"Come siamo dolci e sentimentali!" Me lo faccio sfuggire dopo che Bea mi ha iniziata a stritolare. In effetti le mie ossa del torace iniziano a gridare vendetta per il dolore a cui sono sottoposte. Questa santa ragazza si dimentica troppo spesso e volentieri di essere cintura nera. E anche se non vuole trasforma le sue dimostrazione di affetto in puro dolore per chi le riceve.
Si stacca immediatamente da me alla mia affermazione e mi guarda come se avessi appena detto che la Terra è quadrata o che il Sole è freddo. Mi punta il suo indice contro.
"Tu, non ti permettere mai più di dire una cosa del genere! O anche solo di pensarla! Io non sono dolce, tenera e sentimentale, chiaro?"
"Sissignora!" E nel tentativo di riuscire a non ridere le mie labbra producono una smorfia. Ma non sono ancora abbastanza contenta di averla beffeggiata. Così le faccio notare che sembra stia per piangere.
"Ma quel luccichio che vedo nei tuoi occhi non saranno mica lacrime, vero? No, perché tu non piangi, nemmeno per la gioia. Nulla ti tocca..." Mi guarda in cagnesco, ha capito che sto cercando di farle perdere le staffe e lei sta cercando in tutti i modi di non darmela vinta. So come andrà a finire. Come al solito. La avrà vinta lei a tutti i costi.
"Io non piango, appunto! Chi era che durante qualsiasi film guardassimo si metteva a piangere? Chi è che mi consumava sempre tutti i fazzoletti?" La fisso mentre gesticola per dare più enfasi a quello che sta dicendo. E non riesco a rimanere seria. Mi sembra di essere tornata quella ragazza al primo anno di liceo che veniva sempre richiamata per la poca attenzione. Lei viene subito contagiata dalla mia risata. Si inizia a tenere la pancia per le contrazioni che inizia ad avere, e si asciuga una lacrima che le scende sul viso. Ci guardiamo intorno. Quasi tutte le persone sono intente a guardarci. E in questo momento capisco che tutta la mia preoccupazione iniziale non serviva a nulla.
"Forse è meglio che iniziamo ad allontanarci da qui. Tutta questa gente ci sta guardando male, mi inizio a preoccupare." Dico in tono scherzoso alla ragazza che mi sta di fronte. Ma in realtà sono preoccupata. Non voglio che qualche passeggero preoccupato ci possa far fermare credendoci pazze. Ed oggi può succedere ti tutto, non è proprio giornata.
"Raccogli la tua valigia. Non avrai mica pensato che te l'avrei portata, vero?" Lei sbuffa in tono rassegnato come se stesse parlando a un caso perso o a un muro. Ma è lei quella più cocciuta e testarda tra noi due. È lei che nessuno è mai stato capace di fare ragionare e fare cambiare idea. È lei che agisce senza ragionare abbastanza. Ma in questo ci assomigliamo fin troppo anche se è dura ammetterlo. Ora ragiono forse troppo, ma è una conseguenza involontaria di tutto ciò che ho vissuto.
La prendo a braccetto e la costringo a seguirmi a passo spedito mentre lei trascina la sua valigia. Usciamo nell'aria fredda e uggiosa. La vedo rabbrividire, e di sicuro starà pensando a quanto questa sua vacanza-ritrovo sia già iniziata come un completo disastro.
"Bea... Benvenuta in America!" Mi guarda come se fossi la persona più assurda del mondo. E forse ai curiosi che passano e proseguono per la loro strada appaio proprio così. Mi trovo in piedi al centro del marciapiede di fronte alla porta di uscita dall'edificio. Ho spalancato le braccia per indicare il panorama che si staglia di fronte a me. Magnifico è l'unico termine che mi viene da utilizzare per descriverlo. Ma anch'esso è riduttivo ai miei occhi. Lo stesso non posso dire della ragazza che ho di fianco. Guarda di fronte a sé con sguardo annoiato, quasi assopito. Non riesco a capire questa sua reazione per nulla partecipe. Ragazza hai di fronte a te New York, una delle città più affascinanti al mondo.
"Sai che il sogno americano non mi ha mai affascinata così tanto, a dirla tutta per nulla." Non capisco perché questo suo rifiuto categorico. È sempre stato così, fin da quando l'ho conosciuta quel primo giorno di quel primo anno. Lei sogna il Giappone e io tutt'altro.
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Lacrime & Diamanti
ChickLitFederica: una ragazza che si trasferisce a New York per iniziare una nuova vita, e lasciarsi alle spalle tutto ciò che conosce. Ma il fato per lei ha predetto diversamente. William: il peggior incubo di Federica. Cosa ha in serbo la vita pe...
