- Tradimenti E Giorni Classici -

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" E di che ti preoccupi, Julian? È impossibile che riescano a scappare, quella porta, una volta chiusa, non si apre che dall'esterno. "
" Non è quello a preoccuparmi, infatti." Commentò Julian, pragmatico.
" So che è impossibile che riescano a scappare" concluse
" E allora?"
" Razza di idioti, ma non capite? Avevo chiesto che chiudeste dentro solo Bryce e Amaria, non Lillian, Edward e pure Onice! Il piano era di isolare Lillian facendo espellere i suoi amici.
Senza contare che gli altri due non c'incastrano nulla con tutta questa faccenda."
" Sai com'è, Julian. Erano andati là tutti insieme, cosa potevamo fare? L'opzione era o rinchiuderli tutti o nessuno! Cosa avresti preferito?
Arrabbiati con North se mai, è lui ad aver pianificato male il tutto."
Julian stette in silenzio per un po' .
" Bene allora, ormai è andata. Liberateli solamente alla fine dei giorni classici. Dite a Jhoon di sostituire Amaria con Lavinia, Edward con Harry e Onice con Mér, o Tara. Fa lo stesso. Che si ingegnino e modifichino il copione in questa ultima mezz'ora."
" E che facciamo con Bryce? Lui faceva Einstein nelle guide, con chi lo sostituiamo? "
" È proprio indispensabile metterci Einstein? Non potete farne a meno? Bah, andate da Antoniette e dite pure a lei di arrangiarsi con qualcuno a sua scelta.
North se la caverà perfettamente anche senza Lillian, gli avevo comunque chiesto di escluderla da tutto il più possibile, ecco perché ho incaricato lui di trovare un modo per rinchiuderli in soffitta. Ha giocato male le sue carte ma pazienza, chi avrebbe saputo fare di meglio?
Ho comunque troppe cose a cui pensare per star dietro pure a questo noioso inconveniente."
" Un'inconveniente ordinato da te, Julian. E poi che farai?" Chiese Dan
" Reciteremo con la preside la parte degli amici preoccupati che gli hanno cercati ovunque perché erano scomparsi a mezz'ora dall'inizio dei giorni classici , e che poi li hanno trovati rinchiusi accidentalmente in un luogo dove non dovevano essere. Se non fossimo saliti a salvarli, chissà che cosa avrebbero scoperto,di tutte le cose nascoste lassù! I professori hanno paura di essere scoperti quasi più di noi, non dimenticatevelo. La Aarmand li butterà fuori tutti e 5 nel giro di stasera, tra poco andrò a segnalarle la loro scomparsa." Spiegò Julian, accendendosi una sigaretta.
" E con Lillian come farai,non avevi detto di volerla sempre vicina?"
" Si, infatti.  Troverò un modo per convincere la Aarmand a farla rimanere, magari per punizione sarà costretta a fare lavori  utili per la A. Ora vedrò ma ora andate, abbiamo poco tempo"

Bryce ed Edward erano impalliditi di rabbia e non potevo dar loro torto.
Aspettammo che se ne fossero andati e immediatamente corremmo fuori dal teatro e raggiungemmo la porta della soffitta, facendone uscir fuori sia Maria che Onice.

