Dopo la tragica morte dei loro genitori, Lillian e suo fratello minore ,Laurie, sono costretti a separarsi e vengono mandati in due college diversi per volere del nonno, un'egocentrico ricco e amante del classicismo(in special modo del greco e del l...
" ."Come ti sei fatta questa ferita? Ha proprio l'aria di essere un bel po' profonda." Onice mi stava medicando con dell'alcool che Edward aveva recuperato in infermieria, ma il dolore non riusciva a far passare la sensazione di stordimento che mi invadeva.
"North mi ha colpita," le dissi, con voce strozzata. Avevo ancora gli occhi gonfi e rossi, anche se non avevo pianto. Mi faceva male la gola. Il mio cervello ripeteva in loop tutto ciò che era successo in quei pochi minuti e ancora non riuscivo a capacitarmene. Ogni volta che ripensavo a quello che era successo, la domanda che mi attanagliava era sempre la stessa: perché?
Più accadevano cose del genere, più sentivo il bisogno di trovare una risposta. Più cercavo spiegazioni, più si moltiplicavano i dubbi. Ma quella sera, nonostante tutto, mi costruii una corazza, decisi di stare in silenzio, e rimasi con loro quasi fino alla fine, seduta nel buio, dietro le quinte del teatro, osservando il loro lavoro. Cercai di non pensare a nulla, almeno fino a quando non ci chiamarono per darci una mano con la scenografia, per appendere il ragno nell'atrio.
Jhoon venne da noi, dicendo di prendere anche colla e scotch, quindi io e Amaria ci avviammo a cercarli dietro le quinte.
Fui io a trovarli, entrambi gli attrezzi, e mi avvicinai a lei nel bel mezzo del palco. Mi incamminai lentamente, sorridente, con la sensazione che quella lunga giornata stesse finalmente giungendo al termine, ma poi qualcosa mi bloccò. Sentii un cigolio metallico sopra di me, stridente e minaccioso. Alzai lo sguardo, e il mio cuore balzò in gola: il pesante lampadario in cristallo stava oscillando pericolosamente avanti e indietro, come la coda di un gatto annoiato. Ogni movimento sembrava aumentare la tensione nell'aria, i fasci di luce si spostavano e brillavano con una potenza accecante, riflettendo sulle decorazioni dorate, creando un'illusione quasi ipnotica.
Il mio cervello, frastornato, reagì d'istinto: "Amaria, per l'amor del cielo! Il lampadario sta per cadere, spostati!"
Credo che i milioni di cristalli scintillanti l'abbiano stordita, ma lei non si mosse subito. Non riusciva a capire, non riusciva a prendere una decisione. Cercava di spostarsi di lato, ma finiva per avvicinarsi ancora di più al centro. "NO, MARIA!" strillai, avanzando, ma non avevo il tempo di fare altro. Il lampadario, pesante com'era, cadde con una violenza inaspettata, occupando tutto lo spazio intorno a noi. Io volai dall'altra parte del palco, colpendo la testa contro il pavimento di legno, facendomi scivolare contro la superficie inclinata. La pioggia di gemme, verdi e bianche come gocce di veleno, si abbatté su di me, costringendomi a proteggere il viso sotto le braccia per evitare di essere graffiata.
Il caos fu totale. In un attimo, tutti, scenografi e non, accorsero per cercare di capire cosa fosse successo. Il mio corpo era stordito, ma riuscivo a sentire qualcuno sdraiarsi accanto a me e stringermi al petto. Sentivo il calore di quella persona sopra di me, la sua presenza rassicurante, anche se non riuscivo a vedere bene. La trave del soffitto stava per staccarsi, ma Jhoon Lin, il nostro referente di teatro, mi stava proteggendo da quella pioggia di detriti.
Fortunatamente, la trave andò a schiacciare ulteriormente il lampadario, ma nuove gemme volarono in tutte le direzioni, taglienti come lame. "Dannazione, merda," bisbigliò Jhoon, mentre cercava di tenermi stretta a sé, proteggendomi dal resto del crollo. Il suo corpo si muoveva sopra di me, cercando di spingermi a rimanere china su me stessa per non farmi colpire. Sapevo che non stava pensando solo alla mia sicurezza, ma in quel momento, il contatto con lui era un rifugio, quasi un sollievo.
Quando finalmente il caos si placò e la polvere si abbassò, Jhoon si alzò di scatto, le braccia insanguinate, e urlò a tutti: "VIA, ANDATEVENE, VIA TUTTI. È IL REFERENTE DI TEATRO CHE VE LO COMANDA!" Ma io non mi mossi.
"Ti aiuto a cercare Amaria, è rimasta seppellita. Non me ne vado!" dissi, rifiutandomi di lasciare la scena senza di lei. Jhoon non disse nulla, ma non mi costrinse a andarmene. Iniziammo a scavare tra le pietre e le gemme, e alla fine la trovammo, con il torace fuori dalla circonferenza di ferro del lampadario. Le gambe erano intrappolate, ma stavamo riuscendo a liberarla.
Dopo, non so quanta fatica ci volesse, né quante volte le mie mani si graffiarono, ma finalmente riuscimmo a tirarla fuori. "Amy, ma sei viva?" chiesi, sollevando la testa della ragazza, mentre lei piangeva a pugni stretti.
"Ma secondo te?" rispose Jhoon, rimproverandomi con gli occhi. L'idea che qualcuno morisse sotto la sua supervisione doveva essere un pensiero insopportabile.
"Sicuramente si è rotta qualcosa però," aggiunse, con tono più morbido.
"Va bene, Maria," disse poi, prendendomi per le spalle con una fermezza che non mi aspettavo. "So che mi odierai, ma devo sollevarti e portarti via da qui." Disse, rivolto ad Amaria. Rimosse dalle sue mani le gemme più taglienti, quelle che si erano impigliate nei suoi capelli e la sollevò.
Stranamente lei non reagì così come mi ero aspettata che regisse. Mi accorsi solo poco dopo che era svenuta.
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Quella che segue sarà una parte molto speciale! Questi capitoli sono durati un po' troppo a lungo ma ogni cosa ha un suo perché. Devo confessarvi che la storia dei " carismatici" non è certo in fieri( deriva dal latino fio, che ha tre significati: essere fatto, diventare, accadere. In questo caso l'ho inteso come qualcosa che deve ancora raggiungere una sua realizzazione) infatti i carismatici è un libro che ho scritto a 16 anni e che è completato e concluso, non ci sono più sorprese per me. Lo sto solo ritrascrivendo. Certo ci sto facendo sù anche molte modifiche di trama che non mi aspettavo ma per il resto il libro è già concluso e spero di riuscire a concluderlo anche qua, anche se mancano ancora un'infinità di capitoli. Non avete idee di come divengano macabre le cose poi....