- LE SEGRETE-

35 3 22
                                        

Attraversammo il dormitorio della A in lungo e in largo, cercando di orientarci tra i corridoi silenziosi e le porte chiuse, nella speranza di raggiungere la biblioteca. C'ero già stata una volta, il giorno in cui io e Amy eravamo scappate saltando giù dalla finestra, ma la mia memoria sembrava tradirmi: le ombre della notte deformavano i percorsi, e nulla appariva come lo ricordavo. Fu Kim a condurci, i suoi passi sicuri tra le anse oscure del luogo.

Io ed Edward tentammo invano di far rispondere Amaria ma dall'altro lato del walkie-talkie c'era solo un silenzio denso e opprimente. Mi domandai, in preda all'ansia, che fine avessero fatto lei e Bryce.

Quando finalmente giungemmo alla biblioteca, aprii le finestre per lasciar entrare un soffio d'aria fresca. Il cielo, al di là dei vetri, era un manto cupo e denso, un nero profondo screziato appena da un accenno di stelle. Gli alberi, scheletrici e privi di foglie, si stagliavano come sentinelle silenziose, ma almeno l'aria profumava di terra umida e rugiada.

Nessuno accese la luce. Kim avanzava con un candelabro d'ottone tra le mani, la fiamma tremolante proiettava ombre danzanti sulle pareti ricoperte di libri. Il chiaroscuro della sala creava un'atmosfera irreale, come se ci trovassimo sospesi tra la realtà e un sogno.

"Amaria ci ha detto di cercare un libro in cuoio color petrolio e di tirarlo. Ma come facciamo? Queste librerie contengono centinaia di volumi, e dovremmo passare al setaccio ogni singolo colore con la sola luce di un candelabro? E poi, che colore è esattamente il " color petrolio"? Io l'ho sempre immaginato nero... o no?"

"È una sorta di blu profondo con sfumature verdi,Onice." Commentai, rannicchiata in una poltrona di velluto verde smeraldo, i braccioli decorati da intarsi dorati che riflettevano la luce calda della candela.

"Ma Kim, tu non sai dove si trova questo libro?" chiesi, più per rompere il silenzio che per reale aspettativa.

Lei si aggiustò con noncuranza il colletto del suo golfino nero, aderente sulla pelle.

"Non mi hanno certo mostrato il nascondiglio. Io sono una spia, non una confidente. Non mi siedo ai piedi del loro letto a farmi intrecciare i capelli mentre mi raccontano i loro segreti."

Alzai gli occhi al soffitto, soffocando un sospiro di stanchezza. Ero esausta. Julian mi aveva sfinita, se proprio dovevo essere onesta, ma cercai di non pensarci. Eppure, ogni volta che abbassavo la guardia, l'immagine di lui mi tornava alla mente: il suo corpo proteso contro il mio, il calore delle sue labbra lungo la mia pelle, i suoi baci vicini alle costole, al lobo dell'orecchio... Il mio respiro tremò per un istante, il calore del ricordo mi avvolse. Arrossii impercettibilmente e mi sforzai di pensare ad altro.
Voltai lo sguardo verso i miei amici che cercavano insistentemente negli scaffali delle librerie.

Edward e Onice erano incredibilmente discreti riguardo la loro relazione.
A guardarli, avresti potuto credere che fossero semplici compagni di viaggio, ma bastava osservarli con attenzione per accorgersi della loro intesa. Non avevano bisogno di parole: un solo sguardo, un impercettibile movimento, ed entrambi sapevano cosa fare, dove andare. C'era qualcosa di magnetico nel loro silenzio, una danza invisibile tra anime che si conoscono nel profondo.

La notte si assottigliava, e un barlume di luce cominciava a filtrare oltre le finestre.

L'alba era vicina e noi eravamo ancora nei guai.

Notando poi che nessuno riusciva, anche dopo mezz'ora dall'inizio delle ricerche, a trovare quel maledetto libro,mi alzai controvoglia e girovagai per un po', giungendo davanti alla parte più buia della stanza , che mi parve non quadrare molto e non ne capì subito il perché.
Poi ci passai la mano sopra. Gesso. Alcuni di quei libri erano fatti in gesso,non erano libri veri.

I Carismatici La tua prossima ossessione. Scoprilo ora