Mentre sbucavamo nel corridoio che dava sull'atrio raccontammo a loro due tutto ciò che era successo. Non sorvolai neanche la parte in cui davo fuoco alla porta così evitai che mi chiedessero perché stavo girando praticamente in reggiseno sportivo.
Onice mi prese a braccetto, sembrava più felice.
" Dobbiamo discutere sulla questione dei professori, mi è rimasta un po' sul gozzo" disse solo.
" È andato tutto a meraviglia, è una sorta di miracolo.
Bene, io torno alle guide prima che Antonella mi sostituisca con chissà chi e voialtri fareste meglio a correre a teatro da Jhoon. Liana,tu fai ciò che vuoi ma sta' attenta. Ci vediamo stasera, ragazzi."
Dopo averli salutati corsi in camera mia a cambiarmi evitando gli sguardi degli alunni. Entrai in camera e mi chiusi in bagno.
Là piansi tutte le mie lacrime di frustrazione per una buona decina di minuti.
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Riuscì a lavarmi la faccia in tempo per poter scendere in orario.
Non me la sentì di indossare le mie solite gonne per paura che potesse sbucarmi dinanzi una situazione in cui avevo ancora bisogno di praticità perciò optai per dei jeans scuri a zampa e un maglione in lana che mi lasciava scoperte le spalle.
Slegai i capelli dalla fascia e la riposi com'era prima che la usassi come gommino provvisorio.
Presi la borsa a tracolla di Amaria e la riempì di candele nuove, un'accendino e il rossetto rosso di scorta nel caso quello che mi ero messa si sbiadisse dopo un po' di tempo.
Poi scesi, fingendomi tranquilla.
Non avessi avuto la bella prospettiva di ritornare a casa da Laurie e Sebastiano quella sera stessa, mi sarei depressa sul mio letto e non mi sarei di certo mossa da lì.
Mentre scendevo dalle scale a chiocciola che portavano fuori dal mio dormitorio mi imbattei in Wirtoland, North e Jhoon che parlavano allegramente con delle regazze. North era appoggiato al muro, proprio vicino ad un bellissimo quadro originale di Dicksee e rideva per non so quale motivo. Cingeva con un braccio la vita di una ragazza che conoscevo, Livia, e non era della A.
Mi era sempre stata simpatica, era anche molto carina, con i capelli color caramello e gli occhi verdi scuro.
Era vestita da aracne, doveva fare parte delle guide.
Le altre due ragazze che erano con loro non le conoscevo né di vista e nemmeno di nome.
Fatto sta che Una rabbia improvvisa mi esplose dentro. North Non solo mi aveva mentito, aveva confabulato per tutto quel tempo con Julian per farci espellere e mi aveva fatto credere di essere dalla nostra parte, ma tutto, tutti i sentimenti che sembrava provasse per me erano organizzati, finti. Me lo immaginavo io, la sera, a confabulare con Julian su un piano per  farmi credere che fosse interessato a me.
Ero talmente furiosa con lui che scesi le scale applaudendo in modo teatrale, intenta a cominciare una rissa a parole. Wirt  e Jhoon sbaincarono, North invece alzò un sopracciglio e si staccò, scocciato, da Livia.
" Non dovreste andar via adesso,ragazze?  Antoinette uscirà fuori di testa se non vi trova alle postazioni. " Disse solo, congedandole seccamente.
Wirt sembrava essere fuori di sé e confuso
" Ma come hai fatto a..."
" A uscire, Wirtoland? Non lo so, magari dovresti prima spiegarmi come mai mi ci hai chiuso, là dentro!"
North sbuffò, come se non gliene importasse un'accidente.
" Tutto ciò è davvero disdicevole. Come facciamo a dirlo a Julian, ora?" Chiese , accendendosi una sigaretta.
Avrei voluto prenderlo a schiaffi. Mi avvicinai fuoriosa a lui e arrivai a distagli solo un palmo dal viso. Eravamo faccia a faccia.
" Tu sei un vile, e io ti detesto. Detesto anche Julian ma almeno lui rimane fine a se stesso, non è un doppiogiochista come te...ti ucciderei con le mie stesse mani se potessi."
North scoppiò a ridere, a ritmo con il mio cuore che andava in mille pezzi.
" Hai creduto per davvero di essere speciale per me, per quelli come noi? Tu non sei niente Lillian, Tranne che un sassolino nella scarpa. "
" Ma certo Nathaniel. Allora perché ci riservate tutte questa attenzioni? Perché faticare tanto,se di noi non vi importa nulla?"
" Perché i sassolini nelle scarpe sono fastidiosi, e vanno tolti. Ci finiscono per sbaglio ma se non ci presti un minimo di attenzione per toglierli poi fanno un male cane."
Buon punto il bastardo. Colpita e affondata.
" Spero che un sasso grosso quanto il tuo ego ti colpisca in testa." Sussurrai inviperita e mi allontani in fretta e furia prima di cominciare a piangere di nuovo.
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