Ancora non riuscivo a credere a quel che era successo. Bryce era arrivato poco dopo, manifestando palesi segnali di voler uccidere Julian e Company.
Era infatti fuori questione che quel lampadario fosse cascato giù così, completamente a caso.
Il fatto poi che fosse caduto proprio sopra di me ed Amaria la diceva lunga.
E, a proposito di Amaria, era rimasta svenuta per un po' e poi si era svegliata con la gamba completamente ingessata e una voglia incredibile di bere.
Era fuori questione la sua partecipazione alla gita dell'indomani.
Provai ad addormentarmi da sola per la prima volta dopo tante settimane ma proprio non ci riuscivo.
Sebastiano mi aveva mandato altri drappi di tende per il mio baldacchino e pure un mazzo di crocifere che avevo ammucchiato distrattamente nel vaso insieme alle monete di papa che mi aveva raccolto Bryce.
Avevo caldo da morire anche se, dalla mia finestra frontale, vedevo il bosco che si agitava in preda alla furia del vento. Nel complesso non stava piovendo.
Avevo ansia. Guardai l'orologio.
Teoricamente non avrei potuto farlo ma pensai di andare a esplorare il college ora che era vuoto.
In fondo io ero l'unica a dormire dentro la scuola, dato il mio particolare dormitorio in cima ad una delle torri.
Se aprivo la finestra, sotto avevo il tetto del castello, era percorribile e portava alla biblioteca dalla cima merlata.
Avevo camminato sul tetto, i primi giorni che ero stata là ma quando avevo quasi rischiato di cadere di sotto, mi ero barricata in camera promettendomi di non farlo mai più.
Frugai nel mio baule ai piedi del letto e ne estrassi un'accappatoio da sera colore lilla scuro, mi infilai le pantofole e decisi di scendere di sotto a fare una passeggiata in assoluta tranquillità. Dopo quella giornata avevo bisogno di stare da sola e farmi venire sonno.
Scesi addirittura senza candele, i corridoi erano abbastanza illuminati dai lattiginosi raggi lunari. Era una notte serena, vento a parte. Si vedevano addirittura le stelle.
Indossavo il pigiama di Amaria, rosa e con i garofani verdi.
Giunsi fino al corridoio principale e attraversai tutte le armature medievali e i Cherubini in gesso canticchiando , poi sentì qualcuno rispondere al mio canto e m'immobilizzai . Una figura completamente vestita di nero e con lisci capelli color inchiostro mi si fermò davanti e poi, accorgendosi di me, scappò via.
Di certo era troppo, non potevano anche esserci i fantasmi adesso.
" Ma aspetta!" Gridai partendo all' inseguimento.
Ero a qualche metro dietro di lei." Fermati, per piacere!" Strillai. La cortesia non ebbe molto effetto perché lei non si fermò.
Fui costretta ad accelerare estremamente il passo e praticamente saltarle addosso.
Non fu completamente intenzionale ma la pupa correva lungo le pareti affrescate del corridoio quindi bastò che io inciampassi su di un'armatura per farne crollare altre 100 addosso a lei.
Era la giornata internazionale degli oggetti che si scagliano contro le persone. Bene.
Io la bloccai a terra a terra e le scostai i capelli dal volto.
" Tu?" Esclamai." Non mi avevi detto che te ne andavi?" Poi la lasciai andare, orami l'avevo vista, non poteva più scappare.
L'avevo infatti riconosciuta subito durante la fuga. Pelle grigiastra, grandi occhi a palla verdi, collo sottile e lungo.
Era la ragazza che avevo incontrato la prima settimana di scuola, quella che mi aveva avvertito riguardo a Julian e la A.
Mi ero completamente dimenticata di lei, altrimenti ci avrei pensato prima.
" Mi devi delle spiegazioni" insistetti.
Lei si alzò in piedi. Aveva un' aspetto alquanto strano, sembrava un po' una mantide religiosa.
" Ciao Lillian, ci si rivede. In realtà non sono mai stata alunna di questa scuola, Julian mi ha ingaggiata per lavorare per lui.
E io ho bisogno di soldi, quindi tengo d'occhio voi alunni senza dare nell'occhio. "
" Sei tu che ci segui! Da quanto tempo?"
"Da quando hai rubato il diario di Antoniette Raab."
" Come fai? Non mi sono mai resa conto di te, e alcune informazioni che hai scoperto io le ho riferite solo ad Amaria e Bryce in gran confidenza! "
" La sera spesso giro per di qua, vi ho sentiti parlare, a volte passo dal tetto. Altre volte mi mischio tra gli studenti ma non lo faccio mai troppo spesso, diventa pericoloso dopo un po'."
" Perché mi hai messo in guardia quel giorno, se lavori per Julian?"
Lei si strinse nee spalle. " Non so, mi facevi pena. Mi ricordavi me."
Calò il silenzio.
" Tu sai bene il mio nome, dimmi il tuo perlomeno."
Lei ci pensò sù un po' " mi chiamo Kennedy ma le persone mi chiamano anche Kim o Kimmie.
In tutto ciò non sei arrabbiata con me?" Mi chiese poi, scettica.
" Arrabbiata? Oh,certo che no. Io sono furiosa. Ma sono anche intelligente, e mi rendo conto di aver bisogno di te, quindi, se ti va di collaborare andremo lontano. Ti va? "
Lei mi guardò di sbieco.
Probabilmente si stava chiedendo come c'era finita in quella situazione ma ,ehi, siamo al Malincoly. Non c'era da sorprendersi per nulla oramai.
Scoppiai a ridere ma lei non ci trovava niente di divertente in ciò che stava succedendo.
" Diciamo che mi stai ricattando Li. Se non faccio ciò che mi dici di fare vai a raccontare a Julian che mi hai trovata?"
" Esattamente. Quindi o collabori oppure non so... Collabori."
" Ma sei terribile"
" Tu non ne hai la minima idea"
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I Carismatici
Mystery / ThrillerDopo la tragica morte dei loro genitori, Lillian e suo fratello minore ,Laurie, sono costretti a separarsi e vengono mandati in due college diversi per volere del nonno, un'egocentrico ricco e amante del classicismo(in special modo del greco e del l...
