio che nutriva verso sé stessa.

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22 GIUGNO 2007.

«Papà?»

«Sì, piccola?»

«La mamma è ancora arrabbiata con me».

Elliot mise giù il cacciavite per guardare sua figlia, seduta sullo sgabello che tenevano in garage.

Erano lì dentro da almeno mezz'ora, e l'uomo stava cercando di sistemare il suo vecchio skateboard, perché Lauren aveva insistito per voler imparare a usarlo.

«Se l'è presa proprio tanto questa volta, eh?» sospirò. «Ma tu non preoccuparti, le passerà. Quando torna a casa ci parlo io, d'accordo?»

«Devo chiedere scusa?» chiese la bambina con tono innocente.

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