L'indomani,turbata per ciò che era accaduto il giorno precendente,decisi di fare una passeggiata per schiarirmi le idee e pensare.
Mi infilai il cappotto lungo, con i bottoni dorati,raccolsi alcune ciocche di capelli con una pinza mezza rotta che avevo trovato e che mi lasciava cadere alcune ciocche sugli occhi.
Fuori faceva freddo ma era un freddo mascherato, non c'era un filo di vento, tutto sembrava immobile ma il gelo era schiacciante.
"Bah, speriamo non piova " dissi tra me e me incamminandomi nella brina verso il bosco che circondava il Malincoly.
Che il giorno prima avesse diluviato era facile da capire; gli alberi presentavano dei tronchi neri dall'acqua che avevano assorbito e le foglie gialle e arancioni e rosse sembravano essere state passate in lavatrice e strizzate. Nel complesso mi sentivo dentro ad una cartolina.
Presi a calciare la terra e le foglie con foga,e pensare.
"Cosa farebbe Laurie se fosse qua?" Mi chiesi.
A discapito degli avvenimenti del giorno precendente che mi avevano turbata, non so perché quelle giornate stessero diventando così pesanti, eppure non facevo nulla di realmente concreto.
I primi giorni che mi ritrovai al Malincoly avevo per l'appunto girovagato come una depressa in mezzo alla nebbia, alla pioggia e alle foglie bagnate, cercando di tenere il mio corpo e la mia mente occupati.
Avevo dipinto tutti i luoghi e le praterie intorno al college, il bosco che lo circondava e la piccola cascata sul lato est, a qualche km di distanza dalla torre dove praticamente abitavo io.
A dire il vero alla cascata ci ero arrivata per puro caso, passando attraverso il vialetto. O almeno così lo avevo chiamato.
Non avevo molta voglia di fare o di pensare in quei giorni,ero rimasta sola e priva di energie.
Ogni cosa mi seccava in quel periodo, sentivo una stizza smisurata ed ingiustificata dentro che si rifletteva su tutto ciò che facevo durante la giornata.
Se qualcuno mi guardava mi saliva il fastidio perché lo stava facendo e se invece non mi guardava nessuno ero ugualmente infastidita perché mi sentivo ignorata, il che era anche abbastanza buffo, perché io effettivamente ero ingnorata, e non solo da professori e alunni ma anche dalla mia stessa famiglia.
Sorvolando i miei genitori deceduti, (considerando che non avrebbero chiamato neanche da vivi per sapere come stavo e neanche se avessero scoperto che era possibile telefonare dall'oltretomba), e mio nonno, di cui mi importava poco o nulla, mio fratello non mi aveva mai chiamata. Non una lettera,non un semplice squillo dalla segreteria della scuola e non rispondeva neanche alle mie lettere.
A volte mi pareva di scorgerlo, quando le domeniche mattina camminavo nel vialetto in mezzo alla nebbia: alto per i suoi 12 anni e ossuto come me, pallido come un cadavere, con le occhiaie e i grandi occhi vitrei e grigi, i capelli castano ramato e quel suo profilo spigoloso dal mento appuntito e il sorriso infantile, largo ma anche tagliente.
Io ero più simile alla mamma,ero infatti olivastra e dagli occhi neri,i ricci lunghi e scuri, il naso lungo e leggermente largo verso le narici , il mento un po' debole e troppo vicino al collo.
Avevo però davvero dei bei occhi, non certo come quelli di Laurie, non avevano lo stesso colore onirico ma erano comunque unici e anche i miei capelli lo erano, più scuri e più ricci di quelli di mio fratello.
Laurie mi mancava molto ma cercavo di ignorare il tutto ciò e andare avanti. Non era un brutto posto in fin dei conti, anche se non avevo amici o qualcuno con cui parlare e anche se avevo cominciato a comprendere che in quella scuola c'era qualcosa di strano, qualcosa che non quadrava nel rapporto alunni e insegnanti o semplicemente alunni -alunni, era qualcosa che andava ben oltre alle semplici simpatie ed antipatie. Lo percepivo.
Oltretutto,e lo avevo capito grazie al test , c'erano degli insegnamenti sottintesi che cercavano di impartire agli studenti e che sfociavano leggermente su ideologie di potere, ricchezza, leadership.
La ragazza di quel giorno non stava scherzando forse,dovevo stare veramente attenta,forse. Ma Cosa sarebbe mai potuto accadere, proprio a me? Sembravo non esistere proprio nell'immaginario collettivo.
Scacciai via quei pensieri.
" Avrò tante cose da raccontare a Laurie " pensai invece,poco convinta.
Il vento soffiò,forte, e stacco le foglie scolorite dagli alberi. A parte il vento gelido che mi congelava le guance ed il naso la scena che mi si presentò davanti quando alzai lo sguardo fu uno spettacolo. Centinaia di foglie dai colori autunnali che erano rimaste sospese a mezz'aria a causa della folata di vento, caddero giù lentamente, rotolando su se stesse come fossero pioggia leggera.
Rimasi là ancora per un po' prima di andare a pranzo.
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I Carismatici
Misteri / ThrillerDopo la tragica morte dei loro genitori, Lillian e suo fratello minore ,Laurie, sono costretti a separarsi e vengono mandati in due college diversi per volere del nonno, un'egocentrico ricco e amante del classicismo(in special modo del greco e del l...
