parte speciale pt2

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Punto di vista di North :

Bryce venne a parlarci . Devo dire che rimasi abbastanza sorpreso quando ciò successe.
Julian era seduto su di una poltrona e discuteva con aria assente di problemi burocratici e  varie scartoffie della scuola con Wirt, che era sempre molto politico nei confronti di ogni cosa.

Scorsi Amaria, vestita con un abito blu dal modello semplice e un fiocco nero tra i capelli amaranto.
Stava parlando con un ragazzo, Jo, che era un caro amico di Dan.

Di Lillian però,nessuna traccia. Eppure Julian mi aveva detto che l'aveva vista.
Oltretutto, avevo anche perso di vista Antoinette, ed era impossibile perderla di vista, con quell'abito stretto e brillantinato che si era messa, e i ragazzi che le giravano sempre attorno.

Bryce si avvicinò con fare molto garbato. Era un ragazzone, rosso di capelli e con luminosi occhi verde uva, sportivo, aveva un sorriso contenuto ed era lentigginoso.

Lo guardai con una certa curiosità inizialmente.
Un tempo eravamo molto amici, io e lui.
Era l' unico ragazzo dolce della compagnia, insieme a Jhoon. Non mi ricordo neanche più perché siamo stati tanto legati, francamente.
Non faticavo però a comprendere perche fosse tanto ben visto dalla scuola e pure dagli insegnanti.
Era buono, gentile, aiutava per tutto,il caro vecchio Bryce Curtis.
Allo stesso tempo, però, mi faceva anche un po' di paura.
C'era qualcosa di profondamente innaturale in quella perfezione, una differenza che andava oltre quella tra noi ragazzi della sezione A. Noi, almeno, eravamo subdoli, imperfetti nelle nostre manovre, umani. Lui, invece, era come una bomba: liscia, impeccabile nel design, brillante al punto da attirare lo sguardo. Eppure, al momento dell'esplosione, persino il più incallito dei piromani non avrebbe trovato piacevole trovarsi nei paraggi.

Mi salutò con un sorriso e un cenno della mano.
" Bryce, ciao." Feci io di rimando.
Julian inclinò la testa e, con un mezzo sorriso, gli occhi dorati e scintillanti di malizia e sfregio, gli puntò l'indice contro, all'altezza del petto.
" Tu hai l'aria di uno che vuol parlare con me,no?" Disse poi, sempre scuotendo il dito per aria.

Forse Bryce e Julian erano le personalità più affascinanti dell'intera scuola. Era particolare vederli così, entrambi sorridenti e uno di fronte all'altro. Come se  fossero amici di vecchia data incontratisi dopo tanto tempo.

Bryce si chinò leggermente su Julian e poi scoppiò a ridere.
" Sai, Lillian mi raccontò quel che accadde mesi fa, ma avevo bisogno di vederlo bene dal vivo per crederci! Hai una cicatrice sul naso, te lo ha spaccato per davvero, allora. E io che credevo fosse una delle sue solite esagerazioni. "
Tutti lo fissammo come in trance.

Io all'inizio non capii subito a che si riferisse, poi mi ricordai. Lillian aveva lanciato quella stupida statuetta del David di Michelangelo proprio nel bel mezzo del setto nasale di Julian.

Mi ricordò che lui ne soffrì molto, inizialmente ci vedeva blu e perdeva buone quantità di sangue, poi il naso si era leggermente gonfiato e tumefatto e poi, dopo un leggero arrossamento iniziale, era tornato come prima. Salvo per una lattiginosa cicatrice che si confondeva bene con la sua pelle di luna.

L'infermeria della scuola si era seriamente stupefatta quando aveva compreso che a causare la frattura era stata una misera satuetta in coccio.

" Ma signora" cercò di spiegarle Sophie " una ragazza glielo ha lanciato in modo davvero VIOLENTO"

L'infermiera si era messa a ridere di gusto e, rivolta verso Julian aveva detto" non ci sai proprio fare con le donne, eh?"
Julian aveva fatto una smorfia, tendendosi il ghiaccio attaccato al naso ma la battuta aveva fatto schiantare dalle risate  tutti quanti.
" Pensa che il naso ritornerà come prima?" Aveva chiesto Tara.
" Ma come siete tragici, voi della A! Troppo studio, lo dicevo io, agli insegnanti. Non ti preoccupare cariño, il tuo bel nasino starà bene. "

Era stato Uno dei pochi momenti felici di quegli ultimi mesi, e io me ne ero dimenticato.
Fui grato a Bryce per avermi rinfrescato la memoria.

