- JULIAN E LILLIAN-

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Dopo cena stavo seduta mezza addormentata sul mio letto, intenta a leggere " il fantasma dell'opera" e bere cioccolata calda, quando Bryce ed Onice irruppero in camera proprio nel momento in cui stavo per addormentarmi definitivamente.
" Liana, tu non hai idea di ciò che sta per succedere" esordì Onice.
" Non agitarla troppo Onyx mi sembra un po' pallida stasera. Hai mal di testa, Li?"
" Comunque " continuò Onice senza ascoltarlo" Effie E Dolóres hanno deciso di fare qualcosa che metterà in seri guai Julian, adesso. Lo faranno platealmente! Oh si, sarà stupendo.
Credete che sia una sorta di forma di ribellione? Abbiamo degli alleati secondo voi?"
" Ma non essere sciocca, certo che no. Questa non è ribellione ma è un atto disperato per farsi notare. Cercano solo di attirare la sua attenzione facendolo dannare, proprio come fa Lillian.
Sapevo che Effie E Dolóres erano due sceme ma a questi livelli battono sicuramente un record" replicò severo Bryce.
" Ehi, cowboy, evita di giudicarle troppo male. Io le trovo molto coraggiose, saltare nell'acqua del porto da un'altezza simile, con questo freddo poi!
Io avrei paura di beccare uno scoglio in piena regola."
" E lo beccheranno lo scoglio,Onice. Se Julian le scuoierà vive io sarò d'accordo con lui,per una buona volta. Guarda che a far così ci rimettiamo le settimane classiche e basta."
Onice alzò gli occhi al soffitto.
" Ma tu ti senti bene, Li?" Mi chiese Bryce sospettoso.
Io stavo benissimo in effetti. Mi era appena venuta in mente un'idea assurda.
Dovevo solo aspettare che Bryce, di lì a poco, se ne andasse a dormire.

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" Quindi, come ti è venuta in mente l'idea di saltare con noi?" Mi chiese in seguito Effie.
" Facevo nuoto a livello agonistico in Finlandia, mi manca la sensazione"
Bugia.
Ero diventata un gran ballista negli ultimi tempi , tanto per la cronaca.
" Quindi non sai qua per fare un torto a Julian o altro, perché sai, vorrei che la protesta rimanesse solo mia e di Dolóres...."
" Ma certo che no. Sono qua solo per un moto di nostalgia."
Altra bugia. Ovviamente mi trovavo là solo ed esclusivamente per punire Julian. Non voleva guai? Eccoli, la vendetta è un piatto che va servito freddo.
Mi tolsi la felpa e i jeans, rimanendo in intimo, con entrambe le ragazze.
Gli studenti sotto di noi cominciavano a fermentare.
" Che aspettate! Lanciatevi!" Urlò uno.
Cercai di guardarlo storto ma ovviamente non ci riuscì.
" Bene, allora" esclamò Dolóres. " Al mio tre...."
" Facciamo magari al tuo sette. Qua è un po' altino.." proposi io, che stavo congelando nel peggiore dei modi.
" Bene, allora, al mio 7.
E 1...,2....,3...,4....,5....,6.....E 7!"
il saltò mi ricordo un po' quello che avevo fatto dalla finestra alla magnolia.
Anche lo stupore delle persone ero lo stesso. Grossi schiamazzi seguirono la mia " sospensione" in aria e soffocarono solo con mia entrata nell'acqua nera. Non colpì una barca ma ci andai comunque vicina.
Emersi e guardai il faro da dove mi ero buttata, avevo i capelli appiccicati alle tempie.
Neanche il tempo di accorgermi che stavo morendo congelata ed ecco che Julian si faceva largo tra la folla di studenti, spingendo a lato tutti.
Camminava in fretta e furia in mezzo alla folla di studenti divertita. Aveva gli occhi accesi e le guance arrossate, indossava una delle sue solite camice mal stirate e sbottonate sul davanti.
