Nota autrice: questa parte della storia è quella più angusta da leggere ma vi chiedo di fare uno sforzo perché la parte che seguirà questo pezzo è anche quella che darà il via alle danze ....🥀🍁🥀🍁
Non fu difficile come avevo immaginato sarebbe stato.
Anzi, direi che fu più semplice del previsto entrare nel dormitorio femminile della classe A.
Sorgeva a pochi passi dall'edificio a pianta rettangolare dietro il lato sinistro della scuola, che era in genere il dormitorio degli alunni " plebei", (erano comunemente chiamati così tutti gli alunni non facenti parte della nostra amata classe). Bastava infatti passare sotto al ponte che collegava castello e dormitorio per poi andare a dritto per la via.
Non so perché ,ma mentre percorrevo con Amaria i corridoi affrescati con rose pallide e stucchi in gesso, mi venne una gran voglia di scomparire dalla faccia della terra. E Non per paura, per psicopatia ,o anche per bipolarismo personale ,ma semplicemente perché compariva, di tanto in tanto, una vocina dentro alla mia testa che recitava instancabilmente osservazioni della serie:" è così quindi,che sarà la tua vita d'ora in avanti?
Raschierai per sempre nell'ombra, pateticamente, cercando di raggiungere la cima? "
In effetti ero talmente invidiosa dei componenti della A che faticavo a crederci io stessa, alle volte. Non ne potevo davvero più, e avevo fatto di tutto per scrollarmi di dosso quella sensazione.
Non fosse stato per la morte di Luisa non avrei ottenuto da loro nemmeno quel minimo di considerazione in cui mi stavano tenendo.
Non conoscevo,in quel periodo, metro di giudizio migliore o alternativo per valutare le mie possibilità ,e ciò fu in grave inciampo di percorso da parte mia.
Pensavo ad Antoniette, che io avevo anche il fegato di prendere in giro, con il suo bell'aspetto, i suoi bei voti e l'obbedienza se non totale, ma quasi, di tutte le ragazze. Tutti i ragazzi la volevano, persino Julian e North erano interessati a lei.
La parte saggia dei miei pensieri, l'angioletto seduto sulla mia spalla destra, rispondeva a questo flusso di pensieri negativi con un semplice: " non fasciarti la testa, Lillian, non è vero che Antoniette ha tutto e tu nulla.
Lei continua a correre dietro a ragazzi che la trattano come se non esistesse, a fare
una cosa del genere tu non ci sei ancora arrivata,per fortuna."
Ma fatto stava che questo pensiero mi innervosiva , se possibile, ancor di più.
Ma perché lei, che poteva avere tutto per essere felice, rincorreva l'unica cosa che non poteva avere? Cos'era Julian in confronto ai bei voti,alla fama, alle sicurezze nella vita...
Avevo cercato a lungo qualcosa che accomunasse i ragazzi della A e l'esempio perfetto lo avevo pure trovato . Tutti loro ,infatti ,erano definibili come " i ragazzi dalle infinite seconde possibilità". E quindi, in virtù di ciò,rinnovando la mia domanda: cos'era veramente Julian in confronto a infinite seconde possibilità?
Non ero gelosa dei successi di Antoniette, o dei successi di Julian, o di North ,o di chi per lui fosse....ero solo gelosa del fatto che loro avessero avuto le possibilità. Era questo, l'unico vero motivo della mia apprensione.
E Bryce comunque aveva ragione. I miei malumori erano come degli ospiti scomodi, venivano all'improvviso e rimanevano per una quantità di tempo indeterminato. Non potevo farci niente, nemmeno volevo pensarci a dire il vero.
Amaria però si rese conto che mi ero improvvisamente innervosita perché non la smise di ripetermi, per tutto quel santo tragitto:" Li, ma che ti prende?"
"Ma niente" fui costretta a risponderle ad una certa "Sono solo stanca.
Ma Di un po', ma come facciamo a trovare proprio la sua stanza?"Chiesi poi riprendendomi un'attimo dallo stato di trance. Mi sembrava di star vagando alla ricerca del nulla da almeno una ventina di minuti.
Amaria mi indicò quindi una delle porte nel corridoio. Fu per l'appunto semplicissimo trovarla. Erano tutte vecchie e in legno scuro, con classiche maniglie rilegate in oro e che, al centro, avevano incise a piccoli caratteri luminosi e cubitali, i nomi delle proprietarie.
Non fu complicato trovare quella di Antoniette, era a qualche passo dall'ingresso del corridoio in cui stavamo passeggiando io e Amy.
" Sophie Laena, Tara Marchi e Antoniette Raab. È questa. Però, è stato semplice, o no?" Mi domandò Amaria, ma io non l'ascoltavo un granché, piuttosto pensavo al come fosse possibile che la giornata si introspettasse stranamente così tranquilla e limpida. Nonostante le dense nuvole nere l'aria era calda , tutto si teneva sulla norma ,il che valeva a dire: niente tempeste, niente vento a mille km orari, niente uragani e niente migliaia di pezzi di grandine grossi quanto arance che scendevano giù dal cielo alla velocità della luce.
Questo poteva voler dire solo due cose: o madre natura si era svegliata concedendoci una gran grazia oppure il vento a mille km orari, gli uragani e i pezzi di grandine grossi quanto arance si erano messi d'accordo per farci un gran bello scherzo alla fine della serata e scendere giù tutti insieme. Possibilmente distruggendo anche la scuola ma questo era meglio non dirlo ad alta voce.
Ciò mi faceva sentire particolarmente in allarme, era come se sentissi una costante minaccia pesarmi da dietro le spalle. Stavo sudando freddo.
Il motivo per cui alla Malincoly si consumavano quantità di candele così esorbitanti più che la luce artificiale ,era anche il fatto che la luce del sole, a causa della strana posizione geografica del lugo, non colpiva mai terra. Ad ogni ora sembrava fosse notte e a causa di ciò il tasso di suicidi e depressioni nei giovani della cittadina era altissimo. Più alto che in qualsiasi altro luogo della terra, oserei dire. E così non so chi, ma sicuramente un uomo molto intelligente, capì che la cosa più vicina che poteva arrivare a sostituire la luce del sole era il fuoco. Ecco quindi spiegato perché la scuola brulicava di candelabri e camini, di oggetti color dell'oro e tappetti rossi. Nessuno al Malincoly girava mai senza avere in tasca o nello zaino una buona scorta di candele e accendini . Persino io avevo acquisito questa spiacevole ma necessaria abitudine, mio malgrado.
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I Carismatici
Mystery / ThrillerDopo la tragica morte dei loro genitori, Lillian e suo fratello minore ,Laurie, sono costretti a separarsi e vengono mandati in due college diversi per volere del nonno, un'egocentrico ricco e amante del classicismo(in special modo del greco e del l...