" Immagino" cominciò poi a fire Julian, una nota di stizza nella voce, " che tu non sia qua solo per prendermi in giro, giusto? "

" No, infatti. Voglio parlarti di Lillian, credo di essere stato un po' troppo passivo riguardo a delle cose che sono successe.
Sono qua per dirti che è l'ora che tu ti dia una calmata, Julián. La faccenda della soffitta è rimasta un po' sul gozzo a tutti, e non sopporto di vedere Amaria e Lillian star così male..."

Julian ridusse gli occhi a due fessure, le sopracciglia perfette e scure guizzarono verso il basso.
Ero abituato a quello sguardo e, onestamente, non volevo averci nulla a che fare.
" Entrambi sappiamo bene perché non intervieni mai più di tanto, Curtis. E deve rimanere così, per il bene di tutti."

Bryce sembrò punto sul vivo.

" Stupido" pensai io " hai trovato il momento peggiore per fare l'eroe"

" Lillian e Maria sono come delle sorelle per me" cominciò Bryce con voce spezzata" e sono qua per dirti che la ricerca del diario non va avanti da mesi. Sono stanche, lo siamo tutti, sono qua per dirti che ci siamo arresi.
E se loro non ne sono convinte le convincerò io. È una promessa."

Tutti sapevano che Bryce Curtis manteneva sempre le sue promesse.

A me sembrò un'ottima notizia. La migliore che avessi mai ricevuto.
Tregua, finalmente.

Pensavo che Julian avrebbe fatto salti di gioia, che sarebbe stato contentissimo della svolta che stava prendendo la faccenda, e invece no.
Si alzò, sorridendo, e a passo lento si avvicinò a Bryce, bello come un cigno nero.

" Sai, io sono una persona che punta sempre in alto, Bryce. Quel diario è oramai andato perduto, bruciato come la sua padrona.
Non impoeta più a nessuno. Non avrete avuto comunque speranze.
Ora c'è qualcos'altro a cui aspiro, anche se è un po' alto come obiettivo."
Stava sorridendo debolmente, la fossetta bene accentuata sul mento, gli occhi che brillavano.
Vidi Bryce trasalire.
" Parli di Lillian, non è forse così?" Chiese in un sussurro teso.
Sembrava più un'affermazione che una domanda.
Il sorriso di Julian si espanse.
" Cosa ti fa credere che Lillian cadrà mai ai tuoi piedi? Non puoi cercare di averla a tutti i costi perché vorresti riavere Luisa indietro. Lei non è come Luisa." Insistette Bryce, irato.
" Questo è ciò che credi tu." Affermò Julian,pacato. Poi si avvicinò all'orecchio di Bryce ma io sentì lo stesso quel che gli disse " io invece credo che la cara, piccola, Merliah, si stia avvicinando a me più di quel che credi." E detto ciò uscì di scena con fare teatrale.

Io, Wirt, Jhoon e Dan ci scambiammo occhiate cariche di dolore.
Per tutto questo tempo avevamo creduto che Julian fosse dalla nostra parte, che inseguissimo la stessa causa. Ma ci sbagliavamo. Lui non era esausto, come noi; lui si stava divertendo. Non c’era passione nella sua ricerca, ma un oscuro compiacimento.

Quel gioco di caccia alla talpa che per noi era diventato un incubo logorante, per lui era un passatempo. Si divertiva.
Perché Julian aveva un altro obiettivo. Voleva Luisa. E il destino gliel'aveva riconsegnata, sotto forma di una ragazza fragile, dai grandi occhi neri e da un nome che sapeva di leggende e inganni. Un nome da sirena.
L'eco seducente e mortale delle sirene.

Sin dal primo istante dopo la morte di Luisa, il suo interesse era stato fin troppo chiaro. Non era semplice curiosità. Era ossessione. E ora, chissà cosa aveva fatto, cosa aveva ordito alle nostre spalle.
Ma una cosa era certa.

Dovevo trovare Lillian. E in fretta. Prima che anche lei cadesse nella stessa spirale, prima che facesse sciocchezze.

Perché la verità è che Lillian non somigliava a Luisa,non  tanto quanto in realtà  somigliava a Julian stesso.








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