-RITORNO AL MALINCONLY-

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Ritornammo al college l'indomani. Pioveva.
Bryce aveva provato ad approcciarsi a me tutta la mattina ma gli avevo detto che non era andata bene con mio fratello e di lasciarmi cortesemente in pace. Lo fece, sorprendentemente.
Quando feci ritorno in camera mia trovai Amaria lì ad aspettarmi.
" Com'è che sei già guarita,tu?" Le chiesi, fermandomi alla porta.
" Sono felice di vederti contenta per me. In realtà porto ancora il tutore, come vedi, ma Jhoon è stato parecchio precipitoso a dire che mi ero rotta l'intera gamba. È sempre stato uno ansioso, lui. Il giorno dopo mi sentivo già molto meglio.
Tu che mi racconti? Pronta ai giorni classici?"
Pensai se raccontarle di quel che aveva detto a Laurie sul conto di Bryce ma poi decisi che sarebbe stato meglio non farlo.
Laurie aveva ragione, una cosa alla volta.
Decisi quindi di raccontarle di Kim .
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" E così è per colpa sua se siamo finiti nei guai?"
" Già"
" Non so che dire. Come hai risolto la faccenda?"
" Dobbiamo lasciarla in pace e in cambio lei mi racconterà notizie nuove, se sono rilevanti. Mi sembra un'ottimo modo per sistemare la questione ,però ti prego, non parliamone più. Ho bisogno di fare qualcos'altro oggi,siamo vicini a natale e per la prima volta forse riuscirò ad essere tranquilla. Possiamo fare finta di essere felici, solo per un stasera? Lo sai che Sebastiano mi viene a prendere per le vacanze,?Tornerò alla tenuta,non osavo sperarci!"
Amaria Mi guardò di sbieco come se volesse dirmi qualcosa ma non avesse la forza di farlo, poi spallucciò e girandosi verso la mia direzione mi disse :"Sono contenta che tu sia tornata, non era lo stesso senza di te"
Io non sapevo bene che dirle. "Sono contenta anch'io di essere tornata"
Fu la mia più onesta riposta.
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Quella sera stessa qualcosa mi svegliò. Amaria russava debolmente con i capelli amaranto posati sul viso, come se non avesse nemmeno un pensiero al mondo, completamente sprofondata nel cuscino.
Qualcosa mi aveva svegliata, ne ero
certa.
Mi si volle comunque una buona mezz'ora prima di decidere ed alzarmi, mi convinsi solo quando capì che il russare di amaria era spaventosamente irritante e che avevo talmente tanti pensieri per la testa da non riuscire più a chiudere occhio sul serio.
Mi affacciai dalla finestra di camera mia, sedendomi sulla scrivania, per prendere un po' d'aria ma ciò che vidi me la tolse, più che altro. Le luci della libreria sulla torre erano accese. Guardai Amaria,dormiva ancora, che avrei dovuto fare, svegliarla? No, meglio di no.
Decisi di andarci da sola, anche stavolta senza candele, Mi sarei mossa nel buio per non attirare l'attenzione. Il viaggio durò pochissimo perché praticamente stavo correndo, il cuore mi stava uscendo dal petto.
"Così ora mi segui" mi disse Julian, dietro di me, facendomi prendere uno spavento tale da costringermi a sedermi sul gradino della scala della libreria.
Lui mi porse la mano per aiutarmi a salire ma io la rifiutai con un cenno della testa
" Quindi mi segui?" Insistette, divertito.
"Si" risposi onestamente, non avevo organizzato qualcosa di pungente da dirgli nel caso, ero un po', un po' tanto ,spaesata.
Lui scoppiò a ridere mi chiese di seguirlo dentro. Io rimasi immobile sulle scale e lo guardai mentre le saliva.
"Per favore Lilian, ti devo solamente parlare. Lo vedi?" E fece un giro completo "non ho niente di appuntito come, non ti farò del male. "
Io scossi la testa "mica ho paura" e lo seguì dentro. Faceva freschino, camminai un po' qua e là imbarazzata e lui si appoggiò con una mano allo scaffale dei libri di letteratura. Aveva un bel fisico, femminile a tratti per l'eleganza e la slanciatezza, più alto di me di qualche centimetro, stava parecchio dritto con la schiena, cosa che io non riuscivo a fare. Si era raccolto i capelli sulla nuca Ma alcune ciocche gli chiedevano lo stesso sul viso e sul collo, assumeva un po' un aspetto straniante sotto la tenue luce della biblioteca, lui, così pallido e spettrale. "Stai bene" dissi, Ma non avevo realmente intenzione di dirlo, era solo venuto fuori dalla mia bocca senza che io ci pensassi su' troppo.
Realizzai troppo tardi che io ero venuta fuori dal dormitorio con i capelli non raccolti o sistemati, con i pantaloni del pigiama a quadratini natalizi e con la maglia a maniche corte nera e sciupata di Bryce.
"Lily, cosa vorresti fare?" Chiese lui, diplomatico." di lasciar perdere" menti io "a patto che tu stia alla larga da laurie. E dai miei amici. E a patto che tu non mi chiami mai più né Lily e nemmeno Merliah."
"Perché ti chiami Merliah?"
"Non so, deve aver qualcosa a che fare con il mare, dato che pure mia madre si chiamava Blue.E che te ne importa?"
Luis pallucciò. Odiavo quando assumeva quell'aria vaga ed indifferente.
"Non ti credo comunque. sono qua per proporti una cosa" si avvicinò pericolosamente, io indietreggiai "e poi che farai, uh? Mi bacerai e mi getterai dalla finestra, Julian? "
" Prima ascoltami e poi, se vuoi, commenta. Ce la fai a stare zitta per qualche secondo?"
Io non risposi, offesa, ma comunque lo stetti ad ascoltare a braccia conserte.
" Vieni con me"
Le mie sopracciglia fecero le valige e volarono qualche metro sopra di me.
"Lillian, c'è una cosa che devo dirti e che non ho mai detto nemmeno a North, o a Jhoon, o ad Antoniette......"