Guardò in cagnesco per qualche secondo sia Dolores E sia Effie che uscivano dall'accusa gelida salendo i gradini della scaletta.
Loro ricambiarono lo sguardo, specialmente Effie, con fare malizioso, ma lui le spinse a lato malamente e venne verso di me che dovevo ancora salirgli, quei gradini.
Rimasi là ferma a guardarlo negli occhi accesi e le ciocche di capelli appiccicati alla fronte dal sudore e mi rifiutai di uscire.
Ovviamente lui la prese come una sfida da parte mia e io recitai come se lo fosse per davvero ma in realtà l'acqua era gelata e io volevo uscire il prima possibile. Non lo facevo solamente per non dovermi sottoporre al suo giudizio visivo. Indossavo una biancheria intima nera, ero ossuta e magra, non avevo né le curve di Amaria e neanche il fisico slanciato dalle gambe lunghe di Antoniette. E, a proposito della cara Anthony, mi stava trucidando con lo sguardo, non avevo mai ricevuto un'occhiata simile in vita mia. Le fui comunque grata quando tentò di persuadere Julian a lasciarmi in pace e andar via.
Lui la scansò senza nemmeno guardarla e piantò gli occhi su di me, che fluttuavo ancora nell'acqua buia in mezzo al riflesso ondeggiante delle barche.
Ad un certo punto si mise leggermente in ginocchio e mi disse, con una tranquillità in cui non speravo: " per piacere Lillian, mi stai facendo uscire fuori di testa. Possiamo parlarne da asciutti e magari all stesso livello di altezza?"
Avrei voluto puntualizzare che, anche se ci fossimo trovati faccia a faccia, lui sarebbe rimasto comunque più alto di me ma capì che era una cosa stupida da puntualizzare in un momento simile, quindi lo guardai un po' sofferente e annuì piano.
" Vuol dire che verrai fuori?" Chiese lui,secco.
" Solo se mi passi un'asciugamano" Replicai con voce rotta.
Avevo davvero freddo ed ero stanca ma volli comunque mostrarmi dura come mi aveva insegnato Amaria.
Non avevo sue notizie da quando avevano lasciato il collegio, chissà come stava.
Persa in questo pensiero poco piacevole non mi accorsi dell'asciugamano pulito che Julian mi porgeva teso.
Io lo afferrai di scatto e con un'altra scatto uscì dall'acqua, appoggiando un piede al primo gradino.
Notai che i suoi occhi si posarono di scatto sul mio petto ma poi distolse lo sguardo e uscì completamente fuori dall'acqua avvolta nell'acougamano come un'involtino.
Antoniette e Sophie lo guardarono con aria supplichevole mentre lui parlava con loro del da farsi ma non capì cosa si stessero dicendo perché ero più preoccupata nel tentare di evitare lo sguardo della folla e tornare in hotel prima che Bryce si svegliasse.
Ad una certa Julian mi riportò alla realtà urlando: " tutti in hotel . ORA. È il rappresentante che ve lo ordina! E con tutti intendo tutti, anche voi,ragazzi"
E fissò intensamente quelli della A.
Tutti seguirono gli ordini senza batter ciglio, tranne che per la A che se ne andò via sbuffando scocciata.
Faci per darmela a gambe pure io ma lui mi trattenne per le spalle, con una stretta forte e raggelante.
" Tu rimani qua" mi intimò, gelido.
Volevo protestare ma qualcun'altro mi batté sul tempo.
" LILLIAN!" strillò Bryce, e venne verso di me. Ero lieta di rivederlo.
" Ma che hai fatto? " Mi chiese preoccupato.
" È una storia lunga ma sto bene. Ho le difese immunitarie forti,non mi ammalerò " risposi battendo i denti.
" Non farlo mai più, con te ed Amaria ci vogliono morfina e guinzaglio, alle volte. Muoviti, vieni via da lì."
Fece per prendermi dal braccio ma Julian ,che Bryce aveva volutamente ignorato fino a quel momento, mi tirò via bruscamente.
