- LAURIE-

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" E come è fatto questo Julian, se posso?"
Mio fratello, il mio Laurie, un genio.
" Credi che possa avere un parente all'interno della Vivienne?"
" Credo che possa essere un'opzione plausibile. Qua siamo tutti amici di tutti. Mi dici com'è fatto?"
" Abbassa la voce, Laurie" dissi" allora..." Mi fermai un secondo, staccai la cornetta del telefono dall'orecchio e mi guardai attorno." È un ragazzo alto" continuai" è alto,pallido, capelli scuri e leggermente lunghi, anche. Occhi a mandorla, grandi....ti dice nulla?"
" No" rispose lui.
" Laurie, pensa. È importante " insistetti"
" Ma ti dico che non mi viene in mente nulla! Lillian, ascoltami, ma di che cosa stiamo parlando ? Un ragazzo che neanche conosco e che vive a mille miglia non so nemmeno dov'è che ti minaccia di volermi fare del male? Io che tra poco sono protetto pure dall' FBI per volere di Sebastiano,tra poco? Sono le 5:00 del mattino, devi smetterla di chiamarmi a orari improponibili, la gente qua dorme e io non ho una camera a sé stante come la hai tu!
Non protestare, non m'interessa. Tanto oggi ci vediamo,no? Fai una bella doccia per toglierti l'acqua di porto e metti qualcosa sotto ai denti.
A dopo. E se mi chiami prima di essere giunta qua stacco la spina al telefono." Mi disse.
" Fa attenzione Laurie, davvero molta attenzione "
" Massì " mi rispose, e poi buttò giù.
Mi chiedevo se cercasse di fare finta di non essere preoccupato o non gliene importasse veramente nulla. Io comunque rimasi attaccata alla cornetta del telefono per qualche minuto, a fissare il vuoto, immobile.
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" Sei sicura che non vuoi che ti accompagni?"
" No Bryce, davvero"
Mi stavo allacciando le scarpe e volevo andarmene al più presto o avrei rischiato di perdere il treno.
" Va bene. Non fa un po' troppo freddo per uscire con quella maglia? Vuoi una felpa? "
" Sto bene Bryce. Tornerò per l'ora di cena, tu non pensare a me."
In effetti mi ero vestita un po' troppo leggera per uscire quel giorno ma ero riuscita a portarmi dietro solo una buona quantità di gonne e basta, tutta colpa della notte insonne prima della partenza.
" Allora ciao Li, a dopo"
" Stammi bene, Bryce"
E con questo grazie al cielo me ne liberai definitivamente.


La Vivienne era Bella ma non così magnifica come mi ero immaginata fosse. Molto probabilmente avevo sviluppato gusti estetici da megalomane, effetto collaterale del vivere in un college - castello come quello del Malincoly.
La Vivienne aveva un'aria estremamente curata, fin troppo curata, e pulita, anche. Non faticai a capire perché a Sebastiano piacesse tanto.
L'edificio era bianco, il portico pure, le colonne doriche anche.
Il giardino non presentava neanche un'erbaccia, tutto era tagliato secondo il più preciso dei millimetri, persino gli alberi erano organizzati e distribuiti secondo un'ordine preciso.
Nevicava.
Tutto sembrava fatto di ghiaccio, ogni cosa luccicava, splendeva e sembrava fatta di minuscoli diamanti.
In lontananza intravidi un ruscello ghiacciato e dei bambini che tentavano di passarci sopra imprudentemente, cominciai a guardarli sorridendo, pensando a me e Laurie quando eravamo piccoli,quando la segretaria mi venne incontro con Laurie al suo seguito.
Era cresciuto di qualche centimetro, mi arrivava sotto al mento, la pelle trasparente, le guance arrossate e senza un filo di occhiaie, che secondo me gli donavano pure.
Evidentemente lo sport e l'aria pulita dovevano avergli fatto un gran bene perché emanava una luce quasi idilliaca, circondato com'era da questo luogo preciso e bianco e splendente.
" Ciao Lillian" mi disse, contento ma contenuto.
Io non riuscì a rimanere così composta e, noncurante del fatto che avrei potuto metterlo in difficoltà in mezzo alla folla di studenti che uscivano per fare ricreazione, gli corsi incontro e lo abbracciai, spaventando pure la segretaria per la velocità con cui gli piombai addosso
" Mi sei mancato così tanto, come sei bello. Fatti vedere" esclamai
" Mi..stai..soffocando...Si Li, ho capito, ti voglio bene anch'io."
E con ciò mi dette una pacca sulla spalla.
Mi staccai da lui e gli presi il viso tra le mani.
" Ma come sei diventato carino, come va?" Chiesi
" Sto bene. Anche tu stai bene, non mi avevi detto che ti eri tagliata i capelli."
" Ah, è una storia lunga questa. Sono anche molto più lunghi di com'erano inizialmente,sai?" Dissi imbarazzata
Ringraziai la segretaria e mi incamminai in mezzo alla neve con Laurie sottobraccio.
Se fosse stato solo qualche centimetro più alto di me saremmo passati per fidanzati più che per fratello e sorella.
Non ci assomigliavamo per niente.

Per circa una mezz'oretta parlammo del più e del meno e ci raccontammo quel che era successo in tutti i mesi in cui non ci eravamo visti. Programmano anche cosa fare nelle vacanze di Natale ,che sarebbero giunte di lì a poco e dove ci saremmo nuovamente riuniti a casa di Sebastiano.
Nell'ora successiva invece, raccontai lui tutto ciò che era successo con la A e con Luisa. Un po' di cose gliele avevo già raccontate durante le nostre telefonate peridoche ma in quel momento ebbi tutto il tempo a disposizione per parlargli con calma e rispondere a tutte le sue domande, che furono innumerevoli.
Era divento dello stesso colore della neve alla fine della conversazione.
" È proprio un bel casino questo." Disse" Per questo eri così schizzata ieri. Come vorrebbero farvi fuori, quindi?"
" È questo di cui volevo parlarti, Laurie. Prima di venir qua è successa una cosa molto strana. Il lampadario del teatro è caduto sopra me ed Amaria, e non è caduto a caso. È stato fatto apposta perché ci ammazzasse, ma evidentemente qualcosa è andato storto e hanno lievemente ferito solo Amaria, che, come vedi, non è venuta in gita.
Fatto sta che a quanto pare nessuno della A ha effettivamente gettato di sotto il lampadario. C'è qualcun'altro che ci vuole fare fuori e questo qualcuno, con ogni probabilità, ha anche preso il diario di Luisa "
Laurie ci pensò sù un secondo e si fermò in mezzo al parco in cui stavano passeggiando. Poi mi fece cenno di sedermi su una panchina.
" Tu hai idea di chi possa essere ?"mi chiese con le mani sprofondate nelle tasche.
" Si" risposi io, con lo sguardo perso nel vuoto.
" E chi allora, se non qualcuno della A?"

Io sospirai, chiudendo gli occhi.
Poi li riaprí e fu come se le mie labbra si muovessero da sole mentre pronunciavano la seguente affermazione:
" Bryce"

I Carismatici La tua prossima ossessione. Scoprilo ora