- LA GITA-

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La mattina dopo ero esausta ma non importava a nessuno se avevo passato la notte in bianco a causa dei pensieri, quindi eccomi, alle 5:00 del mattino, senza un filo di trucco e metà in pigiama, caricata di peso da Bryce su un autobus diretto a ******.
Credevo abbastanza a Kim, ecco perché cominciavo a preoccuparmi per la faccenda del lampadario ed Ero indecisa se raccontare a Bryce e a Amaria di Kim ma alla fine optai per raccontarglielo.

Amaria, date le circostanze, l' avrei chiamata più tardi e qindi cominciai a narrare la vicenda in autobus a Bryce.
Ero certa che nessuno stesse origliando la nostra conversazione, poiché eravamo nella strategica posizione dell'ultima fila al secondo piano dell'autobus e la metà degli alunni o stava dormendo o era troppo stordita per comprendere che stesse succedendo. Probabilmente la metà di loro non capiva neanche di essere in autobus.
" Ecco come mai oggi niente gonne" ironizzò poi lui.
" Se vuoi piangere puoi, Bryce." Gli dissi seria. Mi rendevo conto che il tutto era effettivamente troppo da sopportare, ciò che mi aveva confidato Kim era orribile.
" No. Preferire di no,sai." Mi rispose lui sbrigativo, poi cambiò argomento.
" Quindi non ti ha detto nulla del grande segreto della A?"
" No ha detto che non ne sapeva un bel nulla." Risposi sbadigliando.
" Sicura Merliah, non ti ha detto null'altro?"
Stavo per raccontargli, tanto per farci assieme due risate, di come Kim fosse sicura che nessuno della A avesse ordinato di tirar giù il lampadario, volevo divertirmi con lui a spulciare delle assurde ipotesi di chi altro potesse aver deciso di farci fuori in un'improvviso raptus, non lo feci però. Mi irrigidì.
" Non mi hai mai chiamata con il mio vero nome." Sussurrai
Il suo sguardo si era improvvisamente fatto cupo.
" Eh?" Chiese confuso
" Bryce" dissi calma " né te né Maria mi avete mai chiamata Merliah, sapete che lo odio. Ho detto per caso qualcosa che non va?"
" Kim ti ha detto altro ?" insistette lui. Mi aveva afferrata per un braccio, sembrava preoccupato.
" No" dissi solo. Lui mi lasciò andare.
" Scusa Li, non so che mi sia preso. È tutto apposto ma sono nervoso e mi mancano ore di sonno. Mi perdoni?"
Io lo perdonai e continuai anche a parlare con lui abbastanza tranquillamente ma comunque non gli raccontai niente di ciò che Kim aveva detto sul lampadario.
Avevo bisogno di Amaria, accidenti.

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Considerando che eravamo a dicembre inoltrato l'aria era fredda allo stesso modo in cui lo era al Malincoly con l'unica differenza che la città era uno spettacolo sia per le luci che per i colori.
Aveva nevicato parecchio e continuava a nevicare,c'erano luci, colori , alberi decorati e anche bei negozi illuminati.....
Mi affascinava particolarmente la neve.
Prima che avessi la possibilità di scendere, seguita da tutti gli altri, Julian salì al piano di sopra e ci bloccò tutti.
Era il momento di uno dei suoi lunghi discorsi.
" Penso lo sappiate di già me Ve lo rinfresco un secondo.
Cacciatevi nei guai e siamo spacciati tutti, specie io, in qualità di rappresentante." E detto ciò guardo intensamente me. Io distolsi lo sguardo.
" Ora potete uscire e raggiungere le vostre camere. North vi indicherà con chi siete in stanza, in seguito farete quel che vorrete.
Mi raccomando, ci tengo a precisare che le settimane classiche sono un momento molto importante per la nostra scuola e che la nostra gita è stata esclusivamente concessa per il puro scopo di farci riposare e preparare al meglio per la giornata di dopodomani.
Andate ora, e scendete piano."
E con ciò ci congedò.
Io finì in camera con Onice e una ragazza abbastanza simpatica di nome Emabell, con la quale però non creammo un gran legame poiché passò l'intera giornata a giro con le sue amiche, come era giusto che fosse, d'altronde. Anche Bryce era scomparso con Maddleinne per i negozi ma non ne avvertì molto la mancanza
Poiché in quel pomeriggio ebbi finalmente tempo di conoscere più a fondo Edwuard ed Onice.
Edward era un bel ragazzo, pulito e preciso, non aveva una Personalità particolarmente spiccata ma nelle piccole cose era davvero affidabile e semplice mentre Onice, invece, era l'esatto contrario.
Credo avesse una sorta di albinismo di tipo 2 ma non volli mai cercare conferma. A farmelo pensare erano sempre state le sue ciglia lunghe e bianche e i capelli lisci platinati, in contrasto con le sopracciglia scure e gli occhi dorati. Provai a chiederle se se li fosse tinti o scoloriti ma lei mi rispose, quasi offesa, che si trattava di un'anomalia genetica particolare.
" Come Amaria" esclamai io. In effetti anche i suoi capelli dai riflessi color amaranto erano del tutto innaturali.

Onice era frivola e pettegola, a volte anche ai limiti dell'eccentricità ma non mancava certo di buon spirito o sincerità. Era solo una normalissima adolescente ricca e spensierata e ciò mi fece pensare a come fossimo pesanti io ed Amaria insieme.
La gironata scorse tranquilla e pacifica fino all'ora di cena, quando chiesi all' Evans, l'insegnante di inglese e nostro accompagnatore, di poter chiamare Amaria. Me lo proibì
" Ma non capisco, perché non dovrei?" Protestai
" Maria ha bisogno di riposo, chiamarla per raccontarle quanto ti diverti qua mentre lei è a scuola da sola è molto offensivo da parte tua.
Suvvia Lillian, non hai davvero nessun' altro da chiamare? "
E fu così che, mentre tutti cenevano con arrosto e patate al forno, chiamai al telefono Laurie.
Chiesi, supplicai , pregai, che rispondesse e le mie suppliche furono esaudite.
Sebastiano aveva fatto trasferire un telefono portatile in camera di Laurie, infrangendo così tutte le regole, e quindi riuscì a conversare a modo con mia fratello ,per una volta.
" Quindi domani mattina vieni a trovarmi?" Mi chiese
" Beh, fino a prova contraria....mi manchi Laurie, è da tempo che non ti vedo."
Mi aspettavo che pure lui dicesse che mi voleva bene e invece non disse niente
" Porti anche i tuoi amici?" Chiese poi
" No. Vengo da sola."
" Mmmm, capisco. Senti, ci vediamo domani e non fare tardi. Va bene? Nel caso dovesse succedere qualcosa avvisami che mi devo organizzare. Ho cancellato tutti i mie impegni fino alle 16:00 domani quindi è importante che tu sia puntuale.
Me lo confermi?"
Io alzai gli occhi al cielo, fortunatamente non poteva vedermi.
" Si,signor giudice, confermo. Ora sono assolta?"
Potrei giurare che avesse sorriso, anche se non lo vedevo
" Assolta" rispose.

I Carismatici La tua prossima ossessione. Scoprilo ora