I miei genitori non erano mai stati violenti. Io e Laurie non eravamo mai stati picchiati, non avevamo mai patito la fame, e avevamo sempre vestiti puliti e in ordine.
Ma c’era un altro tipo di freddezza, più difficile da spiegare, più sottile. Quella emotiva. Per loro, tutto era dovere: il dovere di essere genitori, il dovere di mantenere la casa, il dovere di esistere. Non c’era spazio per il desiderio, per il piacere. Si faceva quello che si doveva fare e basta.
Ricordo una sera. Stavamo cenando insieme, cosa già rara di per sé. Di solito ognuno mangiava da solo, in momenti diversi, magari davanti alla televisione o in piedi, con quello che c’era. Ma quella volta eravamo tutti seduti al tavolo. Ricordo il tintinnio delle forchette sui piatti, l’odore delle verdure bollite, il rumore della masticazione che sembrava amplificato nel silenzio totale.
All’improvviso, mi venne da piangere. Non saprei dire perché. Forse era per il contrasto con quello che avevo visto poche ore prima, a casa di una mia amica. I suoi genitori avevano apparecchiato la tavola con cura, si erano seduti con noi, avevano sorriso, chiacchierato, riso. Erano felici, o almeno sembravano esserlo. Era stata una cosa così semplice, eppure così diversa da quello che conoscevo.
Quella sera, nella nostra cucina, c’era solo silenzio. Un silenzio così pesante che sembrava schiacciarmi. Ho iniziato a singhiozzare, le lacrime scendevano sul mio viso e gocciolavano nel piatto. Mi aspettavo qualcosa: che mia madre mi rimproverasse, che qualcuno dicesse qualcosa, anche solo per.... ,
Invece niente.
Mio padre, stizzito, si alzò, prese il suo piatto e uscì dalla stanza senza dire una parola. Laurie abbassò lo sguardo e continuò a mangiare, come se non esistessi. Mia madre non alzò nemmeno gli occhi dal suo piatto. Nessuno mi chiese perché piangevo. Nessuno mi consolò.
Continuavo a piangere, cercando quasi disperatamente una reazione. Ma loro Immobili, muti, come statue. L’unico suono era quello delle forchette che raschiavano i piatti.
Alla fine, Blue Alzò lo sguardo verso di me, impassibile, e disse, con la voce piatta:
“Merliah, passami il pane che c'è lì.”
Mi fermai. Smisi di piangere all’istante, come se qualcuno avesse spento un interruttore. Non c’era più rabbia, né dolore. Presi il cestino del pane e glielo passai. Poi tornai a mangiare, in silenzio, come tutti gli altri.
E fu come se non fosse successo nulla.
___________
Quando mi alzai, l'orologio segnava le 21:00. Era sera.
Doveva essere passata almeno un’ora dall’accaduto, ma ci volle tutta la mia forza di volontà per rimettere insieme i pezzi di ciò che era successo.
"Come sono arrivata qui?" borbottai, mentre lo sguardo vagava per la stanza.
Ero nel castello, nella mia camera. Era tutto esattamente come lo avevo lasciato prima di partire: fogli sparsi sul pavimento, lenzuola sgualcite. Il mio disordine familiare, quasi confortante.
C’erano però delle incongruenze che non riuscivo a spiegarmi. Avevo i capelli umidi e indossavo vestiti puliti, una maglia bianca a maniche corte che sembrava il doppio della mia taglia e che mi faceva da vestito. Non ricordavo di averla mai vista prima.
"Ma... com’è possibile?" esclamai, scivolando giù dal letto con un movimento brusco.
La stanchezza mi colpì come un’onda improvvisa, appesantendo ogni passo. Eppure, stavo meglio. Decisamente meglio rispetto a prima. E allora ricordai.
North. Era stato lui a salvarmi e a portarmi lì.
Lui mi aveva trovato, mi aveva vestita, probabilmente dopo avermi spogliata. Ma mi aveva anche salvato la vita, e quello contava più di ogni altra cosa.
"Che mi sarà preso, prima?" sussurrai, parlando più a me stessa che a chiunque potesse ascoltare.
Mi misi ad asciugarmi i capelli alla meglio, mentre i ricordi tornavano a galla, uno dopo l’altro. Erano frammenti taglienti che mi penetravano il cuore. L’oppressione al petto si ripresentò, implacabile, e le lacrime cominciarono a scendere. Mi accasciai sul materasso ,lasciando che il dolore facesse il suo corso.
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I Carismatici
Misterio / SuspensoDopo la tragica morte dei loro genitori, Lillian e suo fratello minore ,Laurie, sono costretti a separarsi e vengono mandati in due college diversi per volere del nonno, un'egocentrico ricco e amante del classicismo(in special modo del greco e del l...
