Riuscì a tornare indietro e giungere in segreteria,anche se ormai era troppo tardi e non c'era nessuno. Non ricordo come; credo che il numero da digitare mi fosse stato scritto e lasciato sul bancone da una delle segretarie per gentilezza, ma fatto sta che, grazie al cielo, ebbi modo di richiamare mio fratello anche se ero arrivata in ritardo.
" Ti sto aspettando da un'ora stupida,ma dov'eri?"
Si,era proprio lui. E mi era mancato molto. Mi ero ripromessa di non parlargli più e fare l'offesa per punirlo del fatto che mi aveva ignorata per tutto il mese ma in quel momento mi dimenticai di essere offesa a morte.
"Ciao Laurie" Dissi, più affettuosamente di quanto avessi voluto in realtà."sono lieta di sapere che sei ancora in vita." Continuai.
"Ah già. Non ci siamo sentiti molto ultimamente,eh? La colpa non è mia ma di Sebastiano. Non hai idea di ciò che mi fa fare, mi segue come una talpa."
" E come mai?" Chiesi io un po' incredula. Di me sembrava si fosse completamente dimenticato
" Ma che ne so io, penso che abbia programmato la mia vita per i prossimi 7 anni ,non posso neanche avere una ragazza prima dei 15, pensa un po'.
Comunque non sto male, faccio scherma, cavallo, Ogni settimana c'è canottaggio e devo dire che il latino non mi dispiace.
Tu al Malincoly come te la passi invece? Oggi ci hanno presentato un po' i collegi dove poter andare una volta finita la Vivienne e c'era anche la tua scuola. Sembra un gran bel posto. Non è così?"
E ora come glielo spiegavo? Non era là da neanche due mesi, Ottobre sarebbe finito di lì a pochi giorni e io avevo già mezza scuola che mi odiava e una classe di prestigiosi studenti che volevano far fuori me e i miei due unici amici, con tutte le probabilità.
" Va tutto bene." Dissi invece.
Poi non so il perché ma in quel momento, seguiti dei secondi di silenzio imbarazzanti, mi misi a piangere. In realtà non ero triste e non era neanche un pianto di gioia per aver finalmente risentito una voce a me cara.
Ero semplicemente stressata e non me lo seppi giustificare.
" Li ma stai bene? " Mi chiese lui.
Laurie era particolarmente freddo e anche un po' schizzinoso,perciò mi dispiacque metterlo a disagio in quel modo.
" Ascoltami.." cominciò a dire,con voce confusa " mi dispiace davvero, so di aver fatto male a non insistere con Sebastiano ma,insomma, se io ho così tante cose da fare non Immaginavo neppure come potevi essere messa te! Dì un po', ma ti sei fatta degli amici?"
Io non risposi. Sapevo che Laurie aveva ragione e sapevo anche che la colpa non era sua, non ero arrabbiata con lui infatti, ero solamente gelosa.
Mio fratello si trovava bene, anche senza di me, e non aveva sentito il bisogno reprimente di chiamarmi o sentirmi.
Continuai a fargli credere di essere in collera solo per puro capriccio e chissà, magari inconsciamente speravo che in questo modo lo avrei turbato la metà di quanto lo ero io da un bel po' di tempo.
Diciamo che la situazione era tale da non consentirmi di ragionare a modo sui miei sentimenti. A distanza di anni posso dire che non mi sognerei mai di far soffrire mio fratello di proposito ma allora ero in una fase di passaggio un po' particolare, io stessa non mi comprendevo bene .
"Lillian, so che sei arrabbiata e ti capisco ma non ci posso fare niente. " Continuò a dirmi Laurie.
"Se ti può consolare a Natale ci rivedremo. Il nonno ci manda a casa entrambi e ci rivedremo Liana, e mi potrai raccontare tutto ciò che vuoi. Te lo prometto."
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Tornai al mio dormitorio tardi quella sera perché stetti a parlare con Laurie per un'altra buona mezz'ora.
In realtà non ci dicemmo nulla in particolare, lui non mi raccontò più niente sulla Vivienne e, di conseguenza, nemmeno io dissi più niente che riguardasse il Melanconly. Ne fui abbastanza soddisfatta perché cominciavo a chiedermi come avrei fatto a mentirgli o a tenergli nascosto quel che era successo nel caso si fosse messo a fare domande.
Tutto sommato parlammo del futuro a grandi linee e poi ci salutammo. Tornai nell'atrio con molta calma. Ormai se n'erano andati tutti.
Mi tolsi le mary janes perché facevano troppo rumore, il tacco rimbombava nell'atrio vuoto, illuminato solo dalle luce della luna mezza piena e Dalle poche candele che non si erano sncora sciolte del tutto. Il silenzio quasi faceva rumore.