"Che c'è, hai ucciso qualcun 'altro? "Era stato più forte di me, scusatemi. Lui Mi guardò un istante e pensai si sarebbe arrabbiato, o che avrebbe assunto un'aria sarcastica irritante a mo' di difesa ma invece sorrise.
Era un sorriso vero, la mia battuta, o la mia schiettezza, lo avevano per un attimo veramente E sinceramente divertito. Quello mi sembrò l'unico momento di gioia ti avessi mai vissuto fino a quel momento eppure lui stava ridendo insieme a me."sono felice in realtà, quando ti vedo. Mi rendi più... Stimolato. Era questo ciò che volevo dirti Lillian. Voglio che tu stia con me, che tu sia la mia ragazza. Vorresti?"
La prima cosa che feci fu pensare a North , e non avrei mai voluto, e dico MAI, voluto, che l'unica ragione per cui risposi " no" così prontamente fosse proprio lui. Il suo pensiero. Io dovevo dirgli di no per altri motivo. Perché era assurdo prima di tutto. Perché Julian era un'assassino. Per Amaria, per Luisa....non per North...
Lui non rimase così sorpreso come pensavo sarebbe invece rimasto. Anzi, sembrava già che lo sapesse. Con l'indice mi sfiorò il taglio che mi aveva provocato North quel giorno in palestra e sorrise debolmente, io lo trovai una cosa squallida ma mi limitai a trasalire. Lui mi risparmiò l'imbarazzo di dover dire qualcosa perché se ne andò spegnendo la luce lasciandomi là al buio. Sentivo la pioggia battere sulla finestra. Appena lui fu abbastanza lontano cominciai a sbattere i piedi per terra e urlare contro la finestra i libri e la pioggia, specialmente la pioggia "odio tutto questo! Odio Julian, odio William e Blue, odio Sebastiano, odio questa scuola, la A,e anche North!"
E li odiavo per davvero, in quel momento. Oltretutto c'era anche qualcos'altro. Julian mi aveva appena minacciata, Quello non era di certo un modo per arrendersi. Lui voleva farmi fuori per davvero, in quel momento. e io per davvero non ne potevo più, e per davvero, forse per la prima volta, avevo paura di quel che avrebbe tirato fuori da quella mente da maniaco del controllo.
E avevo paura per North. Julian aveva capito che a me interessava North. Lo aveva capito ancora prima che lo capissi io. E non glielo avrebbe mai perdonato.
Decisi di andare a cercarlo ma lo trovai esattamente fuori dalla porta della libreria. Stavo per mettermi ad urlare ma lui mi tappò la bocca con la mano e mi infilò di nuovo dentro alla libreria, chiudendosi la porta alle spalle lentamente.
" Ma sei pazzo?" Esclamai
" No, ma sapevo che Julian sarebbe venuto a parlarti quindi l'ho seguito. Volevo parlarti anch'io."
Che nottata.
" Non si chiederà che fine hai fatto?" Gli chiesi.
" No. Ho sistemato tutto. Stai tranquilla. Voglio parlarti di Luisa. E darti alcune dritte."
Io sbarrai gli occhi
" North, vuoi aiutarmi a capire cosa aveva scoperto Luisa di così sconvolgente su di voi?"
" Quello mai. Non posso. Però voglio che tu stia salva. Devi seguire le mie indicazioni.
Domani, prima che comincino i giorni classici, devi andare in soffitta. Insieme ad Amaria e Bryce. Non vi devono scoprire, altrimenti sareste immediatamente espulsi, la soffitta è off- limits per chiunque non sia della A o non abbia un permesso speciale dalla preside. Serve da deposito per tutti gli scarti dei giorni classici.
Là, se cercherete, troverete qualcosa di estremamente utile che io non sono in grado di spiegarti ora."
" Che cosa sarebbe? Perché non ci andiamo subito, così me lo puoi mostrare ? Tutto ciò che stai dicendo è un po' ambiguo."
" Devi soltanto fidarti di me e avrai tutte le risposte che cerchi."
Io Scelsi di fidarmi ma a notai che c'era in lui qualcosa di cupo, qualcosa di non vero, mi stava nascondendo qualcosa. Scacciai via quel pensiero dalla testa ritenendolo infondato e mi mise accanto a lui. "Lilian, so che credi che io sia un mostro, e forse lo sono davvero,ma tu non sai com'è vivere con dei genitori come nostri e stare in una classe come la nostra. Siamo una specie di società, Siamo stati abituati ad essere amici fin da quando eravamo bambini molto piccoli, Ci hanno insegnato che abbiamo il potere sempre e comunque e che bisogna aiutarci l'uni gli altri. Siamo così convinti che tutto ci appartenga che a volte, questo tutto, diventa davvero tutto, anche la vita delle persone a quanto pare "
Io non avevo più voglia di parlare di quello ma lui sembrava preso da una sorta di confessione profonda e mi dispiaceva doverlo interrompere. "So che Julian è una brutta persona" continuò con un po' di incertezza "però non lo conosci. Lui crede davvero di essere nel giusto"
"E ora lo stai giustificando?"
Lui alzò gli occhi al cielo, non Seppi se era irritato dalla mia testardaggine o dal mio non stare zitta un secondo punto comunque si alzò e sprofondò le mani nelle tasche della tuta guardando in alto. "Farai come ti ho detto di fare, Lillian?"Chiese teso.
Non riuscivo a dirgli di no, io gli credevo in fin dei conti. Ero anche abbastanza sicura che lui volesse farmi trovare qualcosa di cui avevo bisogno. North era Dalla mia parte, altrimenti come si spiegava il fatto che mi aveva aiutato a sfuggire,quella notte? Io gli annui convinta.
" Bene" esordì lui poco dopo, guardando l'orologio che teneva al polso. " Questo significa che noi abbiamo ancora un po' di tempo.."
" Tempo per che cosa?" Chiesi alzando un sopracciglio.
" Per noi" sibilò lui piano tra i denti, baciandomi. Fui talmente presa alla sprovvista che caddi all'indietro.