Cominciavo a seccarmi. Mi sentivo una bambola di carta nelle loro mani.
" Io e Lillian abbiamo deciso di rimanere un po' da soli e discutere su un paio di cosette, sempre che non ti spiaccia, Bryce "

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Non so come ci riuscì, ma convinsi Bryce che andava tutto bene e che volevo starmene da sola con Julian, per qualche minuto almeno.
Avrei voluto che quest' idea non mi fosse mai passata per l'anticamera del cervello. Nel momento in cui rimasi sola con lui cominciò a salirmi addosso una certa angoscia.
Era buoio, eravamo da soli, e lui era visibilmente arrabbiato.
" Allora, hai deciso di farmi faticare così perché?" Chiese. Eravamo faccia a faccia.
" Come se tu non lo sapessi. Negalo quanto vuoi ma tu hai ucciso Luisa! Io lo so, non so solo il perché."
" Tu" sibilò lui piano, tra i denti" tu non sai un bel niente" concluse
" Ah no? Bene, speigamelo tu,allora. " Cominciai a scaldarmi, volevo piangere dalla frustrazione.
" Smettila Lillian. Non è che tu possa competere con noi.
Nessuno sarebbe mia dalla tua parte, ragazzina. Né i professori, né la polizza, né nessun'altro. Quindi perché insisti tanto,se sai bene che perderai?"
Volevo spaccargli la faccia assieme a quel ghigno malefico che portava sempre dietro.
" Se quel che dici è vero, se nessuno starà mai dalla nostra parte e tu sei così sicuro che l'hai vinta,come mai siete così disperati nel tentare di ritrovare il diario scomparso di Luisa?"
Pessima mossa Lillian, pessima.
Capì di aver detto una cosa che non dovevo dire nel momento stesso in cui la dissi. Adesso sapeva di tutte le volte che avevo origliato, adesso poteva facilmente giungere a Kim.
Julian s'irrigidì di colpo e assunse un'aria sinistra e malevola. Avevo i piedi incollati a terra altrimenti me ne sarei andata a gambe levate.
Lui sollevò la sua mano sinistra e la posò sul mio collo, con i polpastrelli che mi toccavano il mento
" E così adesso ci spii pure,eh?" Chiese, tornando indifferente.
Mi prese il mento tra indice e pollice e mi costrinse a guardarli negli occhi per un secondo, poi mi baciò.
Fu una cosa lenta e quasi pesante, sentivo la sua lingua percorrere tutta la mia bocca e la sua mano sinistra stringermi con forza il collo, inclinandolo a suo piacimento. Dopo quelli che mi sembrarono lunghi anni si staccò, rimanendo comunque con il suo corpo contro il mio, l'asciugamano mi era caduto leggermente, scivolandomi dalle spalle.
Io ero abbastanza stordita e quei minuti di silenzio che seguirono furono i più lunghi dela mia vita.
" Lillian?" Mi fece ad una certa, con voce leggera e dolce.
" Mmmm?" Risposi, pensando che avrebbe detto qualcosa di importante e indimenticabile.
" Hai presente Lawrence Armstrong? " Fu la domanda che invece ricevetti.
Mi paralizzai di colpo dalla paura e sgranai gli occhi.
" Credo che dovresti stare molto attenta a quel che fai o a dove d'impicci,sai, Laurie è lontano,chissà cosa potrebbe mai accadergli ora che non lo tieni più tanto d'occhio. Oh, ma tranquilla, io lo tengo d'occhio tutto il tempo."
Volevo urlare, svenire, picchiarlo. Ma non feci nulla. Ero completamente immobile.
Lui mi guardò ridendo e con una sola spinta mi buttò in acqua come se fossi poco più pesa di un birillo.
Ero cosciente, sì, ma speravo con tutto il cuore di affogare, mentre guardavo, sotto l'acqua scura, le luci ondeggiare sopra di me.

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