Indossavo un cardigan scuro e una gonna a ruota grigia, i calzini di lana bianca sopra le calze velate nere. Mi specchiai a una delle finestre per osservare meglio il mio nuovo taglio di capelli. Avevo un'aria strana, sembravo più scura, e negli occhi mi si era accesa una strana luce maligna,"probabilmente sei solo un po' arrabbiata" mi ripetei tranquilla, volevo crederci a tutti i costi.
Ero molto concentrata sui miei pensieri e sul mio riflesso,quindi non mi accorsi che qualcuno mi stava proprio alle spalle.
La sua presenza turbò comunque i miei sensi perché lo intravidi,con la coda dell'occhio, accanto al mio riflesso sulla finestra e mi girai di scatto con un sussulto.
Il qualcuno mi afferrò per i gomiti prima che potessi cadere in avanti.
" Julian?" Dissi a mo' di domanda, incredula. Stavo infatti più interrogando me stessa che lui, lo vedevo in penombra, le candele avevano ormai una luce troppo fioca per illuminare a fondo l'intero atrio.
" Ma che cercavi di fare, eh? Volevi vedere se per caso riuscivi a incastrare senza prove qualcun'altro?"
No, io volevo semplicemente morire a dir poco. Mi era ritrovata nel luogo sbagliato al momento sbagliato, come mi sarei giustificata con lui,ora? Eravamo soli e io avevo la netta sensazione che lui avesse intuito che i suoi discorsi con North e Jhoon erano stati origliati, altrimenti non si sarebbe trovato là in piena notte.
Dovevo riuscire a deviarlo. Oppure scappare. Una delle due cose.
" Ma no"risposi debolmente " ero in segreteria fino ad ora, parlavo con mio...con una persona."
" Con chi?" Chiese lui stringendomi i gomiti. Mi stava facendo male e ne era consapevole.
Io non risposi, lo fissai e basta;Probabilmente lui la prese come una sfida da parte mia ma in realtà non sapevo sinceramente che cosa dire.
" Cosa ci fai tu qui? I dormitori della Classe A si trovano da tutt'altra parte. Che sei venuto a fare?"
Lui mi lascio andare,con mio gran sollievo
" Per andare nel mio dormitorio devo passare per di qua, Lillian. Oserei dire che lo sapevi,visto che quella sera mi hai visto rientrare proprio qui dentro. Oppure credevi fossi tanto scemo da essere entrato dentro scuola, passando proprio sotto il tuo dormitorio e facendomi beccare da una ficcanaso come te anche se non era strettamente necessario?"
Il suo discorso effettivamente non faceva una piega. Ma perché diamine avrebbe rischiato così tanto ,quella sera,se non fosse stato che non poteva passare da nessun'altra parte?
Io scossi la testa, confusa
" Non è quello che intendevo dire. Perché sei qui a quest'ora, sai che io ci dormo, che cosa cerchi?"
" Te"
Sentì quella comune sensazione di panico improvviso, di quando speri con tutto il cuore che una cosa non accada ma poi, inevitabilmente, accade lo stesso. Sentivo infatti una gran oppressione al petto, le membra andarmi a fuoco e non sapevo in che direzione guardare. Julian continuò a parlare nel frattempo:
" Sei qua,tutta sola, senza i tuoi due amici. Ho pensato che io e te non siamo proprio partiti con il piede giusto,o mi sbaglio?
Che ne dici se ti faccio un po' di compagnia per stanotte?"
Cercava di prendermi in giro, di spaventarmi. Era chiaro.
Però Non ebbi il tempo di rispondere che lui mi bloccò al muro, appiggiando le mani alle estremità della mia testa, i suoi polsi mi toccavano le tempie. Era più alto di me di almeno sei cm.
Assunse un'espressione difficile da decifrare. Non seppi mai che cosa stava per o voleva fare perché dopo un momento di paralisi iniziale gli passai
decisa sotto al braccio teso e corsi su per la rampa di scale oscure raggiungendo la mia camera con il fiatone e chiudendo perfettamente la porta. A Chiave. La bloccai pure con la mia scrivania semicircolare e tappai a modo le finestre. Con il fiatone e il cuore che batteva a mille stetti a fissare la porta e le finestre, attenendo che o lui o qualcun'altro della classe A tentasse di irrompere. Ovviamente non successe nulla ,così poi crollai sul tappeto, e mi addormentai in balia di un sonno angoscioso e spettrale.
L'indomani mattina, quando mi alzai ,piovigginava leggermente e la zona bassa del Castello era ricoperta da una folta coltre di nebbia. Mi guardai allo specchio per una buona ventina di minuti.
Ero ancora lì,ero ancora viva.
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I Carismatici
Misteri / ThrillerDopo la tragica morte dei loro genitori, Lillian e suo fratello minore ,Laurie, sono costretti a separarsi e vengono mandati in due college diversi per volere del nonno, un'egocentrico ricco e amante del classicismo(in special modo del greco e del l...