Eravamo faccia a faccia, ma qualcosa era cambiato. La rabbia che ci aveva sempre separati sembrava svanire, dissolta in un respiro condiviso che ci avvolgeva. I nostri occhi si incrociarono, e per un attimo, tutto il resto del mondo sembrò sparire. Non eravamo più nemici. Non più.

Le mani si avvicinarono con cautela, come se ogni gesto fosse un rischio, un salto nel vuoto. Il battito del cuore accelerava, ma non erano più le parole a tenerci distanti. Senza parole, lui sfiorò la mia pelle con un movimento lento, quasi indeciso, come se stesse imparando a conoscere ogni angolo di me per la prima volta.

Io, inizialmente rigida, specialmente ricordando com'era andata quella prima volta di tanti mesi fa, e di come mi aveva umiliata inutilmente con resto della scuola, sentì qualcosa crescere dentro di me, una tensione che non avevo mai provato prima. Non era solo la vicinanza fisica, ma quella sensazione di vulnerabilità, quella fragilità che ora ci univa più di qualsiasi altra cosa. Il calore che si faceva strada tra i nostri corpi era tangibile.

Non mi ricordo quanto rimasi con North all'interno della libreria. So solo che quando mi svegliai, un tenue raggio di luce rosa pallido mi accarezzava il viso, entrando dalla finestra.
Era l'alba.
Mi ero addormentata lì ma North non c'era già più.
Mi sentì davvero strana in quel momento,ricordo...

I Carismatici La tua prossima ossessione. Scoprilo ora